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Ma i conti non tornano

A quindici giorni dalle elezioni i numeri forniti dal ministero dell’Interno continuano a suscitare dubbi. Il dato che colpisce maggiormente è la percentuale di partecipazione al voto. Il ministero indica per la sola Italia un’affluenza dell’83,6 per cento. Nostri calcoli la fissano a circa l’82 per cento. Inferiore dell’1,72 per cento rispetto al 2001. Con buona pace della retorica sulla “straordinaria mobilitazione degli elettori”. Vero invece che i voti validi sono aumentati. Ma solo perché il sistema era più semplice?

Sono trascorsi quindici giorni dalle elezioni politiche e ancora oggi sul sito del ministero degli Interni non sono disponibili i dati finali. Confrontando i numeri, poi, emergono contraddizioni, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi del dopo-contestazioni.

 

Il mistero dei numeri

 

Dopo le polemiche sorte nei giorni successivi al conteggio dei voti riguardanti le schede contestate (l’11 aprile erano 43.028 per la Camera e 39.822 per il Senato), la Direzione centrale per i servizi elettorali in data 14 aprile precisava “che in alcune province sono state sommate, per errore materiale, schede contestate e schede nulle o bianche, quindi si riduce il numero delle schede elettorali contestate”; le schede contestate si riducevano di circa 40mila unità alla Camera e di 36mila al Senato.

In seguito, il 19 aprile, l’Ufficio elettorale centrale nazionale costituito presso la Corte suprema di Cassazione forniva i voti finali alla Camera ripartiti per schieramento.

In base a questi comunicati, possiamo provare a tirare le somme su votanti e voti validi  delle elezioni politiche del 2006

 

2006

2001

Differenza 2006-2001

Italia

 

 

 

Totale aventi diritto

47160244

 

 

 

 

 

 

Voti validi

38153343

 

 

Voti non validi

511291

 

 

Totale votanti

38664634

 

 

 

 

 

 

% Italia

81.99

 

 

 

 

 

 

Estero

 

 

 

Totale aventi diritto

2699421

 

 

 

 

 

 

Schede valide

975414

 

 

Schede restituite – valide

160203

 

 

Totale votanti

1135617

 

 

 

 

 

 

% estero

42.07

 

 

 

 

 

 

Totale aventi diritto

49859665

49358947

500718

 

 

 

 

Totale voti validi

39128757

37299608

1829149

Totale voti non validi

671494

2947266

-2275772

Totale votanti

39800251

40246874

-446623

 

 

 

 

% partecipazione totale

79.82

81.54

-1.72

Fonte: elaborazione dati ministero degli Interni e ministero degli Esteri

 

Il dato che colpisce maggiormente è la percentuale di partecipazione al voto. Ancora oggi sul

sito del ministero la partecipazione è indicata all’81,4 per cento. I nostri calcoli mostrano una partecipazione del 79,8 per cento del totale votanti (Italia + estero).
Ma anche le percentuali di partecipazione parziali sarebbero sbagliate. Secondo il ministero, considerando soltanto l’Italia, la partecipazione sarebbe stata dell’83,6 per cento, mentre i nostri calcoli, riportati nella tabella, danno un 82 per cento circa. Allo stesso modo per quanto riguarda il voto all’estero, l’affluenza segnalata dal ministero è del 39 per cento. Invece se si fa un rapporto fra le schede spedite ai consolati di tutto il mondo con le schede “rispedite” dagli stessi in Italia, si registra un ben diverso 42,1 per cento.
Contrariamente a quanto universalmente affermato dalla stampa all’indomani del voto, sembrerebbe dunque che non sia vero che la partecipazione al voto sia aumentata nel 2006 rispetto alle elezioni del 2001. Al contrario, dai dati ufficiali del ministero, appare in diminuzione dell’1,72 per cento. Nel 2006 il corpo elettorale complessivo è risultato di 500mila unità in più rispetto a quello di cinque anni fa, ma i votanti sono stati circa 450mila in meno. Dunque, è minore e non maggiore la partecipazione al voto, con buona pace del dibattito sulla straordinaria mobilitazione degli elettori in quest’ultima tornata elettorale.
D’altra parte, è vero che i voti validi sono stati di più nel 2006 rispetto al 2001, per circa 1.800.000 unità. Il mistero si spiega con i voti non validi. Alla fine del conteggio delle schede contestate, i voti non validi nel 2006 sono stati solo 670mila, a fronte di quasi tre milioni nel 2001. Una variazione enorme. E’ attribuibile solo al fatto che il sistema elettorale proporzionale, e senza preferenze, è risultato più semplice e più comprensibile agli elettori? Sarebbe utile saperne di più. Così come sarebbe utile che il ministero chiarisse definitivamente tutti i numeri sulle elezioni 2006.

