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  1. Eric Fapom Rispondi
    Vorrei aggiungere qualche colore al dibattito sull'immigrazione, condividendo il mio caso personale. Credo sia inutile dibattere sul miglioramento delle condizioni e sui diritti civili degli immigrati se nel frattempo il poco di diritti che sono gia' stati acquisiti non vengono erogati nei tempi accettabili. Basta ricordare che un studente universitario extracommunitario non puo' validare un esame, iscriversi ad un esame, quindi iscriversi ad anni successivi se non ha in mano il foglio del permesso di soggiorno, per citarne uno solo. Peccato che le questure italiane mettono 6 mesi a 1 anno per erogare quel tanto prezioso foglio. I danni per il futuro dell'immigrato, la sua famiglia, per l'economia Italiana sono incalcolabili. Nel mio caso specifico, arrivo in Italia dal 1993, sono residente senza interruzione dal 1994, mi laurea in Bocconi nel 2000, sposo una cittadina Italiana nel 2002 da cui nasce un figlio e faccio la richiesta di cittadinanza Italiana nel maggio 2003, alla Prefettura di Milano. Nel maggio 2006, mi reco in prefettura per fare il punto con l'iter della mia domanda. Vengo informato che tutto e' stato verificato ed e' a posto, ma che manca il parere della questura di Milano che e' stata gia' richiesta dal maggio 2005. Ma se sono residente a Milano dal 1994, come puo' la questura non essere in grado di dare un parere dopo 1 anno? Comunque mi rallegro dal fatto che il ministero dell'interno a Roma mi conferma di aver ricevuto la mia domanda e che aspetta solo il parere della questura di Milano. Peccato che mi informano che ne avro' ancora per altri 2 anni. Oggi lavoro per una multinazionale americana con sede a Londra per la quale ho dovuto aspettare 9 mesi per avere il permesso di lavoro. Il mio lavoro richiede tanto viaggio e si puo' immaginare quanta fatica faccio a muovermi a causa dei limiti di un passaporto extracommunitario. Quindi, a parita' di laurea in questo paese, pago una tassa incalcolabile, 'godo' di un svantaggio competitivo ingiusto.