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  1. Matteo MARIANI, funzionario del Ministero Commercio Internazionale Rispondi
    Molto interessante e stimolante, direi, la proposta Quintieri, così come opportunamente corretta dall'Amb. D'Auria. Si vede la mano di chi opera ogni giorno sul terreno, al di la di tante belle chiacchiere. Come sarebbe utile se i politici ascoltassero di più chi sta sul terreno. Si il problema della riappropriazione del centro è forte e sentito. Però perchè non si concentra tutto alla Farnesina ? Gli sportelli all'estero dove stanno ? E da chi dipenderanno ? Ed allora non è meglio privarsi di questa foglia di fico e creare davvero un sistema Italia diretto da una sola mano ? "Coordianmento alla PdC con Segreteria al Mincomes" ? Ma non suona barocco ? Al MAE non ci sono già Direzioni che svolgono l'esatto doppione del ricostituito MINCOMES ? Ed allora facciamola finita una buona volta con tante finzioni. Accentriamo tutto nel MAE e li si decida tutto. Non si dimentichi che la promozione all'estero si fa anche, e forse soprattutto, con il sostegno sia dei fondi esistenti e gestiti dal MINCOMES, che con quelli della Cooperazione allo sviluppo, del MAE, con la politica di Assicurazione della SACE e con il sostegno alle joint-ventures della SIMEST, società ad intera partecipazione del MINCOMES. Non fermiamoci solo alle fiere e mostre all'estero. Infine, forse, sarebbe oltremodo determinante definire questi benedetti Sportelli all'estero cosa e chi deve fare. Il rischio serio è che si creino, ancora una volta, carrozzoni di lusso all'estero per amici, ed amici di amici. Sport che sembra essere dei più seguiti dai nosti Politicanti e loro coorti al seguito.
  2. claudio pasqualucci -direttore ICE Torino Rispondi
    dell'argomento si dibatte da anni senza che in realtà sia stata trovata una soluzione che coniughi validamente la capacità di incidere a favore delle pmi italiane con le legittime prerogative di un sistema pubblico cui e' demandata la prevalenza delle politiche a sostegno dell'internazionalizzazione delle pmi italiane. Il tema della forma giuridica o della natura degli enti ritengo sia secondario rispetto all'esigenza della loro effetitva funzionalità mentre credo che tre siano le principali direttrici da seguire da parte dell'attuale Governo: a)razionalizzazione della presenza all'estero di certo al momento non espressa dal caotico e ridondante disegno sugli sportelli unici all'estero proposta dall'uscente maggioranza.Chiarendo infine il limite netto che esiste tra le comptenze in materia di assitenza e promotion con quelle più' nobili se vogliamo, della diplomazia economica. b)drastica riduzione delle competenze in materia di promotion da parte degli organismi territoriali a vantaggio di una loro piu' radicata presenza sul territorio in collaborazione e non invece in antitesi come purtroppo spesso accade con gli uffici ICE italiani (anche se sull'argomento una serie riflessione dovrebbe essere intrapresa dall'Istituto che finora non e' riuscito a dotarsi di una rete interna relamente funzionale) c)sviluppo di una decisa strategia di sistema paese che , come altri paesi europei nostri competitors, riesca ad esprimere una massa critica realmente di peso in occasione delle missioni commerciali condotte dal Governo in ruolo sopratutto di apripista. Questo a mio giudizio, sull'attività di promozione all'estero, che comunque non dovrà rimanere avulso da seri interventi in tema di R&d, supporto e stimolo alla creazione di distretti produttivi territoriali orizzontali , formazione di persoanale tecnico qualificato, ecc.
  3. venturoli massimiliano Rispondi
    Sono perfettamente d' accordo con l' autore dell' articolo. Pongo un solo quesito: l' Italia, non avendo visione unitaria di se stessa, come può dare un' immagine unitaria all' estero del " sistema Italia"? Tutte le soluzioni prospettate sono interessanti, praticabili e giuste. Ma non sottintendendo un' unità del paese, concretamente, dubito che sia praticabili. Personalmente non trovo che lo smembramento della Riforma Bassanini aiuti l' immagine del Sistema Italia.