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  1. Principe Myskin Rispondi
    Si dice che l'equilibrio (sportivo ed economico) sarebbe obiettivo desiderabile, sia perché eliminerebbe terreno per comportamenti illeciti e sia perché il prodotto - campionato sarebbe economicamente più appetibile e redditizio. Non posso che condividere il primo presupposto, ma mi permetto di dissentire dal secondo. Per dirla provocatoriamente, credo che tre campionati di fila vinti da Chievo Treviso e Atalanta sarebbero una rovina. Riporto qui l’estratto di un articolo che pubblicai nella primavera 2005. “…La più grossa fetta dei guadagni proviene dalle televisioni. Le squadre più importanti incassano dalle 10 alle 20 volte più delle squadre piccole. Poiché, per svolgere i campionati, le squadre piccole e il "campanile" sono necessari, ecco uscire dal cappello, soprattutto per la serie B, l'uovo di colombo: la mutualità (per tacere di meccanismi meno trasparenti). In pratica, un obolo a favore delle squadre piccole da parte di quelle grandi. Gli incassi complessivi del sistema da cosa dipendono di più, allora ? Dai risultati delle squadre importanti. Se lo scudetto se lo disputano Milan e Juve gli incassi complessivi del comparto e dell’indotto sono maggiori che se se lo disputano Juve e Chievo (per non dire Livorno e Udinese). Non solo, ma più guadagnano le squadre importanti, più guadagnano le squadre piccole, attraverso la mutualità. E, addirittura, se vincessero le squadre piccole, ci rimetterebbe anche lo Stato, che riscuoterebbe meno tasse. Forse avremmo qualche ospedale di meno, se lo scudetto non lo vincesse la Juve (o il Milan) ! In Italia non mancano le regole, mancano gli sportivi. (http://www.druidi.it/falc_can2.htm)
  2. Adriano Zanon Rispondi
    Il calcio è uno sport bellissimo perché: 1) si gioca coi piedi e col resto del corpo, ma non con le mani; 2) si gioca 11 contro 11 in un campo grande; 3) c'è un solo arbitro in campo e due aiutanti ai bordi; 4) la velocità delle giocate è assai variabile ed in relazione ai grandi spazi di manovra è tale da mantenere alta l'alea, almeno in condizioni di equilibrio tecnico e tattico; 5) velocità e stanchezza a fine partita sono le cause principali di errore dei protagonisti, da ciò l'importanza della condizione fisica; 6) con i fattori tecnici in equilibri diventano decisivi i fattori psicologici ed ambientali, difficilmente valutabili a priori ed a tavolino; 7) il fatto che una squadra sia favorita produce intelligenza e carica nel presunto perdente (è una specie di principio d'indeterminazione, una fregatura proprio per chi scomette); 8) tra i protagonisti più esposti ad errore c'è proprio l'arbitro ed i suoi collaboratori. In altre parole il calcio è uno sport dove il volume e la qualità del gioco di una squadra può essere non premiato da un risultato proporzionale e quindi fare previsioni su una partita tra squadre dello stesso rango sulla base di dati statistici storici è un esercizio assai presuntuoso. Dunque, riuscire a gestire il rischio-arbitro sarebbe un manovra di 'governance' molto importante, anche se non sempre sufficiente (come dimostra Reggina-Juve 2-1!). Ma l'unica cosa sportiva e legittima è avere un livello di rischio uguale per tutte le squadre ossia un'organizzazione arbitrale autonoma e responsabile solo verso l'opinione pubblica. INFINE E PURTROPPO, ATTENZIONE A CERCARE FUORI CONFINE GARANZIE E MODELLI DI COMPORTAMENTO: QUELLO CHE BLATTER-A DI PIU' IN QUESTO MOMENTO E' UNO SVIZZERO ED ERA A CAPO DELLA FIFA ANCHE AGLI ULTIMI MONDIALI. DA CHE PULPITO ...
