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  1. mauro masselli Rispondi
    Concordo che alcuni indicatori (numerosità, tasso di mancata risposta, campione probabilistico, ragionato, per quota, pesi ....) possono aiutare a capire la fondatezza metodologica di un sondaggio ma dubito che siano sufficienti a "garantirla" e a garantire la neutralità dei risultati. Le scelte soggettive del ricercatore, gli intervistatori ed altri attori dell'indagine che influenzano i risultati sono difficilmente quantificabili in indicatori e quando è possibile farlo è molto costoso (vedi le esperienze della statistica ufficiale in Italia e in europa). Forse la remora per sondaggi frettolosi e compiacenti, sarebbe quella di dare pubblicità al confronto tra i risultati ed il valore vero (le elezioni). Immagino che l'affidabilità di molti istituti demoscopici sarebbe compromessa.
  2. Claudio Alberti Rispondi
    Il nostro Paese, che con questa campagna elettorale sta entrando in una fase matura di americanizzazione della politica, fenomeno iniziato, come noto, con la discesa in campo dell'attuale Premier, è affetto da sondaggite. Si badi, la sondaggite non consiste nel fare sondaggi, cosa piuttosto naturale in una democrazia evoluta, ma nel discuterne continuamente i risultati sui media. Il dato fondamentale, infatti, è che la statistica si sta sempre più formatizzando (Mannheimer ospite quasi fisso da Vespa ne è stato un prodromo), sta entrando nell'ambito delle interviste televisive fatte per le strade a semplici cittadini: il sondaggio sta diventando un reality, o peggio, uno dei talk shows alla De Filippi, in cui si propone un esagerato protagonismo della gente pseudo-comune. Finché il circolo vizioso tv-talk show-politica-sondaggi-tv non sarà messo in crisi, dobbiamo aspettarci i sondaggi come quelli della Pbs.
  3. Paolo Poggioli Rispondi
    Essendo laureato in ingegneria, ho frequentato due corsi di statistica e quindi ho un po' di famigliarità con gli argomenti di cui parlate. Alle vostre considerazioni, mi permetto di aggiungere che visto l'impatto mediatico che hanno i sondaggi nel nostro paese, occorrerebbe una legge che li regolamenti. In particolare, per evitare le sparate di entrambi gli schieramenti politici, bisognerebbe stabilire dei criteri per documentare e prescrivere la scientificità dei sondaggi, basandosi sulle numerose teorie statistiche che sono universalmente riconosciute. Lancio questa proposta al fine di fare in modo che anche chi, non per colpa sua, non ha gli strumenti per riconoscere le bufale dalle rilevazioni scientifiche, possa evitare di entrare in questo ciclone fasullo.
  4. Eugenio Angelillo Rispondi
    Mi permetto di segnalare questo sito, dove, con tutti i limiti del caso, si cerca di discutere sull'effettiva attendibilita' dei sondaggi e dei relativi limiti. http://www.politicaonline.net/forum/forumdisplay.php?f=65
  5. Federica Pintaldi Rispondi
    Di seguito riporto una parte di un articolo da me scritto nel 2001. Non è curioso che cambiano i ruoli ma rimangono l'esperto americano e le polemiche!!! La Guerra dei Sondaggi In queste ultime settimane lo scontro elettorale, tra le altre cose, ha riguardato i dati di sondaggio. Per gli esponenti del Polo questo schieramento ha un ampio margine di vittoria sul centro-sinistra, per cui occorre andare al più presto alle urne. Secondo l’esperto americano consulente di Rutelli l’Ulivo è ad appena a due punti di distanza dal centro-destra. Viene allora da chiedersi: quanto sono attendibili i sondaggi? .... http://www.pericles.it/abcsondaggi1.asp?ID_Arteson=141