Rettifica degli autori

Il nostro articolo del 26-4-2006 ha suscitato parecchi commenti, alcuni di incoraggiamento, altri di puntualizzazione di nostri errori e imprecisioni. Ringraziamo in particolare questi ultimi che ci hanno consentito qualche progresso e rispondiamo, collettivamente, a tutti gli altri. Ma è bene ricordare che l’obiettivo del nostro articolo non era quello di produrre nuove stime, bensì di richiedere al ministero degli Interni maggiore trasparenza sui dati forniti, anche alla luce del dibattito politico e scientifico che ne sarebbe inevitabilmente seguito. Purtroppo, a oltre un mese dalle elezioni, come si vedrà, continuano a sussistere alcune incongruenze nei risultati forniti dal ministero, a cui di nuovo ci appelliamo perché faccia chiarezza definitiva.

Cominciamo con il rispondere al dott. Lorenzo Cassata dell’Istat che giustamente ci segnala alcuni errori svolti e ci richiama a una rettifica (e ci scusiamo del ritardo nel rispondergli, dovuto alla necessità di verificare i dati e a superlavoro da parte di uno dei due autori). Il dott. Cassata sottolinea in particolare il seguente:
1- Nel nostro conto dei voti validi (alla Camera) mancavano i dati della Valle d’Aosta, per un totale di 78.657 voti validi. Ha ragione; avevamo erroneamente ritenuto che questi fossero già inseriti nel computo dei voti validi forniti dal ministero. Verifiche con lo stesso ministero ci hanno convinto che così non era e abbiamo dunque provveduto a rettificare il dato.
2- Il numero 511.291 dei voti non validi da noi riportato è troppo basso. Ha di nuovo ragione: per un banale errore di calcolo, le 611.158 schede bianche si erano trasformate in 61.158, generando così un errore per difetto di circa 550.000 nei nostri conti dei voti non validi; abbiamo dunque provveduto a correggere questo dato.
3- Per le schede contestate, invece, pare il nostro conto fosse corretto. In particolare, il dott. Cassata suggerisce di interpretare il comunicato stampa del ministero del 14 aprile “…(la) direzione centrale precisa che il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati…” calcolando le schede dichiarate erroneamente come contestate, in eccesso alle 2.131 schede effettivamente contestate, (cioè, 43.028-2.131=40.897) come schede bianche o nulle, che dunque andrebbero aggiunte alle schede dichiarate come bianche o nulle. Pare invece, alla luce anche di verifiche da noi successivamente svolte con l’Ufficio elettorale del Viminale, che le schede contestate fossero effettivamente solo 2.131 e che solo questo numero debba essere aggiunto ai voti non validi.
4- Tenendo conto del punto 2 e delle schede effettivamente contestate, il numero complessivo dei voti non validi (alla Camera) sarebbe dunque di:

Tabella 1: voti non validi

Schede nulle

611158

Schede bianche

448002

Schede contestate

2131

Totale voti non validi

1061291

5- A questo punto, inserendo i voti validi della Valle d’Aosta e correggendo il numero dei voti non validi come indicato, possiamo calcolare i tassi di partecipazione, come segue:

Tabella 2 Tasso di partecipazione al voto per la Camera

2006

Italia

Totale aventi diritto

47160244

Voti validi

38153343

Voti validi Valle d’Aosta

78657

Voti non validi

1061291

Totale votanti

39293291

% Italia

83.32

Estero

Totale aventi diritto

2699421

Schede valide

975414

Restituite – non valide

160203

Totale votanti

1135617

% estero

42.07

Totale aventi diritto

49859665

Totale voti validi

39207414

Totale non validi

1221494

Totale votanti

40428908

% partecipazione totale

81.09

Come si può osservare dalla tabella 2, con queste correzioni, la percentuale di partecipazione complessiva sarebbe più alta della nostra precedente stima del 79,8 per cento, portandosi all’80,9 per cento, ma risulterebbe comunque ancora inferiore dell’81,3 per cento indicato sul sito del ministero. Allo stesso modo, anche la partecipazione nei confini nazionali sarebbe maggiore, l’83,32 per cento, ma ancora inferiore all’83,6 per cento del ministero.
6- Tuttavia i nostri calcoli potrebbero essere sbagliati. Come suggerisce ancora il lettore, una possibilità è che la differenza sia attribuibile ai voti non validi della Valle d’Aosta (schede bianche e nulle), di cui non vi è traccia nei dati forniti dal ministero. Nostre ansiose telefonate con il ministero non hanno fornito risposte esaurienti. Secondo l’Ufficio elettorale, per esempio, i voti non validi della Valle d’Aosta sarebbero già computati nella cifra totale nazionale dei voti non validi e dunque non vi sarebbe alcuna correzione da apporre ai calcoli riportati nella tabella 2. Al contrario, invece, secondo l’Ufficio centrale circoscrizionale (presso il Viminale) i voti non validi della Valle d’Aosta non sarebbero ancora stati inseriti nel calcolo e i dati (da noi richiesti) relativi alle schede bianche e nulle della Valle d’Aosta non sarebbero ancora disponibili. Mancando questi dati tuttavia non si capisce come il ministero abbia potuto calcolare la partecipazione complessiva.
7- Per fare qualche passo in più, abbiamo dunque cercato altre fonti. Il sito repubblica.it pubblica un dato secondo il quale i votanti complessivi della Valle d’Aosta alla Camera sarebbero stati 100.611. Sapendo che i voti validi in Valle d’Aosta sono stati 78.657 (vedi il punto 1), se ne evince che i voti non validi nella stessa Regione sarebbero stati 21.954 (100.611-78657=21.954).
8- Aggiungendo questo numero alle nostre cifre precedenti, otteniamo dunque:

Tabella 3 Tasso di partecipazione alla Camera con la stima dei voti non validi per la Valle d’Aosta

2006

Italia

Totale aventi diritto

47160244

Voti validi

38153343

Voti validi Valle d’Aosta

78657

Voti non validi

1061291

Voti non validi Valle d’Aosta

21954

Totale votanti

39315245

% Italia

83.37

Estero

Totale aventi diritto

2699421

Schede valide

975414

Restituite – non valide

160203

Totale votanti

1135617

% estero

42.07

Totale aventi diritto

49859665

Totale voti validi

39207414

Totale non validi

1243448

Totale votanti

40450862

% partecipazione totale

81.13

L’aggiunta dei 21mila voti non validi della Valle d’Aosta aumenta naturalmente la partecipazione al voto. In particolare, come si osserva dalla tabella 3, la partecipazione al voto in Italia risulta ora dell’83,37 per cento e la partecipazione complessiva dell’81,13 per cento. Valori più alti, ma ancora sensibilmente inferiori all’83,6 per cento per l’Italia e all’81,3 per cento complessivo stimato dal ministero. Scarti minimi ma non indifferenti quando si osservi che lo 0,17 per cento corrisponde a circa 85mila voti, un numero maggiore del vantaggio che alla Camera ha consentito all’Unione di vincere le elezioni.

Si osservi infine che né dai nostri conti, né da quelli in verità riportati dal ministero, appare quell’incremento nella partecipazione al voto, nelle politiche del 2006 rispetto a quelle del 2001, su cui pure si è spesa molta stampa. L’errore qui deriva probabilmente dall’aver confrontato il dato relativo alla partecipazione dei soli residenti nazionali nel 2006 (l’83,6 per cento secondo le stime del ministero) con il dato della partecipazione complessiva (inclusi, cioè, gli italiani non residenti) del 2001, l’81,53 per cento. In realtà, il dato della partecipazione complessiva del ministero è per il 2006 dell’81,3 per cento, cioè poco inferiore a quello del 2001. E risulta ulteriormente più basso nelle nostre stime.
Ma per ripetersi e a scanso d’equivoci: noi non intendiamo sostenere che i dati riportati nella tabella 2 o ancora di più quelli della tabella 3, basati sulla nostra stima dei voti non validi nella Valle d’Aosta, siano quelli “giusti” e “corretti” rispetto a quelli “sbagliati” del ministero degli Interni. Intendiamo solo sostenere che sulla base dei nostri migliori sforzi e nonostante ripetute interazioni con lo stesso ministero, non siamo ancora risusciti a replicare il dato sulla partecipazione fornito dal ministero. Che in una materia di tale delicatezza ci sia invece bisogno della massima trasparenza appare indiscutibile. Speriamo che i lettori concordino con noi.