  3. Alex Zoppi Rispondi
    Cari Boeri e Severgnini, mi sembra che le vostre conclusioni siano quantomeno azzardate, in quanto partono dal presupposto che il vostro modello previsivo sia perfettamente valido. Al di là delle battute (avete mai provato ad usarlo per vincere al totocalcio?) mi sembra che certe percentuali non abbiano nessuna credibilità. Singolare poi il ragionamento per cui non c'è alterazione del risultato se questo concorda con le previsioni del modello e non basandosi su quello che è successo in campo. Ma discutibile anche il fatto di scegliere la ricostruzione fatta da un giornale solo. D'altra parte non esiste un'interpretazione oggettiva degli episodi, quindi a seconda del riferimento preso si può passare da una tesi all'altra. E perché prendere in considerazione solo quelle partite? e le altre 373 non contano per l'esito del campionato? E si potrebbe continuare ("... il nostro modello riesce a prevedere (in media) molto bene l’esito ..." sette partite sono un campione significativo? rientrano nella media?). Cordialmente, Alex Zoppi
    • La redazione Rispondi
      Ci interessava capire perchè, prima di quelle 7 partite individuate dagli inquirenti, ci fossero ragioni per ritenere in qualche modo probabile un esito avverso per la Juventus. Il modello peraltro prende in considerazione tutte le partite, non solo quelle incriminate. Ci interessava anche valutare se il risultato poi maturato fosse diverso da quello che uno si poteva aspettare date le caratteristiche delle due squadre. Ognuno può fare tutti i ragionamenti che vuole sui singoli episodi (se quel tiro fosse entrato, se non fosse stato dato quel rigore, etc.) ma su questo non crediamo di poter offrire un contributo originale. Vero che questi modelli sono utilizzati anche come guida per scommesse, ma non incoraggiamo i lettori a farlo. Per quanto ci riguarda, se ci sarà il campionato l'anno prossimo, proveremo a cimentarci e vi terremo al corrente dei nostri successi, che verranno ovviamente devoluti a lavoce.
  4. Gaetano Rauseo Rispondi
    Mi dispiace ma in questo caso l'europa non c'entra, il mondo del calcio è malato in toto soprattutto nelle serie più basse. Il problema non è la serie A e non sono gli arbitri internazionali. Non mi sembra corretto buttare in mezzo l'europa su temi che devono essere nazionali. In generale, anche in economia, dobbiamo risolverceli da soli i problemi e non sperare che diluendo gli italiani in europa la percentuale di disonestà scemi a livelli accettabili. Poce regole servono, mutuabili da sport altrettanto ricchi, come la formula uno. 1) parità di mezzi, ovvero numero fissato di giocatori, allenatori, e fine delle seconde e terze squadre. 2) stipendi basati sulla performance economica della squadra. ovvero un tetto sulla bese del bilancio, esempio 90% degli incassi, chi supera è fuori. 3) Protezione dei giovani calciatori, con la possibilità di schierare in prima squadra i giovani della primavera scavalcando il punto 1 4) il sistema di finaziomento basato sulla lega che contratta per tutti e redistribuisce, parte in base a quote (tipo share TV) e parte in base alla classifica finale di campionato. 5) arbitri indipendenti e moviola in campo, più elettronica significa meno polemiche. Anche contare i minuti effettivi di gioco come nel basket è una bella idea. Ovviamente tutto ciò a senso solo se si applica anche alle piccole società di serie inferiori dove le combine e le truffe sono ancora più brucianti perchè fatte senza la forte spinate economica, ma proprio per questo più vere e rappresentative della piccola furbizia Italiana. Il nostro male come paese è solo questo, non produciamo più e pensiamo a rubare quel poco che c'è. La decantata creatività italiana e diventata furbizia spicciola, ma aimè non rende altrettanto nel lungo periodo.
  5. Francesco Montanari Rispondi
    Mi sono sempre interessato di statistiche sportive ma non avevo mai sentito parlare di questo libro sul calcio olandese. Per quanto riguarda la Juventus sono anche un tifoso juventino e quando vedo la curva Scirea che è compatta a dire "GRAZIE TRIADE" ci rimango molto male e penso che ormai il calcio è finito. Guardiamo tutti il rugby.....