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  1. ADRIANO Rispondi

    Ottimo lavoro al quale auguro di proseguire per due motivi: il primo perché i numeri portano una maggiore comprensione della sfera poltica, della sua incarnazione e del suo operare, al di là delle sfiancate categorie della destra e della sinistra, dei partiti o altre consimili; il secondo perchè riuscire a ricostruire anche le variazioni storiche di questo gruppo sociale, di questa "elite", probabilmente ci permettere di leggere la storia di questo paese in modo non convenzionale, con nuovi strumenti e ottiche.

  2. luca Rispondi
    Trovo interessantissimo l'identikit che avete profilato per il parlamentare italiano. Ho solo 10 minuti per un breve commento e vorrei soffermarmi sul punto più importante del profilo da voi tracciato: la fedeltà al partito, la più antimeritocratica delle regole. Se Platone fosse tra di noi....!!! UN vero scandalo sul quale la luce dei riflettori non si accende mai. Vengono privilegiate per le candidature non persone più capaci o più rappresentative bensì persone che hanno la tessera del partito da più tempo. Non conta se hai titoli, se sei una persona valida, ma esclusivamente l'anzianità anagrafica della tua tessera. é per questo che ci troviamo infarciti di ex dc, ex pci, ex msi, pri, psi. Non ci sono veri volti nuovi!!! Come fa un partito ad aprirsi a nuove sfide e ad allargare sia i propri orizzonti che la propria area di rappresentanza se poi si candidano sempre le stesse persone?? fa comodo a tutti i partiti privilegiare il vincolo di fedeltà, ma certamente non fa bene alla democrazia