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  1. alias Rispondi
    Mi sembra che l'idea di un governo alla tedesca, o quantomeno di una sua parvenza, che lo simuli, non sia così peregrina. Dopotutto, il rinvio dell'incarico a Prodi non si spiega, anche, col fatto che ha una maggioranza molto (troppo?) risicata? attendere il rinnovo delle cariche istituzionali può (potrebbe) dare spazio per una trattativa. Quanto alle analisi sul voto, vorrei azzardare l'esistenza di elettori-dilemma (naturalmente > 25 anni) che abbiano votato disgiuntamente per Camera e Senato. Se la cosa, lungi dall'essere un'anomalia, fosse abbastanza diffusa, attribuire semplicisticamente i voti delle "partite iva,, alla Cdl, e di insegnanti e lavoratori dipendenti all'Ulivo, rischia di falsificare la realtà. Non crede? chi ha votato, a naso chiuso, in un certo modo, può averlo fatto proprio nella preferenza, consapevole o meno, per una maggioranza stretta; e quindi per una sorta di desiderio di convergenza al centro, che purtroppo si fa ancora fatica a cogliere nel panorama politico. saluti,
  2. Roberto Furlanetto Rispondi
    Una Grosse Koalition avrebbe senso in un clima di estrema emergenza economica; una situazione da pre dafault dei conti pubblici per esempio. Sarebbe una necessità cui far fronte con un Governo del Presidente capace di imporre al paese misure drastiche. Tipo il governo di Giuliano Amato del '92 moltiplicato per 100 per intenderci. Per ora le scadenze sono solo politiche e istituzionali e tutti ritengono di poter fare ancora la partita. Il popolo della sinistra non potrebbe tollerare alcuna coalizione con FI. Berlusconi è il male assoluto. Il politico che la proponesse verrebbe preso a calci nelle piazze. Forse però qualcuno potrebbe pensare ad una Kleine Koalition , magari con UDC e perché no Lega.
  3. Gaetano Vecchione Rispondi
    Personalmente, ritengo che l'ipotesi di una grande coalizione, basata su accordi programmatici ed un generale abbassamento dei toni della politica, possa essere l'unica vera opportunita' di rilancio per il nostro Paese. Una grande coalizione permetterebbe: -di intraprendere riforme (liberalizzazioni, introduzione di meccanismi privatistci nel "monolite pubblico", sanita', ecc.) scollandosi dall'onta massimialista di alcune frange interne alle due coalizioni; -di eliminare i veleni post tangentopoli che bloccano il nostro paese in una dialettica ed in un riformismo politico che sanno di periodo storico subito successivo la seconda guerra mondiale. Non sono d'accordo con l' idea che la grande coalizione possa essere dannosa per la nostra democrazia. Al contrario, potrebbe creare i presupposti per farne nascere una seria da qui alle prossime elezioni, a condizione che si faccia e che duri, almeno, un paio di anni. Cordialmente. Gaetano Vecchione
  4. Massimo GIANNINI Rispondi
    Si leggono tante opinioni in merito ma qualcuno deve ancora spiegare come si fa a dialogare con chi: - ha avvelenato la campagna elettorale e "dato fuoco ai pozzi" prima del voto; - chi ha dato del "coglioni" a metà paese; - chi ha giocato fuori dalle regole e non solo quelle della par condicio; - chi é responsabile del presente stato dell'economia e dei conti pubblici; - chi ha contribuito ad una "certa" immagine dell'Italia all'estero; Ecco perché non solo é impossibile la grosse koalition ma anche non si debba troppo dialogare, ma governare con una prestigiosa squadra di governo, un po' diversa dalla precedente...
  5. Federico Manzoni Rispondi
    Premesso che concordo sul fatto che formare oggi in Italia una grosse Koalition sarebbe un errore, non capisco però perchè essere così espliciti nel negarne la fattibilità. Certamente qualsiasi grosse Koalition è impossibile con i due leader attuali, Prodi e Berlusconi. Impossibile per il primo perchè non riesce a concepire nulla di diverso dall'Ulivo; impossibile per il secondo perchè è persona che con i modi e le provocazioni crea divisione sociale e contrapposizione forzata. Forse proprio la grosse Koalition potrebbe essere la possibilità per i due schieramenti di scaricare dei leader un po' scomodi e sicuramente attempati. In ogni caso si dovrebbe riflettere sul fatto che un bipolarismo è maturo nella misura in cui sa lasciare fuori dai due poli le estreme (vedi Germania o Francia) e non - come in Italia - dove si sono imbarcati oves et boves.