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  1. Francesco Rispondi

    A luglio è stata approvata la Legge 99 (23/7/2009) che riguarda anche le reti di imprese: sapete dirmi in pratica qual è il sunto di quanto approvato? Qual è, dunque, la attuale normativa vigente?

  2. saila Rispondi
    Buongiorno, mi sembra che la tesi degli Autori sia riassumbile nel classico "sono ben altre le misure necessarie". Io invece darei, quantomeno, il beneficio del dubbio alla proposta di legge sui distretti, così come abbozzata dalla finanziaria. L'origine della proposta è, infatti, bi-partisanamente (CNEL/Sylos Labini) documentabile in rete, e prevede la costituzione di un "organo di distretto,, ovvero di un vero e proprio nuovo soggetto giuridico, con poteri di decisione strategica e di rappresentanza nei confronti del fisco, e anche dei percettori di tributi locali. Sostituirebbe così la pletora di organismi che attualmente metton becco nella politica economica locale (associazioni di categoria, enti locali, pubblica amministrazione, sindacati, imprenditori, artigiani banche consorzi camere di commercio e quant'altri). Spesso i legami tra imprese distrettuali, pur non essendo istituzionalizzati, sono basati su sub-committenza e fornitura reciproca; in questo senso, le imprese distrettuali dispongono, per definizione, di migliori informazioni di quante si pensi, informazioni che potrebbero ben utilizzare nello stabilire una strategia cooperativa comune, a cominciare dal fisco. Errore della finanziaria è proprio non istituire garantire questo nuovo organo (forse toglierebbe ruoli e spazi agli altri che ho citato ...) Altrimenti, temo che appelli generici alla crescita dimensionale e all'integrazione-innovazione delle imprese rischiano di restare lettera morta, se non si cercano proposte un pò più pragmatiche e, diciamolo, eterodosse...
  3. Alessandro Rispondi
    Se non mi sbaglio (forse faccio riferimento a un testo vecchio, non a quello approvato) a proposito della tassazione di distretto si prevede che poi siano le imprese facenti parte il singolo distretto a determinare autonomamente la ripartizione interna dell'onere fiscale. Mi chiedevo allora se ci fossero già adesso sistemi di governance dei distretti così sofisticati da permettere tale ripartizione o se si prefigurano seri problemi a questo riguardo. Grazie.
    • La redazione Rispondi
      Caro lettore, lei ha perfettamente ragione. Come recita il comma 368, numero 7 della legge finanziaria, "la ripartizione del carico tributario tra le imprese interessate è rimessa la distretto, che vi provvede in base a criteri di trasparenza e parità di trattamento, sulla base di principi di mutualità". I criteri non saranno affatto facili da definire, come ricordiamo nell'articolo, sia per il diverso valore che le perdite hanno, in funzione della "loro età", sia per il fatto che le imprese del distretto non sono solitamente legate (a differenza delle imprese appartenenti a un gruppo) da rapporti di controllo e neppure di partecipazione. Cordiali saluti e grazie del commento Silvia Giannini e Laura Rondi