Gli arresti dei giorni scorsi hanno portato alla scoperta di piani per un attentato contro Pietro Ichino, uno di noi. Speriamo che l’operazione delle forze dell’ordine segni una svolta decisiva e consenta finalmente in Italia di discutere dei problemi e delle riforme del mondo del lavoro senza la minaccia intollerabile della violenza. A Pietro, che in questi anni non si è mai fatto intimidire, va tutta la nostra solidarietà.


La crescita del Pil a fine 2006 dice che la ripresa dell’economia italiana si è consolidata. Ma non è il momento di accontentarsi. Se l’ambiente internazionale diventasse meno favorevole ci ritroveremmo in difficoltà, senza aver completato le riforme necessarie. A cominciare dalle liberalizzazioni nell’energia e nei trasporti. Anche il sistema delle farmacie continua ad essere anticoncorrenziale. L’Antitrust lo ha segnalato, mentre una sentenza della Consulta va in senso contrario. Il decreto Bersani dovrebbe allora essere completato. Senza dimenticare le politiche di sviluppo per il Mezzogiorno anche questo governo cade nell’equivoco. Invece di preoccuparsi della capacità di spesa, meglio farebbe il Governo a controllarne la qualità. Con il sistema contributivo, le pensioni sono destinate a diminuire progressivamente. E non basterà la compensazione del secondo pilastro. Occorreranno allora continui aumenti dell’età di pensionamento che serviranno anche a sostenere la crescita della nostra economia.

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