Probabile che anche l’Italia si unisca agli altri paesi dell’Unione Europea nel chiudere le frontiere ai suoi nuovi cittadini, i lavoratori di Bulgaria e Romania. Ci vuole gradualita’ nei flussi per permettere l’integrazione, ma le politiche troppo restrittive sono inefficaci e fanno male all’economia. Si potrebbero evitare con un coordinamento europeo, basato su di un sistema a punti. Bene che l’Italia lo adotti, riduca il numero di anni di residenza per la concessione della cittadinanza e ripristini la sponsorizzazione, un istituto che responsabilizza i datori di lavoro. Discutibile, invece, l’autosponsorizzazione anche se e’ illusorio fare la selezione del personale all’estero e difficile arrivare in Italia gia’ con un lavoro.
L’Unione Europea non sembra pronta ad accogliere la Turchia. Bene non perdere quanto acquisito sinora con i negoziati e formalizzare almeno un “partenariato privilegiato”.
La riduzione della partecipazione dello Stato in Alitalia è un fatto positivo. L’ipotesi di fusione con Air One può comportare vantaggi, ma non serve a guadagnare competitività sulle tratte internazionali e dà fiato alla retorica dei “campioni nazionali”. Un confronto a distanza sulle proposte di liberalizzazione dei trasporti.
Maria Cecilia Guerra e Alberto Zanardi rispondono ai commenti dei lettori sul loro intervento sul contrasto di interessi.
Un omaggio ai lettori che ci manderanno un contributo entro il 31 dicembre. Ci servira’ per crescere anche in Europa.

Verso il Festival dell’Economia di Trento (dal 31 maggio al 3 giugno 2007): un incontro a Bologna il 15 dicembre, promosso da lavoce.info “Miti e realtà dell’evasione fiscale. E’ possibile pagare meno e pagare tutti?

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