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Quando l’Europa può darci un fischietto*

Quale potrebbe essere stato il risultato delle partite oggi al centro delle indagini della magistratura? Perchè proprio quelle?  Hanno davvero alterato l’esito del campionato? E che rapporto c’e’ tra il condizionamento degli arbitraggi e il crescente divario fra grandi e piccoli clubs? Proviamo a fornire alcune prime risposte a tali quesiti, sulla base di un’analisi dei risultati degli ultimi campionati. Una superlega con selezione delle terne arbitrali a livello europeo potrebbe risolvere al contempo diversi problemi e ridare credibilità al calcio.

Gli illeciti sportivi attribuiti in questi giorni alla ex-dirigenza della Juventus hanno davvero alterato l’esito di molte gare, determinato una diversa assegnazione dei titoli e la retrocessione di squadre che altrimenti sarebbero rimaste in serie A? Perchè si è cercato di condizionare proprio l’esito di alcune partite? E perché la dirigenza di un club che sulla carta aveva molte probabilità di vincere comunque un campionato sente il bisogno di intraprendere la strada dell’illecito sportivo con tutti i rischi (e i costi) che questa comporta? È davvero solo per via del clima di impunità prevalso sin qui o anche perché negli attuali assetti del campionato italiano basta alterare alcuni risultati chiave per avere il primato in tutto, compresi diritti televisivi? Sono quesiti frequenti in questi giorni. Con i dati disponibili si può tentare qualche prima risposta.

L’esito probabile delle 7 partite incriminate

Nella tabella qui sotto abbiamo provato a stimare quale potrebbe essere stato l’esito delle partite della Juventus, oggi al centro delle indagini della magistratura. Per compiere questa valutazione, abbiamo dovuto simulare cosa sarebbe potuto avvenire senza condizionamenti arbitrali. Questo scenario alternativo (o counterfactual) può essere stimato considerando i risultati degli incontri fra ogni coppia di squadre nei due campionati precedenti e una misura dello stato di forma delle due contendenti espressa in termini di win ratio, ossia il rapporto tra punti conquistati e il numero di partite giocate. È un modello previsivo abbastanza semplice, ma che ci permette di spiegare fino a quasi il 70 per cento dei risultati effettivi degli incontri del nostro campionato. (1)
Soffermiamoci su alcuni degli incontri incriminati e vediamo come leggere la tabella 1. A fianco del risultato finale, abbiamo incluso la nostra stima di probabilità di vittoria, pareggio e sconfitta della squadra bianconera e il commento delle partite tratto dal Corriere della Sera. (2) Alcune probabilità sono addirittura del 100 per cento: questo non significa che siamo sicuri a priori dell’esito del match, ma solo che il nostro modello riesce a prevedere (in media) molto bene l’esito di quel tipo di incontro in quelle circostanze.
La tabella mostra che le partite in cui, secondo la ricostruzione dei magistrati e il commento del Corriere, l’arbitraggio sarebbe stato maggiormente distorto a favore della squadra bianconera, sono soprattutto quelle in cui, secondo il nostro semplice modello di simulazione, la Juventus era condannata a non vincere. In altre parole, se condizionamenti dell’operato arbitrale vi sono stati, le partite su cui concentrare le attenzioni sono state scelte con cura per evitare una probabile sconfitta (o un pareggio) della Juventus. I casi più eclatanti sono le partite in cui le avversarie erano la Lazio e l’Udinese, dove la previsione del modello è di una sconfitta della squadra torinese rispettivamente del 70 e del 100 per cento. Quindi, si direbbe che, sì, i condizionamenti arbitrali possano davvero avere inciso sull’esito del torneo in modo determinante.

