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  1. Antonio Antonelli Rispondi

    In un suo commento dice che il "reddito di cittadinanza", da offrire a tutti, costerebbe troppo. In base ai dati sembrerebbe di no. Garantire 500 euro al mese a tutti i cittadini, con un sistema fiscale progressivo, che accentui le imposte sopra la media del reddito ( 29000 euro l' anno pro capite, 116000 in una famiglia di 4 persone ) , mi sembra assolutamente sostenibile. Il reddito di base si sommerebbe agli altri redditi, e in un sistema fiscale sensato la maggioranza dei cittadini ne avrebbe un vantaggio, una minoranza nemmeno se accorgerebbe. Se si ritiene, come è giusto, che anche una persona ricca acceda al servizio sanitario gratuitamente, perchè si suppone che vi contribuisca generosamente con una imposizione sensata, lo stesso dovrebbe valere per il diritto ad un reddito di cittadinanza. Sarebbe giusto darlo anche a Marchionne, che con le sue entrate, con una imposizione fiscale sensata, potrebbe garantire la sostenibilità di diverse centinaia di redditi di cittadinanza. Io faccio il medico, molte mie pazienti abortiscono perché non possono mantenere i figli, molti miei pazienti vanno i comunità, costosissime per lo stato, per ragioni economomiche, Dov' è il vantaggio?

  2. Marco Piano Rispondi

    Salve Prof. Boeri, volevo sapere come ha ottenuto la stima di 7-8 miliardi per il costo del RMI o meglio quale soglia di povertà ha applicato. Perchè la sua stima diverge da quella di De Vincenti (5 miliardi con RMI di 390 Euro)? La ringrazio per la disponibilità e l'attenzione che potrà riservare.Ovviamente la soglia di povertà è fissata in 400 Euro. Volevo sapere la stima delle famiglie potenzialmente beneficiarie.

  3. IL GRILLO PARLANTE Rispondi

    Resta da capire come fare a mettere la maggior parte dei cittadini in condizione di consumare, di comprarsi una casa senza erodere le ricchezze accumulate dai nonni? Occore agire per tempo sull'opinione pubblica e far capire che parlare di redistribuzione della ricchezza e di meritocrazia non corrisponde ad argoemntare con spirito vetero-comunista. Si tratta bensì di salvare il capitalismo dalla superbia. Questo non è un pensiero ideologico, bensì utilitaristico. 1) guidi il merito per la velocità di crescita dei singoli redditi 2) il livello di utilità effettiva ci dirà fin dove poter arrivare nella remunerazione delle capacità 3) una tassazione leggera sui patrimoni e sui redditi bassi, una tassazione pesante sui redditi e sui patrimoni eccessivi, quelli non goduti insomma, dai quali non può essere tratta alcuna utilità. 4) detassare i redditi ed i patrimoni reinvestiti in attività produttive 5) tutto il resto va reso disponibile per investimenti, ricerca e sviluppo della società civile, oltre a dover essere reso d'aiuto per chi non può meritare perché non in condizione di farlo, a titolo di politiche di sostegno che si trasformerebbero guarda caso in consumo

  4. IL Grillo Parlante Rispondi

    1/2) Ineccepibile il diagnostico che emerge da questo articolo. Ritengo però che le soluzioni proposte siano nettamente sbagliate. Sotto ogni punto di vista. Il reddito minimo garantito è uno strumento volto a mettere una toppa "a valle" ad un problema che risiede "a monte", nei meccanismi che portano alla generazione del valore (per gli addetti ai lavori sto parlando -anche- di remunerazione dei fattori produttivi). Ebbene, diamo una volta tanto adito alla teoria standard neoclassica, quella degli economisti "di acqua dolce"...siamo in un sistema di mercato, di libero mercato, molto bene...facciamolo funzionare. Il fatto evidente è che l'utilità marginale della ricchezza è decrescente. Quindi, per il corretto funzionamento di un sistema capitalistico di tipo consumistico, e non di accumulazione, una cattivia distribuzione della ricchezza non è sun problema sociale. E' innanzitutto un problema "tecnico" che mette a repentaglio la corretta allocazione delle risorse. Oggi sono presenti cumuli consistenti di "ricchezza non goduta", che ingolfano il sistema, portandolo al debito.

