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  1. Marco Arrigoni Rispondi
    Piena sintonia, ma mancherebbe comunque la possibilità di indire un referendum sulle leggi di ratifica dei trattati. Nulla di francese, ma correttezza democratica. Certo, sarebbe meglio se confermativo, vista la natura di questi particolari atti.
  2. Davide Tondani Rispondi
    Ritengo più che ragionevole la vostra proposta, ma con due correttivi: a. 1,5 milioni di firme invece che solo 1, una cifra giustificabile su parametri demografici, molto meno se si tiene in conto la maggiore informazione ricevuta dagli elettori e il livello culturale raggiunto dagli stessi nel corso dei decenni. b. Quorum pari al 50% del numero degli elettori presentatisi alle ultime elezioni della Camera. In tal modo le strategie elettorali non possono più tenere in conto - come disgustosamente è già avvenuto - dell'astensionismo fisiologico, una pratica davvero lesiva della democrazia
  3. Michele Olivieri Rispondi
    Concordo con la tesi degli autori che 500'000 firme sono oggi una soglia troppo bassa e della conseguente necessità di innalzarla per riservare l'abrogazione di leggi tramite referendum solo a casi di particolare rilievo. L'obiettivo primario dell'istituto referendario credo debba però essere quello di costituire un deterrente contro una legiferazione chiusa nelle stanze del potere che contrasti con la reale volontà della maggioranza degli elettori. Pertanto occorre rendere effettivamente "accessibile" il referendum in tali casi eccezionali e sia quindi necessario modificare insieme con il numero di firme anche il meccanissmo di valutazione dell'ammissibilità del quesito referendario. Infatti il rischio di dover investire nella raccolta di un milione di firme senza sapere se il quesito sarà poi ritenuto leggittimo dalla Consulta (e viste alcune recenti controverse valutazioni il tema non è secondario) limiterebbe l'accesso al referendum solo ad organizzazioni con disponibilità finanziarie elevate (sindacati, partiti maggiori, associazioni imprenditoriali) che hanno già notevoli capacità di influenzare il processo legislativo, limitando invece notevolmente le possibilità di promuovere referendum "d'opinione" basati sulla motivazione di gruppi trasversali di elettori.
  4. Marco Della Croce Rispondi
    Caratteristiche dell'istituto referendario sono,tra le altre,la cogenza per le forze politiche e la straordinarietà . Le due direttrici di riforma proposte dall'articolo le coinvolgono entrambe. Inizierei dalla cogenza: La Corte Costituzionale,con indirizzo costante(anche se con critiche della dottrina e con comportamenti delle Camere che spesso la disattendono),sostiene che dall'esito referendario sorga un vincolo giuridico che non consente al legislatore di disvolere quanto deciso dal referendum che (sent.n.468 del 1990). Cogenza confermata anche dall'ordinanza n.9 del 1997 che consente la difesa del risultato referendario,contro una legge che ripristina la normativa abrogata,attraverso un ricorso in via incidentale alla Corte stessa. La ratio di questo vincolo,che,de facto,fa del risultato referendario norma parametro nei giudizi di legittimità costituzionale,è da ricercarsi anche nella previsione del quorum.Quale cogenza,anche solo di carattere politico ancorprima che giuridico, avrebbe, per il parlamento, una norma abrogata,ad esempio,dal 18%dei cittadini?Non intaccherebbe ciò lo spirito del Referendum? De iure condendo mi sembra invece auspicabile l'innalzamento del numero di firme necessarie per proporre un referendum. Questo comporterebbe probabilmente un netto abbassamento delle proposte riconsegnando al referendum una delle sue caratteristiche precipue:la straordinarietà. Questa (straordinarietà),oltre a proposte di referendum più appassionanti e di ricezione immediata per il cittadino,se percepita,come fu nel caso del divorzio o dell'aborto,porterebbe sicuramente un maggior numero di aventi diritto alle urne.Ritengo,pertanto,che con una sola medicina si possano curare entrambi i mali. Saluti MDC
  5. Michele Giardino Rispondi
    Difficile dissentire, ma manca qualcosa. La tavola statistica (ottima!). oltre a dimostrare che lo strumento referendario è stato usato eccome (c'è chi sostiene il contrario) conferma per un verso, con l'evidente e forte calo dei votanti intorno ai primi anni 90, che l'elettorato diffida di chi gli chiede di sostituirsi al Parlamento, ma anche che invece gradisce pronunziarsi sui grandi temi. Ho paura però (spero davvero di sbagliare) che domenica prossima su questa riforma costituzionale, non solo scandalosa, ma anche follemente "politica", e quindi irrazionale, voteremo in pochi, nonostante sia importantissima. Alcune ragioni sono le vostre. Una che invece manca, ed è invece essenziale, è che la risposta "si o no" va bene solo per quesiti molto semplici e schematici, non certo per 54 articoli della Cost., o peggio! Nè l'art. 138 ha colpe! Gli abusi dell'istituto vanno prevenuti anche sotto questo profilo, mi pare.