Condizionamenti mirati perché i divari sono aumentati

Passiamo al secondo quesito. Un club può affrontare costi e rischi elevati nel condizionare gli arbitraggi se è in grado di modificare l’esito di un campionato concentrando le proprie “attenzioni” su di un numero relativamente limitato di partite. Cio’ significa che molte partite devono avere un esito relativamente scontato, anche senza favori arbitrali. Il crescente divario fra club maggiori e squadre più piccole è evidente nel nostro campionato. Per avere un’idea quantitativa di questo fenomeno, abbiamo stimato un indice di concentrazione che tiene conto dei punti in classifica ottenuti a fine campionato rispetto al totale dei punti ottenibili per le quattro squadre che hanno vinto il campionato negli ultimi dieci anni (Juventus, Milan, Lazio e Roma) con il dato del campionato 2004-2005 (tabella 2). Questo indice viene di solito utilizzato per valutare il divario fra club (più alto è il valore dell’indice, maggiore le differenze tra squadre). Come si può notare, specialmente la Juventus ha contribuito ad ampliare il divario fra grandi e piccoli club. Inoltre, come accennato in altri interventi su questo sito, la disuguaglianza del campionato è accentuata dal diverso trattamento nella cessione dei diritti televisivi. È in atto un circolo vizioso in cui i crescenti divari sportivi  aumentano i divari economici e questi ultimi accentuano i divari sportivi. Il tutto riduce l’interesse in molte partite del campionato.

Ci salvi l’Europa!

Punizioni esemplari, come deterrente di illeciti futuri, professionismo degli arbitri con un organo di vigilanza super-partes, trasparenza nella gestione dei diritti televisivi sono alcune delle proposte ricorrenti in questi giorni per far ridare credibilità al calcio. Sono tutte misure largamente condivisibili, ma possono non bastare se non si riesce a bloccare questo circolo vizioso che facilita gli illeciti sportivi. Il crescente grado di concentrazione del potere sportivo, economico e televisivo nel nostro campionato crea infatti un terreno fertile per coloro che volessero nuovamente condizionare a proprio vantaggio l’esito di queste competizioni.
Come bloccare allora il circolo vizioso? Si puo’ provare a ridistribuire fra clubs gli introiti dei diritti televisivi per ridurre il divario economico fra grandi e piccoli club. Ma questo divario non sara’ mai colmato in un calcio che e’ sempre piu’ globalizzato. Meglio allora cercare di ridurre la concentrazione di potere sportivo, imponendo ai grandi clubs di competere con squadre altrettanto forti, ad esempio nell’ambito di una superlega europea, composta dalle squadre più forti dei vari campionati. La vittoria nei campionati nazionali, più equilibrati perché senza i club più forti, offrirebbe accesso ad un playoff in cui, assieme alle squadre nella superlega quell’anno, si decida la rappresentanza nazionale nella superlega. Un altro vantaggio della superlega e’ la selezione a livello europeo degli arbitri (a partire da un pool di arbitri professionisti di diverse nazionalità), come avviene nel caso della Champions League. Perdendo il controllo sulla designazione degli arbitri , si riduce anche il potere di condizionamento dei grandi club sugli arbitraggi. Il coordinamento a livello europeo è anche l’unico che può permettere di applicare tetti agli ingaggi dei giocatori. Non e’ realistico introdurre un salary cap solo in Italia. Il Barcellona, il Chelsea o altri grandi clubs ci porterebbe via tutti i nostri migliori giocatori.
Insomma anche in questo campo l’Europa potrebbe darci una mano, un piede o, meglio, un fischietto.

 

* A pochi giorni dalla stesura di quest’articolo, la Magistratura ha individuato altri casi di illecito sportivo per un totale di 72 partite. Siamo in attesa di conoscere maggiori dettagli riguardanti la natura degli illeciti e chi avrebbero favorito.  Tra queste partite, comunque, solo 6 interesserebbero la Juventus e non dovrebbrero inficiare i risultati del nostro modello previsivo.

