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  1. Diego d'Andria Rispondi
    I vantaggi nell'allentamento dei limiti alla commistione fra industria e banca ci sono, questo è vero. Ma il nostro sistema italiano, per come è ancora strutturato in un "club" chiuso di capitali familiari, logge pseudo-massoniche e interferenze fra vigilanti e vigilati, davvero può permetterselo? In un momento in cui gli enti preposti al controllo dei mercati (Consob, antitrust, Agcom e Banca d'Italia) mostrano debolezza e carenza di strumenti operativi, ci conviene facilitare la strada alla formazione di vere "Zaibatsu" all'italiana, che assommano industria, editoria e banca in singole entità consolidate e onnipotenti?
  2. riccardo boero Rispondi
    Gentile professoressa, a me pare che la sua proposta non sia una buona idea. Innanzitutto, non si vede la necessita` di un allineamento alle consuetudini di altri paesi europei: se l'Europa significa conformismo e impossibilita` di perseguire diverse idee in competizione fra loro, credo sia meglio allontanarsene. Forse piu' importante, abbiamo tutti davanti agli occhi i gravissimi problemi del modello tedesco delle banche partecipate fortemente dalle industrie: cio' ha portato alla fine di ogni concorrenza ai danni della grande industria, con colossi industriali sempiterni e inattaccabili, da una parte o dall'altra del Reno. Non dovendo piu' competere per i finanziamenti, disponendo sempre di forti liquidita` per gli investimenti certo, ma anche per operazioni meno chiare (vedi recenti scandali Volkswagen, Siemens..), e attuando il ricatto occupazionale per soggiogare il potere politico, la Grande Industria Tedesca e` diventata un behemot invincibile e immortale. Decine di grandi realta` sono sorte negli ultimi decenni in USA, come Dell, Google, etc Quid in Germania? Grazie di una cortese risposta