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  1. ferdinando grossi Rispondi
    Aggiungerei: da che mondo è mondo, i lavoratori dello spettacolo lavorano quando gli altri non lo fanno: al teatro e al concerto si va di sera, allo stadio la domenica (più o meno); i lavoratori dello spettacolo riposano, o si preparano allo spettacolo, quando gli altri lavorano, e non potrebbero andare a vederli. Sarei persino più drastico: il campionato inizi ai primi di agosto, per consentire un'adeguata partecipazione ai preliminari delle coppe e alla nazionale di affrontare degnamente l'impegno dei primi di settembre, fissato nel calendario Fifa. Se (se) pausa ci deve essere, che sia a gennaio.
  2. adrianoo Rispondi

    Sono ancora più radicale di Paolo, questo calcio fa schifo, è gestito da persone poco capaci e poco oneste . Di calcio vivono centinaia di cialtroni e semi analfabeti che si spacciano per commentatori ed esperti. Infine, il paradosso più grande, si nega l'utilizzo della tecnologia e del professionismo arbitrale, elementi che sicuramente ridurebbero il numero di errori di valutazione, per dar fiato ai cialtroni di prima. Caro Fausto rivolga una proposta così interessante ed intelligente ad altri settori dell'economia italiana

  3. Fulvio Rispondi
    Sono molto d’accordo con la proposta di giocare nel periodo natalizio posticipando le pause nel mese di gennaio, pur se la pausa andrebbe cosi a ridosso della Champions League di febbraio, infatti i suoi dati su squadre inglesi dimostrano come non abbia avuto riflessi su tale competizione. Aggiungo che posticipando a gennaio inoltrato detto periodo di pausa, i calciatori arriverebbero meno stanchi alle competizioni estive (penso a Mondiali, Europei, Coppa d’Africa, ect...). Con il sistema attuale, invece, dalla ripresa del 6 gennaio a quando si giocano tali competizioni, i calciatori hanno un tour de force lungo sei mesi praticamente ininterrrotto, che con la sua proposta di giocare a Natale e rinviare la pausa a gennaio inoltrato, sarebbe ridotto, garantendo maggiore qualita’ del gioco in estate.
  4. paolo Rispondi
    Le partite a Santo Stefano potrebbero rappresentare un problema pe questi motivi: - tifosi che di dovrebbero muovere il giorno di Natale per seguire la squadra in trsferta; - traffico sulle strade del Nord per le partenze per le zone di montagna; - abbonati danneggiati in quanto impossibilitati a seguire la propia squadra perchè impegnati nei consueti incontri con parenti ed amici; - spazio ad altri sport quali la pallavolo che da 2 anni sperimenta questa soluzione con buoni risultati. Il volley si gioca al chiuso e davanti ad un pubblico quasi tutto casalingo; - lasciamo fuori questo brutto calcio dalle nostre case almeno nei giorni delle festività natalizie.
    • La redazione Rispondi
      Caro Paolo, grazie per il commento. L'obiezione più seria che lei solleva è quella relativa agli abbonati che potrebbero non essere in città per vedere la partita della loro squadra a Santo Stefano o Capodanno. Ma se il calendario fosse reso noto ad agosto, ogni tifoso potrebbe scegliere liberamente di comprare o non comprare l'abbonamento tenendo conto del fatto che una o due partite si giocheranno nel periodo natalizio. Per alcuni questo fatto forse rappresenterebbe un disincentivo ad abbonarsi, ma per altri sarebbe invece un incentivo. Lasciamo che sia il mercato a decidere su queste cose. In Inghilterra e Scozia l'effetto netto è stato largamente positivo. Le altre obiezioni mi sembrano poco fondate. Ogni tifoso sarà libero di seguire a Santo Stefano la sua squadra in trasferta o rimanere a casa con la famiglia e gli amici. E anche se i tifosi in trasferta diminuissero, sarebbero forse compensati da un numero maggiore di tifosi della squadra di casa. Le code in autostrada a Santo Stefano non le ho mai viste, ma, anche se ci fossero, dubito che tra i compiti della Lega Calcio ci sia quello di regolare il traffico autostradale. Trovo poi sorprendente il fatto che lei dica che l'esperienza del volley è stata positiva e poi si dica contrario all'applicazione della stessa esperienza al calcio. Forse lei si preoccupa che il calcio potrebbe sottrarr spettatori al volley. Ma, come ho scritto nell'articolo, ne sottrarrebbe presumibilmente anche al cinema. Questo non è certo un buon motivo per non giocare il campionato a Santo Stefano. Non siamo lei ed io a dover decidere cosa devono fare le famiglie a Santo Stefano: lasciamo che siano gli italiani a decidere se vedere De Sica, il volley o Toro-Inter. Infine, lei dice che il questo calcio è brutto. Proviamo allora a migliorarlo, anche giocando a Natale. Saluti. FP