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10 commenti

  1. Luca Valetti

    Oltre alla enorme diminuzione dei voti non validi in queste elezioni , vorrei segnalare anche l’anomalia delle schede bianche rispetto a quelle nulle:
    partendo dal presupposto che chi vota scheda bianca lo fa sia per la camera che per il senato e che ci si aspetta che vi siano più bianche alla camera rispetto al senato perchè vi sono più elettori, segnalo che mentre alla camera le schede nulle sono circa l’8% in più che al senato, 611.158 contro 565.052, (coerentemente con il maggior numero di votanti), alla camera noto che le schede bianche sono l’8% in meno! (448.002 contro 488.403 quindi 40.000 in meno quando me ne aspetterei 40.000 in più applicando una semplice proporzione!)
    Viene spontaneo il sospetto che siano state “votate” anche le schede bianche, o no?
    Rimane indeterminato a favore di quale schieramento.

  2. Alessandro Borgia

    Il comportamento dell’elettore che lascia la scheda bianca ha motivazioni ben diverse da quelle di chi vota male più o meno intenzionalmente.
    Il primo ha necessariamente senso civico elevato, il secondo, soprattutto quando scrive improperi o peggio sulla scheda no, evidentemente.
    Poiché sono stato presidente di sezione elettorale anche nella recente tornata, mi permetto di segnalare che in un solo caso ho dovuto annullare il voto perché attribuito a liste di entrambi gli schieramenti; in altri 6-7 casi il voto allo schieramento era evidente, purtroppo dato a più di una lista: il simbolo della falce e martello presente in più simboli, ma anche il voto a Forza Italia e ad AN.
    Quanto alle schede bianche effettivamente anche nella mia sezione sono risultate di un po’ di meno alla Camera rispetto al Senato. Ma, tornando all’elettore con senso civico, io trovo ragionevole che lasci bianca la scheda dove non trova un simbolo a lui gradito e voti invece quella dove lo trova.
    Il sig. Valetti non avrà difficoltà ad accertarsi che nelle 2 schede i simboli non erano tutti gli stessi: l’Ulivo era presente solo alla Camera infatti.
    Aggiungo che nella mia sezione erano presenti due rappresentanti di lista, uno per schieramento, dei quali posso attestare l’assoluta correttezza di comportamento. Non so quanti fossero in tutta Italia. Ma chi lo sa potrebbe contribuire a svelenire la polemica post-elettorale rendendo pubblico questo dato.

  3. Andrea Salvatori

    Sto cercando di condurre uno studio sui risultati elettorali per cui beneficerei grandemente dei risultati sezione per sezione di una parte consistente dell’Italia. Per motivi arcani, questi dati sono difficilissimi da reperire. Molti comuni riportano sui propri siti solo dati aggregati (come Bologna e tanti altri), spesso, come fa il ministero dell’interno, omettendo le informazioni relative ai voti non validi. Alcuni comuni (come Taranto) riportano i risultati sezione per sezione, ma in un formato difficilmente esportabile. Sono pochi i comuni che riportano informazioni a livello di sezione ed esportabili facilmente (in excell per esempio). Tra questi Roma, Torino e Benevento. Le prefetture, o uffici territoriali del Governo sembrano restie dal presentare dati sezione per sezione. Notevole il sito del comune di salerno con tanto di confronto tra elezioni dei risultati per medesime sezioni. Tuttavia anche in quel caso i dati risultano difficilmente esportabili, se non con un lungo copia ed incolla da pagine diverse per ogni lista.
    Il ministero dell’Interno non fornisce informazioni dettagliate sui voti non validi: nulla e’ dato sapere, ad esempio, sulla distribuzione geografica degli stessi. Per qualche motivo i conteggi si riferiscono solo ai voti validamente espressi.
    Tutto cio’ mi sembra riproponga in maniera evidente un tema piu’ volte toccato in questo sito: quello dell’accessibilita’ di informazioni a fini di ricerca. Solo che in questo caso, trattandosi di informazioni assolutamente e necessariamente pubbliche, non si capisce cosa possa ostacolare la massima e limpida diffusione di tutti i dati se non la scarsa lungimiranza di alcune amministrazioni.
    Se avete informazioni su dove sia possibile reperire i dati relativi a tutti i voti (validi e non) divisi per sezione elettorale (di Camera e Senato), vi sarei grato se poteste farmelo sapere.

