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  1. ROSSI Rispondi
    Le faccio i miei complimenti per il suo articolo. Tuttavia la invito a leggere people's game il libro del professor stephen morrow in cui viene evidenziato come la cultura di un paese influisca notevolmente sulla organizzazione aziendale nazionale ed in particolar modo nel calcio. Come ha evidenziato e' sicuramente un problema di sistema. tuttavia il problema e' ancora a monte. E' un problema etico. una nazione dove chi fallisce non viene punito non incentiva a comportamenti corretti nel rispetto delle regole. Lo sport professionistico e' business perche' l'aggettivo implica tale caratteristica. In italia sono professionisti solo i calciatori mentre il resto del management pecca di notevoli mancanze. Manca l'etica economica nello sport business. Il fatto e' la mancanza di volonta' di punire severamente chi sbaglia tirando in questione motivi sociali e nazionali. Le regole e il sistema esistevano ma non sono mai stati rispettati in pieno.
  2. Principe Myskin Rispondi
    Mi pare un'analisi molto lucida della situazione, soprattutto dove non cade nel classico errore italiano di richiamare l'evento salvifico del Deus ex machina delle "norme". Io ipotizzo di fare un ulteriore passo avanti. Non so se corretto. Io credo che la stortura derivi dal fatto che le grandi squadre con il loro fatturato in realtà alimentano tutte le altre (con mutualità e altre forme più o meno evidenti di trasferimenti). E' ovvio che il creditore prenda il controllo del debitore o assuma delle iniziative in tal senso. O si tronca questa distorsione (operando sulle cause) o temo sia difficile uscirne Principe Myskin
    • La redazione Rispondi
      Concordo con lei, almeno in parte. In realtà, quella che lei chiama una stortura (il fatto che alcune delle società più piccole siano "controllate", in forza di particolari legami contrattuali, dalle cosiddette grandi) è un elemento fisiologico del mondo del calcio, dove un "fattore produttivo" fondamentale sono i calciatori, il cui addestramento deve per forza di cose avvenire sul campo. Non tutti possono "farsi le ossa" in Juve e Milan, neppure se vi sono predestinati, e dunque vengono di comune accordo "parcheggiati" in squadre minori, che sono a tutti gli effetti competitor delle prime. Perché da questi legami (che sono sempre esistiti) non si sviluppino "relazioni pericolose" (che invece paiono emergere dalle inchieste in corso) è appunto necessaria la vigilanza di quella FIGC maggiormente autorevole e imparziale che ho provato a delineare (le norme infatti già ci sono). Non sono d'accordo invece sul fatto che siano le "grandi" ad alimentare le "altre" con il loro fatturato. Come ho provato a evidenziare in precedenti interventi, credo che sia il sistema a generare fatturato. Il prodotto in vendita è il campionato, che non può fare a meno di un gruppo sufficientemente equilibrato di squadre, "grandi" e "piccole".