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  1. Alberto Marcheselli Rispondi
    C'è qualche aspetto che mi lascia perplesso. Il primo è che mi pare che sia trascurato il valore sociale/etico/educativo del calcio, riconosciuto di recente anche dal Parlamento Europeo. Mi domando se non debba essere accolta quanto meno con un po' di imbarazzo una competizione che finge di essere tale e invece vede gli apparenti competitori cointeressati alla vittoria del più forte. Condivido che il sistema porti a questa situazione senza pratiche collusive, ma non mi pare affatto virtuoso. L'opacità del sistema mi pare un dato negativo. Non mi convince neanche la critica fondata sul ruolo della Lega. l'Acgm parte dal presupposto che sia una autorità di regolazione, l'articolo da una prospettiva opposta. Assimilare la Lega a un cda mi pare allora una petizione di principio. Più in generale, mi piacerebbe che tutte queste analisi "spinte" su modelli economici concorrenziali, respingessero, coerentemente, tutto il sistema di provvidenze, espresse o occulte che sostengono il calcio: che mi sembra business per chi fa soldi e servizio pubblico per gli altri (cioè inammissibile traslazione di risorse dal pubblico al profitto privato e non condiviso) Ma questo nessuno lo dice. Alberto Marcheselli http://www.fondazionegenoa.it/home/