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  1. Fichera Giancarlo Rispondi

    Calciopoli è ancora tutto da dimostrare. L'unico fatto certo sono le telefonate ma non è affatto dimostrato che queste abbiano prodotto comportamenti dolosi. I processi sportivi sono stati una vera farsa, condotte con procedure illegali che hanno negato il diritto alle difese di produrre prove a discarico. I processi penali in corso si risolveranno con delle assoluzioni perchè i pm hanno prodotto solo indizi e non prove. Tra l'altro le procure non hanno mai richiesto neanche una perizia tecnica calcistica che dimostrasse l'eventuale dolo degli arbitri "telefonati". Ma sia ben chiaro che i dirigenti di tutte le squadre hanno sempre telefonato agli arbitri, chi più chi meno. Il processo penale dovrà, comunque, porsi un problema di fondo che non è stato ancora risolto. Se un arbitro è un pubblico ufficiale, come sembra, allora non è perseguibile per le decisioni discrezionali che assume e una partita di calcio è tutta discrezionale. Se è così sarà impossibile dimostrare il dolo e, di conseguenza, anche calciopoli. Seguo il calcio da 50 anni: gli arbitri hanno sempre sbagliato a favore delle grandi squadre, ma i giornalisti e il pubblico se ne sono accorti solo adesso!

  2. Sante Rispondi
    Moggi è un grande tecnico selezionatore e non ho mai pensato che la Juve fosse al difuori di tutto (il processo di cui si è tenuto conto dell'opinione pubblica e non delle prove che con un anno e mezzo di intercettazioni non si sono potute acquisire), ma ha pagato il tifoso e la società con la retrocessione, debiti e impopolarità che ancora va avanti. Moggi con quello che ci ha dato e le sue capacità, mi piacerebbe rivederlo li, ma è un personaggio scomodo ora, lui fa bene a difendere il figlio ma non può addossarci a noi e alla Juve ogni colpa si assuma anche qualche responsabilità. Chissà per quanto tempo noi subiremo frecciatine e bastonate ma le nuove rivelazioni sulle altre società porteranno a qualche vera penalità o solo a qualche multa. Credo di sapere la fine del racconto.
  3. Giulio Zotteri Rispondi
    Nel mese di Febbraio scorso ho scritto un tema d’esame sull’analisi di regressione applicata alla Juventus per mostrare con i dati riferiti al campionato allora in corso che il processo casuale di valutazione di quella squadra presentava delle anomalie statistiche….. Il numero di ammonizioni ricevute è incompatibile con il numero di falli fischiati (statisticamente al 5%): quindi o fischiano dei falli a vuoto o non davano tutti i gialli che dovrebbero arrivare. Il numero di ammonizioni effettivo era di 36 a fronte di un numero atteso condizionato al numero di falli pari 63,5. Insomma proprio come sostieneva il Professor Boeri in un suo articolo non ci volevano le intercettazioni telefoniche bastava qualcuno che avesse voglia di vedere. E i dati erano e sono disponibili on line. Giulio Zotteri Professore Associato Politecnico di Torino
  4. Adriano Sala Rispondi
    C'è una soluzione semplice alla beffa del calcio: far pagare le tasse alle squadre di calcio e chi non ha soldi fallisce. Le squadre di calcio sono società per azioni, lo hanno voluto diventare, mica glielo aveva ordinato il medico. E allora siano soggette alle leggi che regolano le SpA. Vorrei vedere la risposta della Agenzia delle Entrate ad una SpA che chiede di diluire il debito fiscale in dieci anni! E per di più non paga nemmeno le tasse correnti. Cordialità
  5. claudio Rispondi
    Vero:tuttavia si rischiano di apgare le conseguenze di una gestione della vicenda a dir poco improvvida.La foga giustizialista di Rossi e Borrelli ha prodotto sentenze assurde illogiche immotivate facilmnte contestabili in punto di diritto e di fatto dai mestatori che sono ancora tutti lì. "L'organizzazione del Calcio"era affidata con il tacito consenso di tutti a Moggi e Galliani con Moratti a pietire i diritti televisivi.Il dramma è che con le regole vigenti la maggior parte delle attività di Moggi di semplice tipo lobbistico erano lecite (ben ha fotografato la situazione Ostellini in un recente fondo sul Corriere) e del tutto tollerate da tutti i vertivi (Federazione Lega Coni) A Moggi si consentiva tale attività perchè altri si potevano avavlere di amicizie politiche (vedi spalma debiti,)che risolvevano le questioni addirittura alivello normativo."L'organizzazione del calcio era tale che tutto si teneva:secondo lei se il Ministro dell'interni si rivolge a Moggi per la Sassari Torres a che livello è la acquiescenza con i metodi moggiani? Allora aver colpito solo alcuni non è giustizia ma il suo esatto contrario.Si doveva:non affrettare le decisioni;solgere procedimenti meditati;denunciare "l'organizzazione calcio";prendere atto che le regole vigenti sono inadeguate; formularne di adeguate alle nuove fattispecie;adottare i provvedimenti sanzionatori che oggettivamente potevano essere adottati (senza far diventare una reiterata violazione dell'art. 1 violazione dell'art. 6 - sarebbe come condannare per omicidio consumato taluno che ha minacciato di morte un altro sepur più volte). In realtà Rossi hanno agito sotto l'impulso mediatico: adesso il rischio è che si cambi qualcosa perchè tutto resti com'è.... Claudio Poli
  6. Michele Rispondi
    Non entro nel merito delle proposte di Boeri per contrastare le degenerazioni di Calciopoli. Mi fa una qualche impressione, però, il presupposto che siano i tifosi quelli che maggiormente hanno pagato e pagano ciò che è avvenuto. Da quanto sento e vedo nei talk show televisivi e nelle mail che i tifosi vi scrivono, tutto sta girando come prima, solo con qualche recriminazione in più, buona - del resto - per far spettacolo (nel senso di aggiungere elementi di contesa ai confronti da Bar sport). La Compagnia di giro che c'era, insomma, è lì tutta (persino Biscardi ecc.). Non credo sia realistico pensare ai tifosi come a difensori di un'etica dello sport percepita in maniera così acuta da produrre una sorta di danno patrimoniale e biologico. Bisognerebbe che essi, prima che legati alla propria squadra indipendentemente da ogni considerazione razionale, avvertissero quanto meno l'immoralità del vincere - e non solo del perdere - con manipolazioni varie. Il che, per la maggioranza dei tifosi, credo proprio non sia. Chi ci ha perso davvero, invece, sono altri soggetti: l'erario, grazie all'elusione ed evasione fiscale attuata dalle squadre (complici a volte i giocatori), gli scommettitori legali, il senso dello stato che deve rassegnarsi ancora una volta a veder impuniti protagonisti di uno scandalo calcistico che sono spesso gli stessi che dirigono importanti aziende e istituzioni private e pubbliche. Se si sentono danneggiati, i tifosi, si consolino con un brandy Stock (brandy, non option), come diceva una nota pubblicità che intervallava le trasmissioni telefoniche sul calcio. E' tutto quel che gli si può onestamente concedere, visto che - pur di vincere - son generalmente disposti a tutto e son già pronti ora a recitar la stessa parte di prima.
  7. michele caronti Rispondi
    Secondo me all'argomento oggetto di discussione andrebbero applicate altre statistiche. A mio modo di vedere esse renderebbero tutto molto piu' interessante anche se, lo ammetto, piu' sconveniente e meno "politically correct". Mi spiego: il mondo del calcio italiano e' uno delle poche "produzioni" locali di cui possiamo (o potevamo prima dello sciagurato intervento dei vari borellini...) andare fieri nel mondo. Calcoliamo quante coppe internazionali abbia vinto il Milan o la Juve o le altre sqaudre e compariamole con gli altri Paesi. Non so se ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando, un dominio pressoche' assoluto che dura (durava) ormai da decenni. Per non dire che il calcio italiano era forse l'unico settore della vita economica dove il rapporto inflow/outflow era a ns. favore (non mi sembra che i migliori cervelli facciano a gara a venire in Italia, ma i migliori "piedi" per tanti anni ci sono sicuramente venuti). Ne desumo, senza avere alcun phd, mi rendo conto, ma sulla base di tanto senso comune, che tanto pirla i dirigenti e manager di questo settore non dovevano poi essere. Andiamo poi a vedere i ratio di efficienza della c.d giustizia ordinaria il cui intervento tanto demagogicamente si invoca: lunghezza media dei proceesi in Italia, ritorno a delinquere dei criminali ritornati in liberta' prima dello sconto della pena etc. etc. Beh, per me e' evidente chi e' da condannare e chi no. Ma sono sicuro che questo non lo pubblicherete.