(1) Abbiamo stimato un modello ordered probit. Per una spiegazione tecnica abbastanza simile al nostro approccio si veda, ad esempio, lo studio del campionato dei Paesi Bassi, in Ruud H. Koning, Balance in competition in Dutch soccer, The Statistician, 49(3) pp. 419–431.

(2) Articolo di Fabio Monti, 13 maggio 2006

 

Tabella 1

Data

Partita

Risultato

Errori Arbitrali

Evento più probabile (probabilità in %)

Risultato alterato

Commento

06/11/2004

Reggina

Juventus

(2-1)

A sfavore della Juventus

Sconfitta (100%)

No

Prima sconfitta della Juve nel campionato 2004-2005. Moggi è furente perché Paparesta: 1. non concede un rigore solare per mani di Balestri (già ammonito, andava espulso); 2. annulla un gol a Ibrahimovic, che riesce a segnare fra due avversari che cercano di ostacolarlo; 3. annulla il gol del possibile 2-2 a Kapo per un fallo di mani che non c’è, mentre il giocatore è in fuorigioco.

14/11/2004

Lecce

Juventus

(0-1)

A favore della Juventus

Vittoria

(99%)

No

Si gioca in un pantano; Zeman, allenatore del Lecce, dice: «Non si doveva giocare e basta ». Il guardalinee Ceniccola commette due errori definiti «incredibili» da Casarin nella sua rubrica sul «Corriere »: lascia correre un fuorigioco di Ibrahimovic; ferma Bojinov per un fuorigioco che non c’è.

05/12/2004

Juventus

Lazio

(2-1)

A favore della Juventus

Sconfitta (70%)

La moviola indica l’esistenza di due rigori: uno per la Juve (Talamonti trattiene Ibrahimovic), uno per la Lazio, per l’uscita di Buffon su Inzaghi che ostacolato cade.

12/12/2004

Bologna

Juventus

(0-1)

A favore della Juventus

Pareggio (55%)

Sono assenti Petruzzi,Nastase e Gamberini. La Juve vince con una contestatissima punizione fischiata da Pieri e trasformata da Nedved (41’ s.t.); il Bologna si infuria anche per un rigore non dato a Cipriani sullo 0-0. Bergamo e Pairetto commettono l’errore di rimandare Pieri a Bologna attraverso sorteggio (sbagliata la griglia), dopo le proteste rossoblù per Bologna-Roma 3-1.

13/02/2005

Juventus

Udinese

(2-1)

A favore della Juventus

Sconfitta (100%)

Sul 2-0 per la Juve, viene annullato un gol a Fava dell’Udinese, per un inesistente fuorigioco, segnalato da Gemignani.

05/03/2005

Juventus

Roma

(2-1)

A favore della Juventus

Vittoria

(80%)

No

Sul primo gol Cannavaro è in fuorigioco; il rigore per la Juve (Dellas su Zalayeta) viene fischiato per un fallo fuori area e con Ibrahimovic in fuorigioco attivo. Due errori di Pisacreta. Cufré colpisce Del Piero con un pugno. Vengono ignorati due rigori (De Rossi su Cannavaro e Cufré su Ibrahimovic).

09/04/2005

Fiorentina

Juventus

(3-3)

A favore della Juventus

Sconfitta (81%)

Partita diretta bene,ma la Fiorentina non può schierare Viali e Obodo, in quanto squalificati per le precedenti ammonizioni.

Media 1995-2004

Campionato 2004-2005

Juventus

0,67

0,84

Milan

0,59

0,77

Lazio

0,60

0,43

Roma

0,58

0,44

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Se il “centro delle strategie” ha troppe teste

  1. Francesco Montanari

    Mi sono sempre interessato di statistiche sportive ma non avevo mai sentito parlare di questo libro sul calcio olandese. Per quanto riguarda la Juventus sono anche un tifoso juventino e quando vedo la curva Scirea che è compatta a dire “GRAZIE TRIADE” ci rimango molto male e penso che ormai il calcio è finito.

    Guardiamo tutti il rugby…..

