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  1. diamantiluciano Rispondi
    si parla di inefficienza della Pubblica Amministrazione ed il ruolo principale viene attribuito ai dipendenti pubblici ecc., corruzione.. Ma la scelta dei dirigenti da chi viene fatta? Risulta che venga fatta dalla politica. La politica fa le scelte privilegiando l'autonomia di giudizio, l'indipendenza dai partiti ( non l'indipendenza dalle idee) o piuttosto il legame con la politica (anche in presenza di professionalità)? Il dirigente viene valutato in base al rigore delle scelte, alla capacità di analisi, alla mancanza di remore nel denunciare i disservizi, le inefficienze o per altre qualità. Sono un Segretario comunale, oggi la scelta viene fatta dai sindaci o presidenti di provincia in base al curriculum, ne ho mandati diversi, nessuno mi ha chiesto integrazioni, colloqui ecc.. Quindi probabilmente sapevano che sono uno scarso dirigente, o non valutano le qualità (qualora esistano, lavoro comunque con soddisfazione e penso stima da parte delle amministrazioni)? Se non si pone alla base della discussione la scelta delle qualità dei dirigenti, forse diventa difficile uscire dall'attuale situazione?
  2. luigi zoppoli Rispondi
    Bene le analisi macro. Quanto alle istituzioni locali e/o semiautonome, saranno pure meno inefficienti, ma rispetto a parametri di inefficienza stellari. Trovo insoddisfacente il "beati monoculi in terra cecorum". Fatto sta che, le norme che regolamentano la PA andrebbero riscritte da cima a fondo ed integrate da opportune metodologie di analisi e controllo Non sono molto ottimista. Magari dovremo attendere ai pubblici dipendenti venga tolto il diritto di voto. O ch ci sia una classe dirigente politica ed amministrativa normalmente adeguata disposta ad acculturarsi alla modernità efficiente, a rinunciare alla discrezionalià "conveniente" o corruttiva. Campa cavallo....
  3. Dario Quintavalle Rispondi
    Sono un dirigente pubblico (Ministero della Giustizia) e da luglio sono tenuto obbligatoriamente ad usare la piattaforma www.acquistinretepa.it per le spese di ufficio. Si tratta grosso modo di una piattaforma di e-commerce, non diversa concettualmente da quella che usa un qualunque cittadino facendo acquisti su Internet. Con questa piccola differenza: che quando faccio acquisti per me su Amazon pago con la carta di credito. Per gli acquisti d’ufficio valgono ancora le vecchie e complicate norme di contabilità. Lo Stato ha un volume di acquisti impressionante e quindi potrebbe imporre condizioni di mercato a sé più favorevoli. Il problema vero è però che esso è anche un debitore poco puntuale nei pagamenti e spesso insolvente. Di conseguenza i fornitori ci fanno pagare di più, perché sanno già che saranno pagati in ritardo. In senso economico, è come se ci stessero prestando soldi e noi remunerassimo il prestito con un extracosto. Se si potesse agire sul lato della puntualità dei pagamenti io credo che si potrebbero ottenere prezzi assai migliori per le forniture.
    • La redazione Rispondi
      Gentile Dott. Quintavalle, concordo appieno con lei, tanto che giá un anno fa all'Ufficio Studi abbiamo cominciato a valutare la possibilitá di indicizzare il prezzo di fornitura rispetto alla data di pagamento. La "Procurement Card" che si stá cercando di introdurre ridimensionerebbe alquanto il problema. Tuttavia questo problema é molto importante per gli acquisti da convenzioni - dove il prezzo é uguale per tutte le amministrazioni - ma meno nel caso del Mercato Elettronico (MEPA). Questo perché sul MEPA i fornitori possono differenziare i prezzi rispetto ad amministrazioni che si sá che pagano piu' o meno in ritardo. Una amministrazione che paga con tempi 'normali' otterrá (giustamente) prezzi inferiori a paritá di qualitá, e questo puó spingere le amministrazioni a comportamenti finanziari piú virtuosi. Nelle convenzioni questo meccanismo non é invece attivo.
  4. Simone Sereni Rispondi
    Gentile Spagnolo, mi pare che recentemente nel suo discorso di fine anno il Procuratore generale della Corte dei Conti De Rose abbia inserito, en passant, una dura nota critica sul fatto che siano stati tagliati fondi, uomini e competenze alla Corte dei conti per le indagini specifiche sulla corruzione negli enti locali? Ne sa qualcosa? Cosa ne pensa?
    • La redazione Rispondi
      Gentile Dott. Sereni, purtroppo non ho seguito la faccenda, ma certo da come la presenta Lei non mi pare una scelta lungimirante: uno dei fondamentali fattori dietro lo sperpero di risorse pubbliche é la mancanza di controlli seri, che andrebbero rafforzati, non ridotti.
  5. Giancarlo Spagnolo Rispondi
    Corruzione ed inefficienza non sono inestirpabili e li abbiamo già ridotti almeno negli acquisti. Sembra strano commentare il proprio articolo, ma devo chiarirne il messaggio, che alcuni quotidiani sembrano aver interpretato male, certamente per mancanza di chiarezza da parte mia. Non ho mai pensato che corruzione ed inefficienza nella PA siano “inestirpabili”, né quello è il risultato del lavoro degli economisti che discuto. Al contrario, il mio articolo, forse un po' goffo, intendeva dimostrare quanto si può fare lavorando bene, ad alto livello. Il pezzo mostra quanto più efficiente la PA – soprattutto quella centrale - è diventata negli acquisti grazie all’introduzione di Consip. L’articolo spiega poi come raccogliendo dati importanti – come fatto da Istat e Ministero di Economia e Finanze – ed analizzandoli con tecniche avanzate - come fatto nel lavoro dei tre economisti cui faccio riferimento - può aiutare molto, identificando le aree dove lavorare ancora per migliorare ulteriormente le cose. Il messaggio del mio pezzo, quindi, voleva essere assai più positivo di come alcuni l'hanno interpretato. E' certamente arduo identificare e combattere inefficienza e corruzione, ma se si lavora bene – come si è fatto in Consip- se si danno risorse all’Autorità di vigilanza per raccogliere ed organizzare i dati in modo appropriato, e se con essi si fanno (e si lasciano fare) analisi serie, le cose possono migliorare molto. Mi scuso con i lettori se questo messaggio “positivo” non è emerso con la forza che speravo. Giancarlo Spagnolo