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Come perdere le elezioni con un’economia in crescita

I socialdemocratici non hanno saputo offrire ricette nuove a una Svezia che si percepisce in crisi anche se le statistiche affermano il contrario. La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni promettendo di far crescere l’occupazione attraverso incentivi per le aziende e riduzioni delle tasse per i redditi medio-bassi. Si è poi impegnata a intervenire sulla scuola primaria e secondaria e a liberalizzare alcune grandi imprese pubbliche. Dovrà ora dimostrare di saper governare, mentre i socialdemocratici saranno occupati a scegliere un nuovo leader.

economia svedese va bene, è una delle migliori in Europa: il Pil cresce più del 5 per cento l’anno, la disoccupazione è sotto il 6 per cento e l’inflazione è stabile intorno al 2 per cento programmato. Ciononostante, gli svedesi hanno deciso che era tempo di cambiare: il 17 settembre, il governo socialdemocratico, in carica dal 1994, e al potere quasi ininterrottamente per tutto il Dopoguerra, ha perso le elezioni, a favore di una coalizione di centrodestra guidata dal partito Moderato.

Statistiche e realtà

Come ha fatto il governo a perdere le elezioni nel bel mezzo di una fase di espansione economica? La ragione più significativa è che la maggior parte degli svedesi non sente i benefici della crescita economica. Il tema principale della campagna elettorale è stato il mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è basso secondo gli standard europei, ma le statistiche ufficiali svedesi escludono dal calcolo buona parte di coloro che sono inseriti nei programmi governativi di riqualificazione, i pre-pensionati che avrebbero preferito rimanere al lavoro, gli studenti in cerca di lavoro, e le persone in congedo perché malati cronici o disabili. Uno studio recente di McKinsey&Co. stima che il tasso reale di disoccupazione sia intorno al 15 per cento. E la regolamentazione del mercato del lavoro rende difficile l’accesso a molti giovani e agli immigrati. Inoltre, la creazione di nuovi posti di lavoro è molto lenta, in particolare nel settore privato: l’aumento netto di occupazione degli ultimi cinquant’anni è ascrivibile quasi per intero al settore pubblico, che assorbe il 30 per cento di tutti gli occupati.

Le due coalizioni

In generale, c’è la percezione che il settore pubblico sia in declino. La sanità è di alta qualità per gli standard europei, ma i tempi di attesa sono lunghi e la qualità sembra peggiorare. Mentre cresce la consapevolezza che sarà difficile reperire le risorse per il welfare senza un aumento dell’offerta di lavoro e una crescita economica.
Temi come il mercato del lavoro e il sistema sanitario sono tradizionali cavalli di battaglia del partito Socialdemocratico, ma il governo uscente sembrava aver esaurito le soluzioni. Durante la campagna elettorale, tendeva a riproporre ricette politiche già viste, o addirittura a negare l’esistenza dei problemi. Lo stesso governo perdeva colpi, e in particolare il primo ministro Göran Persson, che in qualche occasione è apparso più preoccupato del suo futuro dopo il “pensionamento” da capo del governo, che di vincere le elezioni.
Invece i quattro partiti che formano l’Alleanza per la Svezia – il partito Moderato, il partito del Popolo-Liberali, i Cristianodemocratici e in partito centrista (in precedenza, Lega degli agricoltori) – sono riusciti a convergere su una piattaforma comune, con meno dissidi interni rispetto al passato. Fredrik Reinfeldt, il quarantunenne leader del partito Moderato, ha compreso la necessità di una piattaforma comune e i potenziali benefici di allontanare il partito dal suo vecchio programma dei tagli alle tasse, che gli aveva alienato le simpatie di molti elettori. Ha optato invece un programma più centrista, meno incentrato sui tagli alle tasse e più focalizzato sulla creazione di nuova occupazione come mezzo per finanziare il welfare state. Non a caso, ha definito il suo come il “partito dei nuovi lavoratori”.
Alla fine, il successo per Reinfeldt è stato grande: il suo partito è cresciuto di più del 10 per cento e ha ottenuto il 26 per cento dei voti, mentre i socialdemocratici hanno ottenuto il peggior risultato della storia recente, scendendo al 35 per cento dei voti. Il centrodestra ha ottenuto il 48 per cento dei voti contro il 46 per cento del centrosinistra (Socialdemocratici, Verdi e partito di Sinistra), guadagnandosi una maggioranza di sette seggi in un Parlamento che ne conta 349 (tutti eletti con sistema proporzionale).