  5. conti Rispondi
    Forse ci vuole un po' più di coraggio politico. Partiamo dai principi generali: Costruire una economia di cittadinanza basata sul credito-persona (e non sul debito). Quindi credito di cittadinanza da affiancare a politiche non invasive (dal punto di vista della psicologia sociale) di sostegno al reddito come il reddito minimo di inserimento o di invalidità. Il termine garantito mi sembra da applicarsi al credito piuttosto che al reddito. Come trovare la copertura? Semplicemente negoziando con la Banca d'Italia e (tramite coordinamento europeo) con la BCE la base monetaria sociale che spetterebbe a tutti i cittadini secondo le costituzioni vigenti.
  6. Alessandro Morelli Rispondi
    Da tempo sono convinto, e non sono il solo, che il PIL non è adeguato a rappresentare interamente e da solo un indice attendibile del benessere di un Paese, benché sia indubitabilmente e più facilmente misurabile rispetto ad altre costruzioni di maggiore fantasia. Ritengo però che il progresso del PIL, per fornire una misurazione significativa ai fini del benessere complessivo e non solo della misurazione in termini di valori assoluti, dovrebbe essere sempre accompagnato almeno da un secondo indice: l'indice di concentrazione del reddito. Una evoluzione positiva di entrambi gli indici renderebbe maggiore giustizia ai criteri di equità sociale cui un Paese civile dovrebbe tendere. Se a questa visione più completa si potesse affiancare anche un reddito minimo garantito ed un sistema di rilevazione del grado di copertura dei bisogni fondamentali dei percipienti, sono convinto che sarebbe più sotto controllo la direzione del Paese e sarebbe minore il grado di conflittualità sociale. Qualunque soluzione che non prevedesse una ottimalità di questi parametri potrebbe essere considerata efficace ma non efficiente. La nostra Italia, attualmente, è poco efficace e ancor meno efficiente.
  7. Pierre Giordani Rispondi
    Caro Prof. Boeri, credo si stia perdendo un punto importante. Negli anni in Italia, così come è successo in altri paesi prima, si è assistito ad una paurosa divaricazione della forbice salariale tra i vari livelli retributivi. E’ giusta? Fa bene? Le carriere dirigenziali hanno un peso sempre maggiore nella divisione della torta. Dietro questa tendenza ci sono le solite considerazioni sui meccanismi di incentivi che voi economisti predicate. E' vero sono utilili al fine di spingere il dirigente a produrre valore, ma quando si arriva a questi differenziali di salario tra dirigenza e lavoratore base ci sono una serie di ritorni negativi che non considerate. Cercherò di esemplificarne un paio. Vede, il punto è che voi uomini di cattedra e di politica spesso ignorate quale sia il reale senso della vita comune. Sa quanto arriva a guadgnare un anestesista? Ed un dirigente amministrativo? Le differenze sono mostruose. Ma poi questi incentivi “monetari” sono i soli incentivi possibili? Non sarebbe meglio giocare sul “punire severamente” la deviazione dalla regola, piuttosto che premiare la “non deviazione” con super-premi di produzione? Questa forbice disincentiva i livelli di lavoro piu’ bassi azzoppando la produttività in quasta fascia. Esempio: quando posso mi siedo in una stanza vuota e mi metto ad ascoltare musica godendo al pensiero che sto recuperando sul divario salariale col mio capo. I miei colleghi fanno lo stesso, mio fratello in banca idem. Inoltre si comprime la gran parte della popolazione lavorativa per i quali (compreso me) un incremento del reddito al margine si tradurrebbe in incrementi di consumi. Se riuscissi a guadagnare cento euro in più al mese comprerei piu’ musica, libri ed andrei a nuoto perché ho problemi di schiena ma al momento non me lo posso permettere. Il mio capo che se ne fa di cento euro in piu’ quando ne guadagna gia’ seimila e passa? Cordialmente, Pierre Giorgi
    • La redazione Rispondi
      Se è per quello ci sono differenze non da poco anche fra stipendi dei docenti universitari e managers. Comunque la proposta del reddito minimo garantito non ha nulla a che vedere con questi divari retributivi. Si tratta solo di prevenire che chi ha salari molto bassi cada in condizioni di indigenza.
