logo


Rispondi a La redazione Annulla risposta

1500

  1. GIANCARLO MAZZONE Rispondi

    Il debito estero americano è meno concentrato di quanto non fosse nel 1931 quello tedesco per il fatto che il mercato finanziario è diventato più sofisticato, più flessibile e più globale. Ma il debito estero americano è un fenomeno che presenta da tempo troppi forti squilibri. Squilibri che le forze economiche tendono a ricomporre. L'atteso lento ritorno a uno stato di maggiore equilibrio debitorio verso gli altri Paesi del mondo, ovviamente aiutato da cambi flessibili, significa anche una maggiore sobrietà dei consumi da parte del popolo americano con una conseguente riduzione dell'importazioni di beni pricipalmente dall'Asia e dall'Europa. L'immissione di liquidità da parte delle banche centrali può ritardare le correzioni in corso, renderle meno aspre, ma sta arrivando per l'economia degli USA il "redde rationem" . Un Paese, come un individuo o una famiglia, non può vivere a lungo al di sopra delle propie possibilità. C'è 'aspettarsi che ciò provocherà un certo scompiglio nell'economia globale. Non sarà la depressione degli anni trenta, ma un periodo non breve di riaggiustamento e di rallentamento, ma anche di riflessione per il grande popolo americano, per il quale, sopratutto, non possono esistere "pasti gratis". I debiti prima o poi vanno pagati. Mi pare che questa sia l'essenza del problema.

  2. Francesco Caprioglio Rispondi
    Gent.le Dott Toniolo desidero ringraziarla sinceramente per la sua risposta. In particolare per il pensiero di Greenspan che mi fornisce uno spunto aggiuntivo per i miei studi futuri. Francesco
  3. Fabio Pancrazi Rispondi

    Una volta con i soldi dello stipendio riuscivo a vivere abbastanza bene e persino a risparmiare qualcosa. Adesso no e, come tanti altri, a volte devo ricorrere ai prestiti concessi dalle banche o dalle società finanziarie. Nell'ambito di particolari promozioni di credito al consumo con "finanziamento a tasso zero" gli interessi non vengono pagati dal cliente ma dal venditore o dal produttore del bene (oppure da entrambi). C'è una crisi dei consumi e ci sono famiglie che non hanno le possibilità di acquistare i beni durevoli a loro necessari. Sperando che tornino tempi di vacche grasse, in attesa un aiuto dovrebbe venire dallo Stato (insieme anche alle associazioni dei produttori, dei venditori ed alle banche) con agevolazioni fiscali che permettano alle famiglie di accedere a finanziamenti a tasso zero.

  4. Francesco Rispondi

    Sarò molto sintetico e spero anche molto chiaro. Desidero in prima battuta farle i complimenti per l'analisi effettuata sulle differenze tra 1929 e 2007. In secondo luogo leggendo il suo articolo mi sono sorte 3 domande che vorrei porle senza ambire necessariamente ad una sua risposta. Primo: Nel 2001 durante la crisi pesante di cui tutti sappiamo è stato fatto il medesimo accostamento al 1929? se la risposta è no perchè adesso si è fatto? Allarmismo ingiustificato? Secondo: L'indebitamento delle famiglie, naturali agenti in surplus economico non potrebbe portare ad un effetto catena sulle imprese allargando la crisi? Terzo La situazione USA si sta a mio parere aggrovigliando sempre di più. Esiste la possibilità che il sistema americano possa implodere ad esempio su preciso volere della Cina? La ringrazio molto dell'attenzione. Se volesse eventualmente scrivermi via mail ne sarei onorato. Francesco da Torino

    • La redazione Rispondi


      Rispondo per punti:
      a) Non so se nel 2001 si sia parlato meno del 1929 di quanto si faccia  oggi: e` un tema ricorrente a ogni crisi finanziaria. Greenspan ha  scritto nel suo libro che nelle crisi del 1987 e del 2001 ha studiato  molta storia economica perche` la teoria serve soprattutto in tempi  "normali". Non vorrei pero` che si finisse per pensare a noi studiosi  della disciplina come portatori di jella...
      b)Certo: nel 1929 la trasmissione della crisi dal settore finanziario  a quello reale avvenne in buona parte attraverso il meccanismo a catena del fallimento dei debitori che provocava quello dei creditori, in un circolo vizioso di disoccupazione, ulteriori fallimenti, ulteriore disoccupazione..
      c)Lei pensa che sia interesse della Cina, che ha investito negli USA trilioni di dollari fare "implodere", come dice lei, l'economia  americana?
      Un vivo saluto
      Gianni Toniolo