università italiana continua a utilizzare in modo inefficiente le risorse di cui dispone. Il principio del finanziamento pubblico è condiviso da molti, mentre si pone il problema di come fornire il servizio. Invece di affidare ai privati la gestione dell’istruzione terziaria, si potrebbero utilizzare gli strumenti di cui già disponiamo, ad esempio affidare alle valutazioni del Civr il riparto di una quota consistente dei fondi destinati alle università pubbliche e private. Si potrebbero anche bloccare gli automatismi retributivi dei docenti universitari, introducendo premi e incentivi per l’attività dei docenti. Ma vanno ripensate anche le modalità di raccolta del finanziamento privato alla ricerca. I riflessi futuri si misureranno sul grado di accesso all’istruzione superiore dei giovani.

Un commento di Paolo De RenzioIacopo Viciani sulla legge delega approvata dal Consiglio dei Ministri per la riforma della cooperazione allo sviluppo.

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