logo


  1. Miche Giardino Rispondi

    Argomenti appropriati ed esposti tanto pacatamente quanto efficacemente. Penso si possa aggiungere: - la scalata ostile come strumento per la sostituzione del management rivendica alquanto semplicisticamente l'applicazione pura e semplice alla realtà delle Popolari, peculiare ma non per questo meno efficiente per generale ammissione, di una logica del confronto competivo interno ed esterno che è proprio delle grandi aggregazioni d'impresa nell'ambito della quale è nato e risulta ampiamente praticato; inoltre nelle Popolari, anche qui concordo con l'A., è la perfomance "complessiva", che va al di là dell'incremento del valore capitale e del dividendo annualmente corrisposto, a segnare il destino dei vertici aziendali. Magari non nell'immediato e senza grande clamore, ma la porta girevole delle cariche funziona ugualmente, se ve ne sono i presupposti; - se si getta lo sguardo oltre la richiesta insistente di regole più elastiche in materia di scalate, non si fa fatica a intravvedere un possibile obiettivo di eliminazione non già di operatori inefficienti - sappiamo che in genere non lo sono - quanto di un'intera realtà la cui cocciuta resistenza appare ad alcuni tanto più spiacevole quanto più i dati di lavoro confermano che sarebbe facile e immediatamente vantaggioso integrarla in altre realtà di elevato "standing", magari internazionali; - e infine, credo sia bene non dimenticare mai che dopo tutto il rapporto di società è retto da un contratto e che quindi, come in tutti i contratti, spetta ai contraenti stabilire regole la cui accettazione dovrebbe essere implicita nella richiesta di qualunque newcomer di aderirvi. Ha davvero poco senso investire in una Popolare se non si crede nella fomula particolare che la contraddistingue, da noi come altrove nel mondo.

  2. Giorgio Trenti Rispondi
    1) E’ stata presentata alla Camera la proposta di legge N. 360, con oggetto la riforma delle Banche Popolari. 2) Essa prevede: - la libera trasferibilità delle azioni delle BP quotate, - l’abolizione del voto capitario, - l’abolizione della clausola di gradimento per i nuovi soci, - l’aumento del limite alle deleghe di voto, - l’elevazione delle limitazioni alla partecipazione individuale. 3) Nel caso d’approvazione, ci saranno vantaggi per le BP quotate e per i loro azionisti. 4) Riguardo al voto capitario, che è la caratteristica fondamentale delle BP quotate, esso è certamente d’ostacolo alla libera circolazione dei capitali. 5) La sua abolizione renderebbe il governo delle coop quotate simile a quello delle spa; l’Italia dovrebbe modificare la legge bancaria ed il codice civile e ciò sarebbe favorevole alle BP quotate ed ai loro azionisti. 6) Il governatore della Banca d’Italia dr. Mario Draghi, in occasione della Giornata mondiale del risparmio, che si è svolta il 31/10/2006 a Roma, ha auspicato una riflessione sulla riforma delle BP dicendo: “Rigidità del principio del voto capitario, limiti alla raccolta delle deleghe di voto, vincoli alla partecipazione individuale possono determinare autoreferenzialità del management, insufficiente tutela degli azionisti, ostacoli al rafforzamento del patrimonio.”. 7) Il governatore, in occasione del convegno degli operatori finanziari, che si è svolto il 3/2/2007 a Torino, ha auspicato il contributo delle banche popolari nella revisione della governance, fermo restando il nucleo essenziale dei principi cooperativi. 8) Il governatore, in occasione dell’assemblea dell’ABI, che si è svolta il giorno 11/7/2007 a Roma, ha richiamato l’attenzione sui “benefici di una riforma che rimuova, soprattutto per le aziende più grandi e quotate in borsa, le maggiori anomalie di un ordinamento adatto a realtà locali di ridotta dimensione.”. 9) Una BP quando intende trasformarsi in spa, è soggetta ad una valutazione della Banca d’Italia. E’ opportuno lasciare questa scelta alla singola banca. Si propone il seguente nuovo testo dell’art. 31 del TUB: “Le banche popolari possono trasformarsi in società per azioni.”.
  3. LM Rispondi
    Credo che ipotizzare una riforma della disciplina sulle Banche Popolari sia, in linea di principio, un'idea condivisibile stante la profonda evoluzione del sistema bancario nazionale di questi ultimi anni. L'importante credo sia ipotizzarne una riforma che non ne modifichi la mission e le caratteristiche che hanno costituito le ragioni del successo di un modello come quello delle banche popolari: in particolare mi riferisco alla forma cooperativa. Non credo dunque sia certo auspicabile l'ipotesi di un innalzamento della partecipazione azionaria individuale così come, sinceramente, dubito delle eventuali autonomie riservate ai singoli statuti delle Banche popolari: una tale, a mio avviso "nebbiosa", prospettiva di questo tipo favorirebbe certo la concentrazione delle azioni in mano ad una ristretta e selezionata oligarchia finanziaria di cui credo non si senta oggi particolare bisogno. Piuttosto penso sia più opportuno salvaguardare le specificità delle Popolari rispetto alle banche di credito ordinario garantendo anzitutto i diritti di partecipazione dei cittadini e dei lavoratori e confermando dunque il ruolo centrale dell'Assemblea dei Soci nella governance economica e societaria delle banche. In definitiva, la proposta autoregolamentare dei Codici Etici nonchè l’istituzione di una sorta di magistratura interna al CdA delle Popolari credo sia ancora oggi, tra le tante proposte, quella più ragionevole...peccato solo che a distanza di anni non si sia ancora giunti ad una soluzione chiara e definitiva su tale delicata normativa!
  4. Marco Terrenghi Rispondi

    Concordo con Costa nel vedere quale piu' semplice ed efficace contributo alla modernizzazione del governo delle popolari un vincolo ad un maggiore coinvolgimento degli azionisti, piccoli per definizione in queste realta'. Nella mia modesta esperienza ricordo gia' una decina di anni fa che, in qualita' di piccolissimo azionista di una societa' quotata al NASDAQ, ricevetti prima dell'assemblea un grosso plico a domicilio contenente tutto il materiale utile alla delibera e i codici identificativi per esprimere il voto semplicemente da una pagina web. Arriveremo mai a simili livelli?