Nel programma economico di Royal convivono tendenze opposte. Vi si possono ritrovare i sostenitori del mondo del lavoro di ieri, con i sussidi statali e i lavori utili, e i fautori di una visione moderna dell’economia. Per i giovani ci sono proposte che hanno una logica economica coerente, destinate a favorire il primo impiego, accanto ad altre del tutto incomprensibili. Lo stesso discorso vale per gli interventi sul sistema della formazione. Buone idee su reddito di solidarietà attiva e sistema previdenziale dei lavoratori autonomi.

Il programma di Ségolène Royal contiene misure pertinenti, abbastanza corrette dal punto di vista economico. Ma esprime anche una forte tendenza ad avvalersi dei sussidi, dei lavori utili, che ricordano la politica del lavoro dei tempi passati. Il suo programma sembra, insomma, voler accontentare riformisti e conservatori allo stesso tempo.

La re-industrializzazione

La candidata nel suo programma dimostra una volontà di re-industrializzazione. Bisogna però chiedersi se risponde così alle attese dei salariati del settore industriale, che in Francia continua a perdere occupati, oppure se intende far rinascere un settore in difficoltà. Dove sarebbe oggi la Francia se, un secolo fa, si fosse affidato a un’agenzia di “re-agrarizzazione” il compito di dare impulso ai lavori agricoli, per lottare contro il declino del settore? Aggiungiamo, tuttavia, che una proposta simile si ritrova nel programma Ump.

L’accesso al mondo del lavoro

Il diritto al primo impiego per i giovani è un’arma a doppio taglio. È un bene se impone alla collettività di assumersi la responsabilità del mancato inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e, così facendo, a correggere le disfunzioni: l’amministrazione potrebbe finalmente comprendere che costa meno produrre giovani in grado di accedere a un lavoro, piuttosto che dare sussidi a giovani senza impiego. Può succedere, però, anche l’inverso, che si finisca col procurare ai giovani “falsi” impieghi, invece di evidenziare e correggere le cause che impediscono loro di trovare “veri” posti di lavoro. A dire il vero, anche il candidato dell’Ump propone la stessa cosa, ma Royal aggiunge la promessa di creare “500mila posti-trampolino”, più altri 190mila, per l’assunzione di giovani operai generici nella piccola e media impresa. Si tratta di cifre così importanti che viene da domandarsi dove siano tutti questi giovani da assumere.
D’altra parte, i giovani si troverebbero a beneficiare di un “sussidio di autonomia”, che dipende in primo luogo da una precisa scelta della società nel suo complesso: i redditi dei giovani devono gravare sulla famiglia o sulla collettività? La loro formazione deve far parte delle attività remunerate? Se la risposta è positiva, quale dovrebbe essere la contropartita che la società richiede a coloro che sono pagati per studiare?
Ségolène Royal propone poi la creazione di una previdenza sociale professionale, garantita dallo Stato, in forza della quale chi ha perso il lavoro riceve dagli enti pubblici una proposta di contratto con diritti e doveri, che comporta una remunerazione pari al 90 per cento dell’ultimo salario percepito, un programma di riqualificazione e un aiuto personalizzato per trovare un nuovo lavoro, assicurato dal servizio pubblico per l’impiego. Verosimilmente,il provvedimento avrà un effetto positivo, poiché il sistema francese è carente di interventi attivi: dà molti sussidi, ma pochi aiuti. Stupisce tuttavia la volontà di aumentare il livello dei sussidi, un intervento mai indicato come una priorità in nessuno studio.

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Il sistema dell’educazione

La candidata del Ps intende rafforzare anche il diritto alla formazione professionale, il che avrà senz’altro un effetto positivo, a condizione che l’intensificazione del processo di formazione continua non vada a discapito della formazione di base, ritardandone la necessaria riforma. Se il nostro sistema dell’istruzione produce una massa di persone senza alcuna prospettiva d’impiego, è proprio perché non funziona e necessita di una radicale riforma, non di un cataplasma, come la formazione continua. Royal propone anche un grande servizio di orientamento, che è certo un complemento necessario al miglioramento del sistema formativo.
Questi ultimi tre progetti non rappresentano un criterio di scelta tra destra e sinistra, perché sono proposti anche dall’Ump. È giusto sottolineare, tuttavia, che la candidata socialista intende destinarvi risorse nettamente maggiori.