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Il futuro della Svezia

Cosa accadrà ora? Prima di tutto l’Alleanza deve formare un governo (entro il 6 ottobre) e varare una legge di bilancio (entro il 16 ottobre). Qualche dissenso interno si è già registrato, mentre i quattro partiti lottano per ottenere i ministeri principali e il leader dei Moderati ha respinto gli appelli per un governo composto per la metà da donne. Ma il partito Moderato ha più voti degli altri tre partiti messi insieme, e una chiara leadership nella coalizione: sarà probabilmente capace di tenere a bada tutti i malumori.
Un problema è invece la mancanza di esperienza: pochi politici di centrodestra hanno esperienze di governo e non ci sono candidati ovvi per i diversi ministeri, con l’unica eccezione del primo ministro Fredrik Reinfeldt. Inoltre, molti dirigenti dei ministeri sono stati assunti dai governi socialdemocratici e potrebbero essere riluttanti a collaborare con i nuovi inesperti rappresentanti del centrodestra.
La nuova amministrazione ha promesso di avviare subito le riforme. Per dare vigore al mercato del lavoro, la coalizione pensa di aumentare gli incentivi per chi assume lavoratori, specie se giovani o disoccupati di lungo data, tagliando i contributi a carico delle aziende e riducendo le tasse per le fasce di reddito basse e medie. Ha inoltre promesso di migliorare la scuola primaria e secondaria, a partire da una maggiore severità e disciplina. E saranno privatizzate molte grandi imprese pubbliche.
Quanto ai socialdemocratici, cambierà la leadership. Il segretario del partito, Göran Persson, ha annunciato che si dimetterà nel marzo 2007, ma non c’è un suo successore designato, dopo l’assassinio di Ann Lindh nel 2003. Sono in molti a premere per un leader-donna, ma il candidato più popolare, la vicepresidente dell’Unione Europea, Margot Wallström, ha già detto di non essere disponibile.
Così, mentre i leader socialdemocratici saranno probabilmente impegnati a definire le rispettive posizioni in vista del congresso di marzo, il nuovo esecutivo potrà governare in pace almeno per i primi cinque-sei mesi.