    Grazie
    Andrea Salvatori

  4. blues

    A me i conti non tornano dallo notte dello spoglio.
    A metà spoglio l’unione era in vantaggio ancora del 5/6% poi improvvisamente il vantaggio si è andato riducendo fino ad annullarsi, in maniera costante senza alcun picco. Se, come è stato, i voti erano alla pari, avremmo dovuto aspettarci delle oscillazioni in favore dell’uno o della’altro a seconda della provenienza dei dati 8 ad esempio sezioni dell’Emilia o della Sicilia). Una sproporzione cosi evidente trai i dati sarebbe stata comprensibile solo all’inizio quando era possibile che fossero arrivati ad esempio prima le sezioni della Toscana. Ma in tal caso il divario avrebbe dovuto essere del 15 % e si sarebbe riequilibrato praticamente subito e non dalla metà dello spoglio in poi. Invece era come se fossero state scrutinate prima tutte le sezioni favorevoli all’Unione e poi quelle a destra. Capiamo tutti che impossibile. Allora in che modo spiegare la costanza della rimonta?
    ….

  5. Andrea Salvatori

    Nel comunicato del 11/04/2006 del Ministero dell’Interno si legge che il totale dei voti non validi alla Camera e’ pari a 1,102,188. Questa e’ dunque la cifra da sommare ai voti validi riportati sul sito del Ministero (che non comprendono le poche migliaia di voti attribuiti dalle corti d’appello) pari a 38,151,407. Il totale degli aventi diritto secondo quanto riportato 45 giorni prima delle elezioni dal ministero dell’interno e’ di 47,258,305. La frazione dei votanti e’ dunque pari a 83,06% e probabilmente leggermente piu’ alta visto che il totale degli aventi diritto si riferisce a 45 giorni prima delle elezioni e ovviamente non tiene conto di cancellazioni avvenute in tale arco di tempo.
    Secondo i dati dell’archivio elezioni del ministero dell’Interno l’affluenza nel 2001 era stata di 40.085.397 su 49.256.295, pari all’81,3%. Rimane fermo che dire che l’affluenza e’ aumentata confrontando questi due dati sembra essere una mera illusione ottica derivante dalla cancellazione delle liste elettorali nazionali degli italiani all’estero che sono anche quelli che si recano alle urne con minore probabilita’. A scopo meramente illustrativo, e’ facile vedere che mantenedo fermi gli elettori del 2001, l’affluenza nel 2006 sarebbe pari al 79,7%. Sembra quantomeno opportuno concludere che non c’e’ alcun segno che indichi un aumento della partecipazione alle elezioni (anche senza considerare la scarsa partecipazione degli italiani all’estero).
    Andrea Salvatori

  6. Lorenzo Cassata

    Nell’analisi qui sopra mancano alcuni dati: innanzitutto i 78.657 voti validi in Val d’Aosta. Inoltre i voti non validi sono molti di più dei 511.291 segnalati. Il primo comunicato del ministero parlava di 448.002 schede bianche e 611.158 nulle alla Camera. Il secondo comunicato (quello della smentita) parla di alcune bianche e nulle che sarebbero state conteggiate erroneamene fra le contestate. Quindi il totale dei votanti (per difetto: mancano alcune bianche o nulle erroneamente conteggiate come contestate, ovvero 43.028-2.131=40.897 e probabilmente le bianche e le nulle della Val d’Aosta, su cui non si hanno dati) è di 38.153.343 (voti validi Italia) +78.657 (voti validi Val d’Aosta) + 448.002 (bianche) + 611.158 (nulle) + 40.897 (bianche o nulle erronemente conteggiate come contestate) = 39.332.057, che, rispetto al totale degli aventi diritto fa l’83,4% (poco meno dell’83,6 del ministero).
    Contando anche i voti degli italiani all’estero (dando per buoni i dati forniti da questo articolo) si ottengono (almeno) 40.467.764 votanti su 49.783.626 aventi diritto, ovvero l’81,3% (poco meno dell’81,4 dichiarato dal ministero). Mi sembra che i conti in sostanza tornino, anche se e’ condivisibile l’auspicio di una maggiore trasparenza da parte del ministero.
    Mi aspetto da voi una serietà almeno pari a quella del Ministero (che ha dichiarato la grave svista sui voti contestati), correggendo gli errori di questo articolo “I conti non tornano” e del seguente “79,8” su Internazionale.

