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  1. Costi Maria Rispondi

    Condivido quanto detto da Del Boca e Rosina, perchè voglio pensare in positivo alla posizione in Italia della donna. Se lavora ed è tranquilla almeno da un punto di vista economico, ma si sente anche realizzata come individuo che combatte vicino al suo uomo nella società, sceglie razionalmente di poter crescere un figlio. Comunque trovo che purtroppo anche questo governo non premi la donna che lavora e che si migliora come individuo. Tutte le occasioni sono buone per ribadire che il dovere di una madre è stare a casa. In questi anni c'è stata un inversione di tendenza, grazie anche alla posizione della chiesa e si colpevolizza se non a parole a fatti la donna che lavora e si assume in prima persona le sue responsabilità. Un esempio per tutti il comune di Milano che penso abbia il maggior numero di donne lavoratrici d'Italia. L'accesso agli asili nido non prevede priorità per la donna che lavora!