Un’informazione uniforme sulle posizioni e sulle proposte dei contendenti è essenziale per lo svolgimento di elezioni davvero democratiche. La legge sulla par condicio, che opera solo durante le campagne elettorali e che in diverse forme esiste in tutti paesi avanzati, serve solo a tamponare le evidenti asimmetrie nella copertura degli spazi televisivi fra i due schieramenti. Sono questi gli spazi che contano nell’informare gli elettori indecisi, dal momento che il pubblico della carta stampata è in larga parte già schierato. Oltre alla par condicio in campagna elettorale, resta il problema del pluralismo lungo l’intera legislatura. Per questo occorre affrontare il nodo della concentrazione del mercato televisivo oggi di fatto tutelata dalla Legge Gasparri.


A proposito di informazione, pubblichiamo la sintesi dell’intervento di Nouriel Roubini che a Davos ha suscitato le reazioni scomposte del nostro Ministro dell’Economia. Si può essere d’accordo o meno, ma insultando i propri interlocutori si finisce per insultare il nostro paese.

Aggiornamento: La partita della diseguaglianza di Ludovico Poggi e Battista Severgnini; L’Antitrust in campo di Nicola Giocoli; La deriva americana del calcio italiano di Mauro Marè.

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