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  1. andrea bonessa Rispondi
    Come se non bastasse quanto ricordato da Ragazzi, per supportare i nostri timori sulla politica urbanistica del Comune di Milano bisogna segnalare l'ultima chicca dell'Assessore Masseroli. In giunta Comunale è passata una delibera che intende liberalizzare l'edificabilità di 147 aree, per un totale di circa 10 milioni di mq, che il Piano Regolatore vigente riteneva dovessero essere riqulificate e recuperate attraverso una progettazione attenta e sensibile. Se la deliberà della giunta passerà in Consiglio, potranno essere realizzati circa 23.000 alloggi per un totale di 4,5 milioni di mc, che, spalmati su tutto il territorio comunale, passeranno praticamente inosservati e non procheranno le legittime reazioni degli Interventi Fiera, Portello, Falck ecc. che di mq. ne realizzano molti meno. La giunta gratificherà i piccoli imprenditori immobiliari che senza nessun controllo e pochissima qualità progettuale potranno soddisfare i loro interessi. Perchè se è pur vero che interventi tipo Fiera e simili sono decisamente impattanti e forse sovradimensionati rispetto alle esigenze cittadine, è anche vero che sono progettati spesso con attenzione e con grande qualità e che la loro realizzazione è sottoposta al giudizio e alla critica di tutti. Controllo che non avviena con la " piccola edilizia", quella degli interventi da 2000/3000 mq., che però è diffusa e capillare e soprattutto determina l'immagine architettonica di una città e soprattuttone condiziona la qualità di vità. Ma questo controllo è possibile se si rafforza la funzione del Piano Regolatore di una città, non se, come afferma l'Assessore Masseroli, lo si ritiene «strumento obsoleto e poco flessibile» e lo si vuolesostituire con il nuovo Piano del Governo del Territorio improntato a «una filosofia di sussidiarietà liberale».
  2. martino Rispondi
    Gli americani direbbero "you could see it coming". sembra che sia rimasto il solo a ricordare i peana che si elevarono entusiasti da ogni parte all'idea dei grattacieli durante il primo regno Albertini. Fin dal sorgere del progetto diverse voci - e sulla base di ragioni anche diverse (per esempio, per rispetto della tradizione milanese - la Madonnina e Giò Ponti che a sua volta l'aveva rispettata) - avevano osteggiato il progetto di riqualifica con grattacieli. questi, peraltro, sono un tratto presente in tutti i progetti presentati (e questo sempre nell'ottica dell'elevata cubatura, necessaria per alzare il prezzo ma allo stesso tempo mettere un po' di verde). senonchè queste poche voci contrarie erano state tacciate con il solito refrain composta da accuse di essere retrogradi, o peggio tradizionalisti(!), nonché contrari alle magnifiche sorti e progressive della città. per inciso questo avveniva anche su corriere e repubblica, tanto per non fare nomi, che ora sembrano essersi riposizionate. tuttavia un minimo di riflessione ex ante avrebbe ben potuto suggeriere una opposizione più forte e anche intelligente nell'ottica di una cooperazione con l'attività amministraiva diretta a preservare il bene di tutti. forse i comitati all'epoca dormivano, e vabbè. quanto al traffico, forse bisogna pensare a quanto ne portava la fiera in città e fare un paragone con quello. ora, per contestualizzare meglio la situazione, però, non può essere dimenticato che la fiera a rho è costata un mucchio di soldi e che questi soldi l'ente fiera non poteva che prenderli dalla cessione dell'area di fiera milano (e mio sommesso avviso la nuova fiera è costata ben più di 523 milioni che sembrano essere il corrispettivo dell'area fieramilano city) e che dunque avrebbe cercato di rendere quest'area il più appetibile possibile (la super cubatura concessa). peraltro se gli oneri di fiera milano spettano in parte al comune mi sembra che gli oneri della fiera se li sia sobbarcati l'ente.
  3. Luigi Rispondi
    Sì, Torino continua a divorare i soldi prodotti altrove, specialmente in Lombardia, del resto Fiat docet... Comunque quando l'amministazione delle città finisce in mano a "mafie" politico-affaristiche non c'è nulla da fare. Tra parcheggi sotto Sant'Ambrogio, aree verdi cancellate per la costruzione del "Formigoneum" e via discorrendono ormai è chiaro cosa sta al "cuore" di certi amministratori.
  4. andrea bonessa Rispondi
    Mi collego a questo articolo per farvi una domanda. Perchè tra tutti gli argomenti che trattate non c'è quello dell'edilizia, della casa e dell'abitare che, soprattutto in Italia, assorbono una grossissima fetta delle risorse economiche dei cittadini. L'Italia è il paese dove tutti pensano che acquistare una casa sia un investimento, dove a 25 anni tutti sognano di indebitarsi fino a 60 per avere 60 mq.di casa, dove si fa un mutuo per comprare un box ma non per mandare un figlio all'università. L'argomento può essere controverso ma mi sembra economicamente rilevante e meritevole della vostra ospitalità. Da qui l'arroganza e lo strapotere di immobiliaristi e politici a loro collegati. Da qui City Life, Rogoredo, Montagnetta, ex Falck, Pirelli Bicocca ecc. ecc. eccetera.
  5. francesco piccione Rispondi
    Già stamani quando ho sentito alla radio tito boeri parlare del'articolo mi sono inquietato, la lettura è risultata ancora più preoccupante. a firenze il comune, nell'adozione del nuovo piano strutturale intende adottare - per lo sviluppo delle aree di trasformazione - delle procedure interessanti. dette aeree verranno,infatti, trasformate con concorsi ad evidenza pubblica. i criteri del concorso tenderanno a premiare i progetti che porteranno maggiori vantaggi per la collettività: ecocompatibilità deglòi edifici (cogeneratori, pannelli fotovoltaici, recupero delle acque piovane, ecc.), presenza di aree verdi, contenuto estetico delle costruzioni, capacità di inserirsi in modo armonico con il contesto circostante, realizzazione di posti auto, spazi destinati alla collettività, numei di alloggi destinati alla locazione a canoni convenzionati, ecc. il soggetto che presenterà il progetto più conforme agli interessi collettivi acquisirà il diritto alla trasformazione dell'area. mi sembra un modo di procedere molto migliore di quello adottato dal comune di milano
  6. Grazia Camia Rispondi
    Ho letto con interesse il Vostro articolo su Citylife e il quartiere Fiera, vorrei solo ricordare che analogom scempio è in corso sull'area Portello dove persino un pezzo di "Montagnetta" è stato ceduto a nuovi fabbricati, oltre al vasto ipermercato. Il tutto senza un piano di viabilità oche alleggerisca il quartiere da un prevedibilissimo impatto ambientale. Grazie per quanto cercate di fare.
  7. Marco Rispondi
    ancora una volta, da Torino, abbiamo saputo fare scuola...