  2. Gaetano Rauseo

    Mi dispiace ma in questo caso l’europa non c’entra, il mondo del calcio è malato in toto soprattutto nelle serie più basse. Il problema non è la serie A e non sono gli arbitri internazionali. Non mi sembra corretto buttare in mezzo l’europa su temi che devono essere nazionali.
    In generale, anche in economia, dobbiamo risolverceli da soli i problemi e non sperare che diluendo gli italiani in europa la percentuale di disonestà scemi a livelli accettabili.
    Poce regole servono, mutuabili da sport altrettanto ricchi, come la formula uno.
    1) parità di mezzi, ovvero numero fissato di giocatori, allenatori, e fine delle seconde e terze squadre.
    2) stipendi basati sulla performance economica della squadra. ovvero un tetto sulla bese del bilancio, esempio 90% degli incassi, chi supera è fuori.
    3) Protezione dei giovani calciatori, con la possibilità di schierare in prima squadra i giovani della primavera scavalcando il punto 1
    4) il sistema di finaziomento basato sulla lega che contratta per tutti e redistribuisce, parte in base a quote (tipo share TV) e parte in base alla classifica finale di campionato.
    5) arbitri indipendenti e moviola in campo, più elettronica significa meno polemiche. Anche contare i minuti effettivi di gioco come nel basket è una bella idea.
    Ovviamente tutto ciò a senso solo se si applica anche alle piccole società di serie inferiori dove le combine e le truffe sono ancora più brucianti perchè fatte senza la forte spinate economica, ma proprio per questo più vere e rappresentative della piccola furbizia Italiana.
    Il nostro male come paese è solo questo, non produciamo più e pensiamo a rubare quel poco che c’è. La decantata creatività italiana e diventata furbizia spicciola, ma aimè non rende altrettanto nel lungo periodo.

  3. Alex Zoppi

    Cari Boeri e Severgnini,
    mi sembra che le vostre conclusioni siano quantomeno azzardate, in quanto partono dal presupposto che il vostro modello previsivo sia perfettamente valido. Al di là delle battute (avete mai provato ad usarlo per vincere al totocalcio?) mi sembra che certe percentuali non abbiano nessuna credibilità. Singolare poi il ragionamento per cui non c’è alterazione del risultato se questo concorda con le previsioni del modello e non basandosi su quello che è successo in campo. Ma discutibile anche il fatto di scegliere la ricostruzione fatta da un giornale solo. D’altra parte non esiste un’interpretazione oggettiva degli episodi, quindi a seconda del riferimento preso si può passare da una tesi all’altra. E perché prendere in considerazione solo quelle partite? e le altre 373 non contano per l’esito del campionato?
    E si potrebbe continuare (“… il nostro modello riesce a prevedere (in media) molto bene l’esito …” sette partite sono un campione significativo? rientrano nella media?).
    Cordialmente, Alex Zoppi

    • La redazione

      Ci interessava capire perchè, prima di quelle 7 partite individuate dagli inquirenti, ci fossero ragioni per ritenere in qualche modo probabile un esito avverso per la Juventus. Il modello peraltro prende in considerazione tutte le partite, non solo quelle incriminate. Ci interessava anche valutare se il risultato poi maturato fosse diverso da quello che uno si poteva aspettare date le caratteristiche delle due squadre. Ognuno può fare tutti i ragionamenti che vuole sui singoli episodi (se quel tiro fosse entrato, se non fosse stato dato quel rigore, etc.) ma su questo non crediamo di poter offrire un contributo originale. Vero che questi modelli sono utilizzati anche come guida per scommesse, ma non incoraggiamo i lettori a farlo. Per quanto ci riguarda, se ci sarà il campionato l’anno prossimo, proveremo a cimentarci e vi terremo al corrente dei nostri successi, che verranno ovviamente devoluti a lavoce.