Il salario minimo

Le proposte relative allo Smic, salaire minimun interprofessionel de croissance, 1500 euro lordi, contro i 1254 attuali, non dovrebbero produrre grandi conseguenze. In effetti, tenuto conto dell’aumento naturale dello Smic – la metà del potere d’acquisto del salario base operaio – ci vorrebbero da 2 a 6 punti di incremento in cinque anni, per raggiungere l’obiettivo. Però ciò che sembra poco in termini di aumento del potere d’acquisto, costerà probabilmente la perdita di 50mila posti di lavoro di operaio generico. Poco, secondo taluni. È normale provocare tante vittime collaterali, per raggiungere un obiettivo sbagliato (redditi da lavoro fissati dallo Stato) attraverso strumenti altrettanto sbagliati, come lo Smic o gli incentivi all’impiego? Da notare, tra l’altro, che la manovra costerebbe alle finanze pubbliche parecchi miliardi: il costo della diminuzione dei contributi, indicizzati allo Smic, e l’aumento dei salari minimi, oltre che di quelli negoziati dai sindacati della pubblica amministrazione.
Segolène Royal propone inoltre di istituire un reddito di solidarietà attiva: equivale a un Rmi, Revenu minimum d’insertion, percepito in misura decrescente rispetto al reddito, in modo che il reinserimento nel mondo del lavoro non comporti minori entrate, per esempio con impieghi part-time. È una riforma intelligente del nostro sistema assistenziale, con un costo di 4 miliardi circa.
Allo stesso tempo, si propone la creazione di un sistema previdenziale per i lavoratori autonomi, con lo scopo di tutelare i creatori d’impresa e le loro famiglie.
Più dubbi suscita l’idea di riservare una quota degli appalti pubblici alle piccole e medie imprese: innanzitutto perché non è affatto certo che lanciare le piccole e medie imprese su mercati rigidi sia il miglior sistema per renderle competitive, in secondo luogo perché l’effetto positivo non sarebbe così scontato, dato il costo e la complessità di tali mercati. Del resto, anche i Fondi regionali di partecipazione ricordano tristemente le “Società di sviluppo regionale” e tutti gli altri sventurati progetti, in cui lo Stato si sostituisce alle iniziative private di finanziamento. Da notare che quest’idea di assunzione privata del rischio, garantita dallo Stato, si ritrova pari pari nel programma dell’Ump. Segolène Royal propone una zona franca globale nei Dipartimenti d’Oltremare. (1)
Ma, com’è già stato sottolineato da altri, non è questo il modo giusto per aiutarli: le generose agevolazioni fiscali producono solo sperperi e distorsioni.

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La patente gratis

Nel programma vi è anche un provvedimento sorprendente: la patente gratis per i giovani che hanno conseguito il Cap, Certificat d’aptitude professionelle. (2) Se i provvedimenti per l’inserimento nel mondo del lavoro hanno una logica economica, non altrettanto può dirsi di una promessa come questa. È una considerazione che vale anche per gli “impieghi-trampolino” e comporta una critica di fondo. Se infatti è possibile legittimare il ricorso a sussidi per determinati tipi di salariati, è perlomeno strano postulare a priori il numero di lavoratori da aiutare in tal modo: 690mila, nel nostro caso. Significa che i servizi pubblici per l’impiego e le agenzie per il lavoro dovranno farsi obbligatoriamente carico di questo obiettivo. Il che appare in contraddizione con la volontà della candidata di decentralizzare il funzionamento dello Stato. Sarebbe come dire che la decentralizzazione va bene nei dibattiti, ma – nella pratica –rimane la centralizzazione.
Concludendo, Segolène Royal con il suo programma sociale fa terminare in parità il match tra i sostenitori del mondo del lavoro di ieri con i sussidi statali, con i lavori utili (i giovani, a questo riguardo, sono ben messi perché potrebbero usufruire di entrambi), e i fautori di una visione moderna dell’economia. Tutto dipenderà quindi da quale versante del suo programma, Royal sceglierà di mettere in atto.

(1) Guadalupa, Martinica, Riunione, Gujana, ecc.
(2) Equivale al nostro diploma d’istituto tecnico.

* La versione originale dell’articolo appare sul sito www.telos-eu.com Traduzione dal francese di Daniela Crocco

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