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  1. Antonio p Rispondi
    Nel suo brillante articolo afferma che "FondInps si approprierà: (1) del flusso di Tfr, maturato nel primo semestre del 2007, per i soli lavoratori occupati in aziende con almeno 50 dipendenti che rimarranno silenti o che rifiuteranno l’adesione alla previdenza complementare in modo esplicito (...) Credo tuttavia che se il lavoratore rimanga silente il suo Tfr venga destinato alla previdenza complementare e non a fondinps (mi pare di aver capito che il silenzio-assenso opera sempre e comunque a favore della previdenza complementare, anche nelle aziende con più di 50 dipendenti). gradirei una sua precisazione sul punto saluti
    • La redazione Rispondi
      Ecco la mia risposta all'interessante quesito del lettore. Il commentatore ha ragione nell'affermare che, dopo il primo semestre 2007, il Tfr del lavoratore silente è comunque destinato alla previdenza complementare a prescindere dalle dimensioni dell'impresa, in cui tale lavoratore è occupato. Il problema, che affronto nel mio articolo, è però un altro: che cosa succede al flusso di Trf dei lavoratori dipendenti silenti nel primo semestre del 2007, ossia nel semestre durante il quale si prendono le decisioni di adesione o meno. Rispondendo alle domande de "la voce" il ministro del Lavoro fa - al riguardo - due affermazioni rilevanti e - a mio avviso - rispondenti alle attuali proposte normative: (1) Il Tfr dei lavoratori, che decidono esplicitamente di aderire alla previdenza complementare, verrà trasferito alla forma complementare prescelta il 1 luglio 2007; e l'ammontare di Tfr, così trasferito, sarà calcolato solo dalla data in cui questa decisione è presa e dichiarata. (2) I lavoratori dipendenti hanno sei mesi di tempo per decidere se aderire esplicitamente a una forma di previdenza complementare, se rimanere silenti oppure se rifiutare esplicitamente l'adesione. Il punto (2) implica che, prima dell'ultimo minuto lavorativo del 30 giugno, ogni lavoratore dipendente - rimasto fino ad allora silente - ha ancora aperte le tre alternative appena specificate. Pertanto, dato il punto (1), a me pare inevitabile trarre la seguente deduzione dalle parole del ministro: i flussi di Tfr dei lavoratori silenti saranno trasferiti a un fondo pensione o al fondo Inps residuale (da non confondere con il fondo pubblico gestito dall'Inps, che nell'articolo denominavo FondInps) solo il 1 luglio 2007; e l'ammontare di Tfr, così trasferito, andrà calcolato solo dal momento in cui tali lavoratori avranno assunto la posizione di aderenti silenti - ossia dalla fine della giornata del 30 giugno 2007. Da ciò ne segue quanto da me affermato nell'articolo: dal 1 gennaio al 30 gigungo 2007 i flussi di Tfr dei lavoratori dipendenti silenti, occupati in aziende con almeno 50 addetti, andranno al FondInps a ripartizione. Certo è che, se la mia deduzione logica dai punti (1) e (2) trovasse conferma nella versione finale della Legge finanziaria, apparirebbe evidentissimo il carattere di "una tantum" (di una parte consistente) dell'entrata netta di 6 miliardi di euro che la proposta di Legge finanziaria si aspetta di realizzare mediante FondInps. Marcello Messori