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  1. Federico Salis Rispondi
    E' corretta l'affermazione di Ichino ma la stessa legge ha creato un istituto "l'interpello" che sistematicamente frammenta le norme contrattuali e di conseguenza inficia lo stesso contratto nazionale nella sua "intera" applicazione : si veda ad esempio gli enti bilaterali e l'assistenza sanitaria integrativa nei settori Commercio e Turismo. Per andare oltre condivido la circostanza, e qui mi spoglio da difensore del ruolo della contrattazione di primo livello, che i contratti nazionali potrebbero essere sottoscritti in tempi decisamente più rapidi, ed è vero anche che è controproducente "sovraccaricare" il CCNL di compiti e funzioni.
  2. Federico Salis Rispondi
    A volte ritornano. In questo caso il tema di sempre : i contratti collettivi nazionali. Abolirli? rimaneggiarli? quale che sia la soluzione prospettata non si risolve un problema di fondo : l'applicazione dei contratti. Possiamo anche delegare agli accordi collettivi di quartiere, ci sarà sempre qualcuno che, magari dopo un interpello ben assestato, avrà la possibilità di non applicarlo del tutto o non applicarlo parzialmente. Quale sicurezza allora per le aziende in termini di "dumping" ? cosa fare per le aziende che applicano un accordo territoriale che prevede, ad esempio, l'istituzione dell'assistenza sanitaria integrativa, con relativo costo a carico datoriale, rispetto ad aziende che non lo applicano ? Prima di "sporzionare" gli accordi collettivi darei priorità ad una norma che ne imponga l'integrale applicazione...
    • La redazione Rispondi
      La norma c'è già (art. 1372 del codice civile: "Il contratto ha forza di legge tra le parti"). Il problema è che in Italia il tasso di effettività della legge è troppo basso. Ma questo, evidentemente, non è un problema che si possa risolvere con una legge che sancisca... che le leggi si devono rispettare. p.i.
  3. rodini carlo Rispondi
    Alle giuste considerazioni di Ichino credo che vadano aggiunte le motivazioni per cui le parti abbiano un interesse comune a raggiungere un accordo. Mentre i lavoratori perdono denaro a scioperare, e così le aziende, non vedo cosa perde il settore pubblico o dei trasporti dove gli incassi sono già abbastanza garantiti dalle tasse o dagli abbonamenti. Così come stanno le cose i servizi pubblici sembrano risparmiare: perchè dovrebbero essere invogliati a concludere?