    • La redazione Rispondi
      Molte grazie per il suo commento. Per una riflessione su una riforma composita che i cittadini devono o accettare o respingere "in blocco" rimandiamo a un articolo in lavorazione, previsto per un'uscita futura de laVoce.
  6. luciano steve Rispondi
    Abolire il quorum potrebbe essere considerato drastico. Inoltre, il vero problema non è tanto la vecchietta lucana, quanto la strategia di astensionismo attuata negli ultimi referendum dai "no": questa strategia è in pratica in grado di far fallire qualunque referendum. Proporrei quindi di fissare un quorum di voti favorevoli, invece di un quorum di voti validi. Il quorum di voti favorevoli dovrebbe essere il 25% più uno degli aventi diritto al voto. Questo vanificherebbe le strategie astensioniste, e allo stesso tempo assicurerebbe che un referendum possa essere approvato solo se sono favorevoli tanti cittadini quanti ne sarebbero (al minimo) necessari se fosse in vigore l'attuale quorum sui votanti.
    • La redazione Rispondi
      Grazie del suo commento. Ci sembra che la sua proposta cerchi di risolvere simili disotrsioni a quelle che evidenziamo nel nostro intervento. La sua proposta tuttavia ci appare come piu' macchinosa e arbitraria della nostra: perche' un quorum al 25% e non, ad esempio, al 30%?
  7. Oreste Parise Rispondi
    Mi sembra furoviante parlare di referendum alla vigilia di una consultazione. Si confonde l'art. 75 con l'art. 138. Abrogare una legge in vigore e riformare la Costituzione sono due ipotesi completamente diverse. Sarebbe opportuno eliminare il quorum nel primo caso ed introdurlo nel secondo, poiché le modifiche costituzionali devono avere un ampio consenso. Questo mi pare particolarmente importante nel caso venisse approvata la "devolution", con un parlamento assoggetto al Premier.
  8. Alberto Rispondi
    Il quorum ha la stessa funzione del numero legale. Se venisse abolito, gli organizzatori del sì farebbero di tutto per andare solo loro a votare, facendo passare sotto silenzio il referendum, senza tentare di spiegare le loro ragioni…in questo modo sarebbero quasi sicuri di vincere, e questo porrebbe le basi per “imboscate” legislative da parte di piccoli gruppi ben organizzati (cacciatori…). Mi sembra invece più sensato accorpare i referendum con le elezioni politiche, europee o amministrative, smettendola di dire che l’uno interferisce con le altre. Vedo che negli Usa c’è l’election day senza grossi problemi.
    • La redazione Rispondi
      Grazie del suo intervento. La proposta di alzare il numero di firme necessarie per promuovere un referendum e' volta prorpio ad evitare abusi dell'istuto referendario strsso. Abolizione del quorum e innalzamento del numero di firme sono, in altre parole, strettamente complementari. Riguardi al rischio che un referendum passi "sotto silenzio" per volonta' di una parte, l'idea ci sempra improbabile in un sistema democratico. Se esistono forze interessate a votare "no", esse avranno gli incentivi e i mezzi per far valere la loro posizione. L'accorpamento di un referendum ad altre elezioni ci pare molto sensato. tuttavia, i cicli del parlamento non necessariamente coincidono con le tornate referndarie, quindi si riproporrebbe il medesimo problema.