  4. Adriano Zanon

    Il calcio è uno sport bellissimo perché:
    1) si gioca coi piedi e col resto del corpo, ma non con le mani;
    2) si gioca 11 contro 11 in un campo grande;
    3) c’è un solo arbitro in campo e due aiutanti ai bordi;
    4) la velocità delle giocate è assai variabile ed in relazione ai grandi spazi di manovra è tale da mantenere alta l’alea, almeno in condizioni di equilibrio tecnico e tattico;
    5) velocità e stanchezza a fine partita sono le cause principali di errore dei protagonisti, da ciò l’importanza della condizione fisica;
    6) con i fattori tecnici in equilibri diventano decisivi i fattori psicologici ed ambientali, difficilmente valutabili a priori ed a tavolino;
    7) il fatto che una squadra sia favorita produce intelligenza e carica nel presunto perdente (è una specie di principio d’indeterminazione, una fregatura proprio per chi scomette);
    8) tra i protagonisti più esposti ad errore c’è proprio l’arbitro ed i suoi collaboratori.

    In altre parole il calcio è uno sport dove il volume e la qualità del gioco di una squadra può essere non premiato da un risultato proporzionale e quindi fare previsioni su una partita tra squadre dello stesso rango sulla base di dati statistici storici è un esercizio assai presuntuoso.

    Dunque, riuscire a gestire il rischio-arbitro sarebbe un manovra di ‘governance’ molto importante, anche se non sempre sufficiente (come dimostra Reggina-Juve 2-1!).

    Ma l’unica cosa sportiva e legittima è avere un livello di rischio uguale per tutte le squadre ossia un’organizzazione arbitrale autonoma e responsabile solo verso l’opinione pubblica.

    INFINE E PURTROPPO, ATTENZIONE A CERCARE FUORI CONFINE GARANZIE E MODELLI DI COMPORTAMENTO: QUELLO CHE BLATTER-A DI PIU’ IN QUESTO MOMENTO E’ UNO SVIZZERO ED ERA A CAPO DELLA FIFA ANCHE AGLI ULTIMI MONDIALI. DA CHE PULPITO …

  5. Principe Myskin

    Si dice che l’equilibrio (sportivo ed economico) sarebbe obiettivo desiderabile, sia perché eliminerebbe terreno per comportamenti illeciti e sia perché il prodotto – campionato sarebbe economicamente più appetibile e redditizio.
    Non posso che condividere il primo presupposto, ma mi permetto di dissentire dal secondo.
    Per dirla provocatoriamente, credo che tre campionati di fila vinti da Chievo Treviso e Atalanta sarebbero una rovina.
    Riporto qui l’estratto di un articolo che pubblicai nella primavera 2005.
    “…La più grossa fetta dei guadagni proviene dalle televisioni. Le squadre più importanti incassano dalle 10 alle 20 volte più delle squadre piccole. Poiché, per svolgere i campionati, le squadre piccole e il “campanile” sono necessari, ecco uscire dal cappello, soprattutto per la serie B, l’uovo di colombo: la mutualità (per tacere di meccanismi meno trasparenti). In pratica, un obolo a favore delle squadre piccole da parte di quelle grandi.
    Gli incassi complessivi del sistema da cosa dipendono di più, allora ? Dai risultati delle squadre importanti. Se lo scudetto se lo disputano Milan e Juve gli incassi complessivi del comparto e dell’indotto sono maggiori che se se lo disputano Juve e Chievo (per non dire Livorno e Udinese). Non solo, ma più guadagnano le squadre importanti, più guadagnano le squadre piccole, attraverso la mutualità.
    E, addirittura, se vincessero le squadre piccole, ci rimetterebbe anche lo Stato, che riscuoterebbe meno tasse. Forse avremmo qualche ospedale di meno, se lo scudetto non lo vincesse la Juve (o il Milan) !

    In Italia non mancano le regole, mancano gli sportivi.
    (http://www.druidi.it/falc_can2.htm)

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