  8. Vito Piepoli Rispondi
    Giusta la proposta del reddito minimo garantito. Resta da capire dove s'intendono inserire questi cittadini. Se nel mondo del lavoro oppure nella società civile (dalla quale quindi si esclude la società incivile o malavita). Premesso che non credo ci si riferisca alla prima opzione, vorrei soltanto far presente che se una condizione di sociabilità fosse garantita da questa proposta credete veramente la società incivile, rappresentata a tutti i livelli politico-economici, si lascerebbe scappare le masse sempre più cospicue di poveri (assoluti e relativi) che sono alla base del loro potere? La storia del Mezzogiorno dovrebbe forse insegnare qualche cosa sulla reale fattibilità, al di là del dato economico, di questa proposta civilizzatrice. Certo poi bisognerebbe anche evitare che la gente spenda tutti i soldi in oggetti alla moda, che nella maggior parte dei casi non appartiene alla produzione nazionale e quindi non si riuscirebbe se non ad innescare per lo meno a rimpinguare il flusso di reddito speso verso le nostre produzioni....ma questo credo sia un altro discorso. La questione principale credo sia proprio una volontà politica molto carente. P.S. Che relazione ha questa sua proposta con la legge d'iniziativa popolare sul reddito minimo d'inserimento, portata avanti dai DS, che giace in Parlamento?
    • La redazione Rispondi
      Il reddito minimo di inserimento è stato "sperimentato" malamente nella scorsa legislatura ed era rivolto principalmente ai giovani. Non sostituiva le altre prestazioni, come qui proposto. La proposta di legge in questione mantiene questa impostazione e si base sull'autocertificazione anzichè su di accertamenti da parte delle amministrazioni che erogano il sussidio.
  9. rob Rispondi
    Trovo il reddito minimo garantito iniquo, inutile e pericoloso. Iniquo perche' sarebbe percepito da proprietari di case, con modestissima pensione di commerciante e milioni in Svizzera, oppure da disoccupati figli di famiglia agiata. Mentre non andrebbe al semplice lavoratore stipendiato, inquilino. Inutile perche' i 400 euro proposti finirebbero dritti in tasca ai commercianti, che potrebbero alzare cautamente i prezzi come hanno sempre fatto in presenza di aumenti salariali. Pericoloso perche' il solo modo di finanziarlo e` quello di aumentare ulteriormente le tasse, fra le piu' alte del mondo, a cui siamo soggetti, mentre l'Europa intera (dalla Scandinavia alla Germania) le riduce. Sarebbe invece interessante un Servizio Minimo Garantito, dove pasti, alloggio e cure di base vengono forniti gratuitamente in strutture idonee. Non provoca inflazione non iniettando nuova liquidita`, non teme abusi perche' i falsi poveri non sarebbero interessati (a differenza dei 400 euro che vengono sempre bene) e non richiede complessi accertamenti patrimoniali, essendo aperto a tutti.
    • La redazione Rispondi
      Lei dimentica che i) il reddito minimo garantito è sottoposto a prova dei mezzi e, dunque, non andrà alle categorie da lei menzionate, e ii) è associato anche a prestazioni in natura (tipo pasti) che non possono comunque essere fornite indiscriminatamente, come lei propone, perchè fonte di sprechi e perchè le esigenze di minori, non autosufficienti, etc. sono molto diverse. Inoltre non vedo perchè i suoi servizi, a differenza del RMG, non richiederebbero aumenti di tasse. Peraltro non indispensabili. Basterebbe riequilibrare la spesa sociale.
  10. Sospiro Rispondi
    Egregio Prof. Boeri posto che sono d'accordo circa il Rmg mi domando se in realtà, sia in ambito europeo sia nei diversi stati membri, si vada in una direzione opposta rispetto a ciò che lei indica nell'articolo. Infatti la mia sensazione è che si tenda sempre più a limitare i diritti maturati nel mercato del lavoro da parte degli individui e trasferirli invece verso quelli di cittadinanza. Ciò permetterebbe, in un constesto di sempre maggiore presenza di immigrati, in Italia così come in Europa, di eliminare i problemi "fastidiosi" della precarietà così come della coesione sociale e quindi del conflitto sociale. Di fatto mettendo alla porta gli immigrati dal welfare europeo. Ciò garantisce una riduzione del conflitto sociale e un maggiore consenso elettorale. Inoltre i lavoratori immigrati sono sicuramente più deboli nel mercato del lavoro e non hanno la capacità di farsi sentire nella cosiddetta "cabina elettorare". La prego di non considerarla una provocazione piuttosto, credo, come una costatazione della realtà degli ultimi anni in Italia così come in altri paesi europei (es. Francia) dove le manifestazioni sono sempre più caratterizzate da una minore partecipazione ma più radicalizzate. Nella speranza di essere stato chiaro.