English version

Sweden: How to lose an election with a booming economy

The economy is doing well, among the best in Europe: GDP grows by more than five percent per year, unemployment is below six percent, and inflation is stable around the two-percent target. Yet the Swedish electorate has decided that it is time for a change. On September 17 the Social Democrat government, which had been in power since 1994, and for almost the entire post-war period, was voted out of power in favor of a center-right coalition led by the conservative New Moderate party.
How could the government lose the elections in the midst of an economic upswing?
The most important reason is that most Swedes do not feel the benefits of the growing economy. The main issue during the campaign concerned the labor market. Although the unemployment rate is low by European standards, the official Swedish statistics exclude a large number of people in government training programs, early retired people who would have liked to continue working, students who are looking for a job, or people on long-term sick or disability leave. A recent study by McKinsey and Company estimates the actual rate of unemployment to around 15%. And labor market regulations make it difficult for many young people and immigrants to enter the labor market. Finally, job creation is very slow, especially in the private sector: almost the entire net increase in employment during the last 50 years has been within the public sector, which accounts for 30% of total employment.
In general, there is a perception that the public sector is in decay. Although health care is of high quality by European standards, waiting times are long, and quality seems to be falling. And there is a growing realization that it will be difficult to pay for the welfare state without increasing labor supply and economic growth.
Issues like the labor market and the health system are traditionally the Social Democrats’ domain, but the out-going government seemed to have run out of solutions. In the election campaign they tended to suggest more of the same policies, or even denied that problems existed. And the government was getting low on steam, especially the prime minister, Göran Persson, who occasionally seemed more interested in his future life after retirement than in winning the elections.
At the same time the four parties making up the center-right “Alliance for Sweden” – the Moderate party, the Liberal People’s party, the Christian Democrats, and the Center party (previously the Farmers Union) – managed to run on a common platform, with less internal disagreements than before. Fredrik Reinfeldt, the 41-year old new leader of the Moderate party, had realized the need for a common platform and the potential benefits of moving his party away from its old tax-cutting program, which had alienated many egalitarian-minded voters. Instead he embarked on a more centrist program with less focus on tax cuts and more focus on job creation as the way to finance the welfare state. Indeed, he branded his party the “new workers’ party”.
The outcome was a great success for Reinfeldt: his party increased its share of votes by more than ten percentage points to above 26%, while the social democrats did their worst elections in recent memory, falling to 35% of the votes. The center-right coalition thus obtained 48% against 46% for the center-left group (the Social Democrats, the Green Party, and the Left Party), winning a seven-seat majority in a parliament with 349 seats (all elected by proportional representation).
What will come next? First of all, the alliance must form a government (due October 6) and agree on a budget (due October 16). Some internal disagreement has already started as the four parties battle for the top ministries, and the Moderate leader rejected calls for a 50% female representation in government. But being larger than the other three parties together, the Moderates are the clear leaders of the coalition, and so may be able to keep disagreements at bay. One problem is their lack of experience. Few active center-right politicians have ministerial experience, and there are no obvious ministerial candidates, with the exception for the prime minister, Fredrik Reinfeldt. And many employees at the ministries were hired during the Social Democrat regime, and may therefore be reluctant to work with the new, inexperienced center-right coalition.
The new government promises to kick-start its reforms. To invigorate the labor market, the coalition members plan to increase incentives to hire workers, especially among the young and long-term unemployed, by cutting employers’ contributions and reducing taxes for low and middle-income groups. They also promise to improve on primary and secondary education by begin stricter on testing and discipline, and to privatize several large public sector companies.
For the Social Democrats, on the other hand, there will be some changes in the leadership. Their leader, Göran Persson, has announced that he will resign in March next year, but there is no obvious successor in the party, after Anna Lindh was murdered in 2003. There is much pressure for a female leader, but the most popular candidate, Margot Wallström, vice-president of the European Commission, has announced that she is not available. So leading social democrats will probably be busy positioning themselves ahead of their party congress in March, and the new government may be able to govern in peace for the first five to six months.

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Sommario 9 ottobre 2006

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La bilancia commerciale

  1. ettore, Torino

    Il cambio di governo in Svezia rientra nella fisiologia dell’alternanza nei sistemi politici; dopo 12 anni di potere ininterrotto gli elettori hanno deciso di cambiare per vedere facce nuove.Se le cose vanno troppo bene, subentra la noia, quindi la gente ha un istintivo bisogno di cambiare. Nulla di sostanziale cambierà nel sistema sociale svedese, il livello di tassazione e di welfare rimarrà alto, deludendo i tanti liberisti di casa nostra che non vedono l’ora che crolli l’unico sistema sociale moderno che rappresenta realisticamente una valida alternativa politico-economica al pensiero unico liberista, e al modello anglosassone oggi imperante.
    Ettore, torino

  2. Franco Debenedetti

    La crescita del PIL, che l’articolo indica nel 5% l’anno, é molto notevole. Avevo letto credo sul FT che questo risultato é stato ottenuto a prezzo di ripetute svalutazioni competitive.
    Inoltre ci sono dati sull’andamento della produttività?

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