Alla vigilia dell’apertura del tavolo sulla riforma della pubblica amministrazione discutiamo due possibili strategie per combattere la sua evidente inefficienza. Da una parte, si tratta di valutare l’operato dei singoli creando una cultura della valutazione e della trasparenza. Con un’Autorità indipendente che garantisce. Dall’altra, bisogna cambiare gli incentivi delle amministrazioni, subordinando la concessione di incrementi retributivi alla qualità dei servizi erogati ai cittadini e, nel caso di amministrazioni senza un contatto diretto col pubblico, alla riduzione di esuberi identificati dall’esecutivo. Contrariamente a quanto previsto dall’accordo siglato il 18 gennaio sul pubblico impiego, bisogna anche permettere ai dirigenti di distribuire questi premi ai dipendenti in modo selettivo. La dinamica delle retribuzioni di fatto del settore pubblico mostra invece premi dati a pioggia a tutti, con un’accelerazione della crescita salariale negli ultimi anni rispetto al settore privato.
FondInps2, il fondo che gestirà i futuri Tfr dei lavoratori di imprese con oltre 50 addetti che non opteranno per un fondo pensione, è stato costruito in modo tale da durare a lungo, ostacolando il decollo della previdenza complementare.
La nuova organizzazione della vigilanza sui mercati finanziari realizza una reale semplificazione. Al posto del Cicr, però, istituisce un Comitato per la Stabilità che desta alcune perplessità.

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