  7. m.p

    Sembra un po’ ottimista e accomodante (e anche di parte). A volte si trovano persone che sembrano godere nel mettere i bastoni fra le ruote a chi chiede chiarezza e mi chiedo :perchè? C’è un piccolo particolare che non viene considerato nella precisione estrema :l’83,4% e l’83,6% sono due percentuali diverse su più di 47milioni di persone e corrispondono a una differenza pari a una città di media popolazione che ha visto sparire il suo voto,dove è finito?Se io faccio parte di queste persone mi ritengo toccata da vicino,tu no?Quanto al fatto per cui i voti della Val d’Aosta non sono stati contati non l’ho capito visto che mi pare la stessa cosa non sia stata fatta per le regioni a statuto autonomo .Se poi si da un’occhiata a tutto il resto si vedrà che insieme ad affluenze %stranissime a livello regionale corrisponde anche la mancanza di una pubblicazione delle schede bianche e nulle (a livello regionale) cosa che mi sembra obbligatoria visto che viene comunicata. Se poi ci piace che tutte le stranezze di questa elezione che ci ha profondamente danneggiato e mancato di rispetto vengano quietamente sepolte capisco benissimo e so già che cosa si vota. Scusate ma tengo molto al mio voto e alla democrazia che ci stanno portando via alla grande!

  8. Carmelo Dragotta

    Il fatto che la partecipazione sia stata sovrastimata ed enfatizzata a causa della mancata considerazione dello scorporo del voto degli italiani all’estero è evidente, e con tutta probabilità da attribuire alla volontà di non riconoscere che il centrodestra ha ottenuto uno strabiliante numero di voti pur in assenza di una partecipazione elevata come quella che ci si vuol far credere. Ad ogni modo, per quanto riguarda la vostra analisi, a un occhio attento non può sfuggire una notevole contraddizione: secondo i vostri dati la percentuale nazionale di voti non validi sul totale dei partecipanti è del 2,70% (1061291 su 39293291) mentre per la Val d’Aosta sarebbe del 21,82% (21954 su 100.611). E’ evidente che un tale dato, per di più evinto da una fonte non ufficiale quale Repubblica, non può essere accettabile da un punto di vista scientifico. E’ certo invece che una maggiore trasparenza e celerità (le due cose sono in fondo strettamente legate) sarebbero d’obbligo nello spoglio e nella pubblicazione dei dati.

    • La redazione

      “Certamente il dato delle schede della Valle d’Aosta non proviene da una fonte istituzionale e nell’articolo lo segnaliamo; neanche il fatto che il metodo di voto della valle d’aosta fosse diverso (si doveva esprimere le preferenza sui candidati) potrebbe spiegare una percentuale così ampia. Stranezze che esistono anche sulla percentuale di schede restituite non valide dell’Estero che
      presentano una percentuale sul totale dei votanti del 14,1% contro il 2,7% del dato nazionale. E’ sempre per questo che chiediamo chiarezza.”

  9. m. p.

    Grazie per la correzione, mi sembra proprio che i conti non tornino e vi ringrazio per il lavoro che avete fatto a vantaggio di tutti, compreso intervenire presso il ministero. Penso che quando manca la trasparenza le conclusioni possono essere già tratte, anch’io ho tentato presso altre sedi senza avere risposta a domande legittime circa riscontri matematici e statistici inaccettabili per chiunque ne capisca anche solo un poco. Cercherò nel mio piccolo di diffondere perchè i cittadini prendano coscienza di questi gravi silenzi che possono coprire una democrazia che si volatizza.

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