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  1. Stefano Lacentra Rispondi
    Mi permetto di scrivere alcuni commenti all'autore ed ai commentatori [Q] Perchè il consumatore dovrebbe spendere decine di euro di abbonamento mensile, quando per un paio può comodamente noleggiare il DVD che preferisce, semplice ed affidabile? [A] Perchè è più comodo nel processo di selezione, decisione e consumo? Puo' essere una delle motivazioni vista la parcellizazione del tempo libero cui siamo tutti sottoposti in seguito ai ritmi cui siamo sottoposti ed ai molteplici ruoli che ricopriamo ogni giorno. [Commento] la maggior parte degli operatori che offrono IP TV, lo fanno più per trattenere gli esistenti clienti fonia/ADSL, ed evitare il churn, che non per sviluppare nuove fonti di ricavi [Considerazione] Concordo in pieno. Ma qui riemerge il tema proposto dall'autore sulle competenze richieste da una media company e da una telco. Forse in termini di gestione sarebbe proponibile applicare il concetto di Team HeavyWeight. Cioè creare delle unità di business ad-hoc multifunzionali che introducano nuovi modelli di business e processi e che avendo costi di struttura inferiori possano ben plasmarsi sul mercato IPTV sia in termini operativi sia in termini di ricavi (certo per la grande Telco il mkt IPTV è nocciolina in termini di crescita del fatturato ma rappresenta un potenziale futuro). [Commento] L'esperienza ci insegna che il trapianto di vecchi contenuti e business model su nuove tecnologie non ha mai avuto grande successo. [Considerazione] Concordo anche con quanto sopra esposto. Lo abbiamo più che sperimentato sul web e anche sul mobile. Forse è necessario tempo per poter effettuare analisi di circostanze d'uso del nuovo mezzo per comprendere cosa e comepossa "andare" e cosa invece no. Forse cambieranno modalità e tempi di produzione anche grazie all'avanzamento tecnologico e alla riduzione dei costi di impianto. Vedo probabile, in caso di RETE APERTA GESTITA, una situazione simile a quella vista con radio e tv private agli albori.
  2. Fabio Cantoni Rispondi
    L'IP TV rischia di essere per gli operatori di telecomunicazioni "fisse", quello che è stato per gli operatori mobili l'UMTS: un fiasco finanziario e commerciale. Scondo un'indagine di Accenture (www.accenture.com/iptvmonitor1) recentemente svolta insieme alla Economist Intelligence Business Unit, la maggior parte dei dirigenti del settore Media e Telecom non si aspetta a breve termine ricavi significativi dalla IP TV. Emerge anche una carenza di strategie di marketing, dettata dall'incertezza del successo di tali servizi multimediali. Al momento, la maggior parte degli operatori che offrono IP TV, lo fanno più per trattenere gli esistenti clienti fonia/ADSL, ed evitare il churn, che non per sviluppare nuove fonti di ricavi. Le perplessità sono confermate da un altro report della Forrester (www.forrester.com), che addiruttura ammonisce gli incumbent europei a non lasciarsi trascinare dalla concorrenza ad investimenti ingenti nel mercato del triple play. Addirittura viene predetta una "cumulative per-subscriber loss of €4,418 in year 10, thanks to low revenue growth and massive backhaul costs". La cosa che sorprende è che tali dubbi vengano, non tanto dagli opertaori del settore, ma da società di consulenza che tradizionalmente tendono a sopravalutare le vision ottimistiche (UMTS docet...). L'esperienza ci insegna che il trapianto di vecchi contenuti e business model su nuove tecnologie non ha mai avuto grande successo. Perchè il consumatore dovrebbe spendere decine di euro di abbonamento mensile, quando per un paio può comodamente noleggiare il DVD che preferisce, semplice ed affidabile?
    • La redazione Rispondi
      Il tema della rete aperta è molto importante specie se collegato ad una riflessione più generale sul tema dei diritti e dell'esclusiva. Mi sembra però che le proliferazioni dal basso favoriscano la comparsa di grandi quantità di contenuti, ma non necessariamente nel breve periodo una modifica sostanziale dei consumi (le 3-4 ore al giorno di televisione) verso queste forme. L'innovazione tecnologica abbassa drasticamente le economie di scala tecniche (costo delle telecamere e dell'editing video) e mette a disposizione di tutti gli aspiranti autori la possibilità di esprimenrsi, ma i costi dei programmi sono poco legati alle componenti tecniche quanto al costo del lavoro dei numerosi specialisti coinvolti. In molti casi le produzioni artigianali possono fornire video piacevoli e comporre programmi anche di successo, ma per il momento non c'è all'orizzonte una trasformazione strutturale della filiera complessiva di produzione dei contenuti. Le cose naturalmente cambiano rapidamente e anche nel video i contenuti prodotti dagli utenti e da autori indipendenti possono assumere importanza crescente. Per la tv su una internet aperta manca ancora un modello di business che renda possibile la concentrazione di energie nella produzione di programmi di alto costo.
  3. Verio Massari Rispondi
    Condivido l'analisi integralmente per quanto riguarda la possibile e difficile evoluzione di TI verso la media company. Tuttavia l'articolo assume un modello "unico" di IPTV pay , senza sottolineare i rischi ancor più grandi che ne vengono alla minacciata Neutralità della Rete. La TV su "una Internet aperta" , come processo virale e dal basso, anche in modalità wireless di accesso, sarà un'altra cosa e forse vedrà la sua luce ben prima di una Media Company di TI. A questo riguardo, la vera questione economica decisiva nel settore della Convergenza, che crea occupazione e sviluppo, è la possibilità che gli Autori/Editori si moltiplichino su una rete non proprietaria, con diritti gestiti in modo originale ed interoperabile (vedere la proposta di Chiariglione su www.dmin.it) tra più piattaforme di Larga Banda. Una, cento, mille TV su IP (alcune degli Editori nazionali maggiori) non sono la miglior risposta competitiva all'attuale soffocante oligopolio di SKY, ALICE TV e Fastweb su tutto ciò che non è ETERE? Spero che LA VOCE dia ascolto ad una linea di spinta di nuovi possibili mercati della Convergenza, poi se TI ce la fa buon per loro!