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  1. antonio petrina Rispondi
    LA sua risposta al sig.Granata mi ha incuriosito, perchè è vero che un'agenzia pubblica potrebbe avere più chance in Usa ( rectius: in Italia , anche se per il sistema bancocentriico italiano difficilmente sarà possibile recepire finanziamenti dalle famiglie direttamente come in Usa) che una concessionaria quasi interamente pubblica ( la CAL per la Brebemi al 51% della regione Lombardia) , ma se la pubblica illuminazione non la gestisce Londra, per dirla con Smith, a chi spetterebbe quel servizio pubblico se non all'autorità più vicina al territorio?
  2. Antonio Granata Rispondi
    Le chiederei se la creazione della società, CAL S.p.A. a cui ANAS ha trasferito funzioni e poteri di soggetto concedente ed aggiudicatore per la realizzazione di Pedemontana, Brebemi e Tem, sia una novità da salutare con fiducia o un pericolo da tenere sotto controllo. Se da un lato infatti la dimensione territoriale del soggetto (per quanto la maggioranza del CDA resti in capo ad ANAS) fa presagire un maggiore coinvolgimento delle realtà locali nella realizzazione di queste infrastrutture (con tutti i rischi connessi), la eventuale proliferazione di soggetti analoghi potrebbe far pensare ad una frammentazione della infrastrutturazione nazionale con una pletora di soggetti che costruiscono ciascuno per conto proprio senza alcun progetto unitario nazionale. Questa possibilità verrebbe ad aggiungersi quindi agli effetti della riforma Bassanini che ha previsto la devoluzione delle competenze in materia di strade agli Enti Locali generando una frammentazione dell'attività manutentiva sia ordinaria che straordinaria nello stesso ambito territoriale.
    • La redazione Rispondi
      Ogni volta che si delegano funzioni dallo Stato agli enti territoriali si pone la questione se ciò non provochi frammentazione delle normative nazionali e diseconomie di scala. E’ un problema generale, tipico del “federalismo”. Nel caso specifico, la delega della funzione di soggetto concedente ad una società mista ancora controllata dall’ANAS mi pare soprattutto un’operazione “politica”, fatta per regalare visibilità alla Regione; non è chiaro se servirà ad accelerare il processo autorizzativo oppure lo renderà ancora più tortuoso. E’ vero peraltro che la gran parte del traffico autostradale è all’interno della regione, e pare quindi opportuno che l’ente Regione abbia voce in capitolo. Anche l’attività di manutenzione delle strade è per sua natura locale, e quindi un’organizzazione a livello regionale potrebbe essere preferibile alla gestione ANAS…dipende dalla capacità delle singole regioni. E’ chiaro comunque che la mia proposta non riguarda la fase autorizzativa bensì quella della costruzione e gestione. Qualunque sia il soggetto “concedente”, sostengo che sarebbe preferibile affidare la concessione ad un’agenzia pubblica piuttosto che a concessionarie private.
  3. Carlo Rispondi
    L'idea di trasformare il contributo a fondo perduto in una detassazione degli utili per un certo numero di anni è indubbiamente interessante. Specialmente in un Paese con un debito pubblico molto elevato, dove lo Stato non ha fondi da investire in infrastrutture. Ma, nell’esaminare i motivi per cui in Italia è così difficile realizzare opere pubbliche in Project financing forse potrebbe essere utile dare un’occhiata al di là dei nostri confini. In molti Paesi del terzo mondo il finanziamento di opere pubbliche attraverso il Project financing si è rivelato quasi impossibile perché la farraginosità delle leggi e l’inefficienza (e la corruzione) della burocrazia e della magistratura rendevano molto incerti i tempi e i costi per la realizzazione di una opera pubblica. La conseguenza tipica era che i potenziali investitori chiedevano condizioni finanziarie estremamente favorevoli. Ho il sospetto che la situazione italiana non sia troppo diversa da quella di questi paesi. Se fosse così, più che offrire contributi a fondo perduto o detassazioni converrebbe semplificare le leggi relative alla costruzioni di opere pubbliche. Saluti
  4. Luigi D. sandon Rispondi
    La Pedemontana è una pessima idea che tenta con malagrazia di porre rimedio agli errori commessi nel passato riguardo la viabilità a nord di Milano. I costi esorbitanti sono causati anche dalla necessità di attraversare zone tra le più densamente abitate in Italia e le poche aree naturali rimaste - si veda il tracciato tortuoso. Sinceramente, è meglio che non trovino i soldi.
  5. Carlo Rodini Rispondi
    Peccato che sono anche una concentrazione di inquinamento probabilmente superiore al traffico cittadino. Credo che dovrebbero pagare una pollution tax e non esentarle.
    • La redazione Rispondi
      L’obiettivo di ridurre l’inquinamento mediante imposte è un tema diverso e assai più ampio; dovrebbero essere tassate tutte le attività in proporzione al danno prodotto, e ve ne sono molte ben peggiori delle automobili. Peraltro, l’imposta sulla benzina è così elevata che si può ben pensare che copra già ampiamente tutte le esternalità negative del traffico su strada, ed anche i costi della rete stradale che invece, nel caso delle autostrade, vengono addossati agli utenti in aggiunta all’imposta sulla benzina. In Italia è forte la propensione a tassare tutto ciò che si muove, anche perché è più facile l’esazione, ma le conseguenze sul piano della crescita sono evidenti.