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  1. giuseppe bernardo Rispondi

    Spett.le IMF, ecco i punti da seguire con urgenza in questa Crisi. Il ruolo del Fondo Monetario Internazionale (IMF). La chiusura delle Borse mondiali deve essere auspicata e determinata con l'aiuto del FMI a favore dalle popolazioni, perchè le regole sono da riscrivere e qualsiasi atto o negoziazione in questo momento avviene in un contesto altamente speculativo e con controlli labili sulla qualità e quantità delle informazioni. Le conseguenze di una chiusura delle Borse non sono e saranno assolutamente negative se accompagnate da una spiegazione internazionale coordinata e congiunta dove ogni capo di Stato dei G20 pronuncia le stesse parole. Quindi un comunicato congiunto, breve e chiaro, e una chiusura di qualche giorno per riformare le regole: 1) stop a shorts su strumenti finanziari. No a short selling. 2) stop alle scadenze tecniche che ogni 3° venerdi di ogni mese in Borsa avvengono per regolare il mercato dei Derivati, vere e propri scommesse. 3) stop all'assenza di regole per Hedge Funds. 4) obbligo per le società quotate di stabilire un tetto ai compesi degli amministratori. 5) stop a banche d'affari.

  2. fabio pietribiasi Rispondi

    L'Italia perde posizioni in un'Europa che avanza. Forse si può sintetizzare così dal nostro osservatorio nazionale il senso dell'accordo raggiunto da Consiglio dell'Unione Europea a Lisbona. Da un lato, segna un rilancio del processo di integrazione con un profilo più elevato di quanto non ci si potesse aspettare dopo la bocciatura del Trattato costituzionale del 2004. Angela Merkel durante la sua presidenza non era riuscita ad andare oltre la dichiarazione di Berlino della primavera scorsa, nella quale auspicava una "nuova base comune" entro il 2009 da tutti interpretata come un Trattato di ridotte pretese e finalizzato a dare un minimo di funzionalità agli Organi di una Comunità arrivata a 27 Stati membri e a 450 milioni di abitanti. Lisbona ora fa registrare anche un recupero della carta dei diritti e delle politiche settoriali, pur con percorsi differenziati, togliendo tra l'altro dal dimenticatoio ove era finita la nozione di cittadinanza come valore fondante dell'Unione. D'altra parte, si deve purtroppo constatare il contestuale declassamento della posizione italiana, che non riguarda solo la perdita di rappresentanza parlamentare. Quando mesi fa Prodi ha sostenuto l'idea dell'Europa a due velocità, non pensava certo di finire in seconda fila e di dover assistere impotente alla nascita del direttorio tra Francia, Germania e Regno Unito, che hanno sottoscritto a Lisbona uno scontatissimo documento comune in materia economico - finanziaria. Può darsi che la diplomazia italiana si sia lasciata sorprendere e che non tutto sia perduto. Ma resta l'impressione che il declassamento sia conseguenza dell'atteggiamento ondivago tenuto in alcune scelte di politica estera, come pure della scarsa credibilità nelle politiche di risanamento finanziario.