  11. Civic Rispondi
    Gentile prof. Boeri, sono d'accordo con lei ma le sue proposte sono valide in teoria, nella pratica avvanteggerebbero i più ricchi. Faccio parte di una famiglia con 2 redditi da lavoro dipendente, arriviamo senza agi alla fine del mese. Eppure per lo Stato, siamo ricchi, ricchi. Il suo RMG andrebbe a finanziare i "poverelli", i commercianti, i lavoratori in nero, le migliaia di titolari di ditte individuali. Ma lei l'ha mai letto un bilancio di un'impresa italiana? Fa ridere! Il vero problema della finanza pubblica in Italia è l'emersione della base imponibile! Senza risolvere prima questo nodo le sue tanto auspicate riforme sarebbero inutili, anzi dannose, perché andrebbero a favore di tutti quei poveretti con BMW e casa al mare (e ce ne sono tantissimi mi creda). Troppe distorsioni e ingiustizie. Mi piacerebbe una sua risposta in merito. Con stima, suo Civic
    • La redazione Rispondi
      L'economia sommersa non esiste solo in Italia. Anche in paesi con un'evasione fiscale più estesa della nostra esistono redditi minimi garantiti. Sono stati sperimentati anche in paesi molto più poveri, in America Latina. Si tratta di fare accertamenti delle disponibilità andando al di là delle dichiarazioni dei reddditi, ma analizzando i consumi e i beni di proprietà delle famiglie che fanno richiesta del trasferimento. Cordiali saluti
  12. Alberto Rispondi
    Il reddito di ultima istanza deve servire per aiutare l 'industria ad avere lavoratori a costo zero o a costi Cinesi, solo così l'Italia può ripartire. Mi spiego: dare 300euro a chi non lavora, dare 700-800 euro (lo stato finanzia con sgravi fiscali) all'azienda che dà lavoro a un disoccupato, o una persona in mobilità. Dove trovare i soldi? Aumento tasse 2ª casa, attuali ammortizzatori sociali e aiuti alle aziende riformati, aumento del Pil da esportazione perchè le aziende si trovano ad avere lavoratori a costo dimezzato. Questo è il nuovo miracolo economico, sostenere disoccupati e aziende in un colpo solo, aumentando il know-out nazionale. Meditate, fate due conti e poi ditemi cosa risulta. Saluti
  13. Matteo Olivieri Rispondi
    Osservando i dati proposti nell'analisi citata dal prof. Boeri ci si accorge, dall'esperienza di spesa e di reddito di un normale cittadino, di come oltre alla fascia di povertà spesso causata dalla mancanza di un lavoro ne esiste un' altra dovuta all'erosione del potere di acquisto ed un'altra ancora dovuta ai casi particolari. Con ogni evidenza se si parla di Reddito minimo garantito è necessario semplificare sui criteri di selezione: il disoccupato proprietario di un immobile è povero per la mancanza di liquidità che spesso non apre prospettive di investimento in formazione, attenzione alla professionalità o semplice spirito di iniziativa nella ricerca del lavoro. Il meccanismo di perequazione su base locale inserirebbe un ulteriore semplificazione nei criteri, delegando le amministrazioni locali nell'erogazione e nel cofinanziamento delle condizioni disagiate, frenando la bieca assistenza con una riduzione dei premi. L'esclusione delle altre due fasce di povertà si potrebbe limitare con interventi diversi, con i patti per l'affitto comunali e misure che limitino l'erosione del potere d'acquisto. Infine ricordo che tra i tanti motivi per cui nell'Occidente del mordi e fuggi, dell'evasione e della poca legalità (non a caso sono Italia e Grecia gli unici due paesi a latitare sul rmg) la disponibilità di poveri perchè senza alcun reddito fa comodo a chi si arricchisce sul lavoro nero, sulle attività malavitose e su ogni genere di posizione dominante nella contrattazione del salario. Dare a queste fasce una possibilità di integrazione o sussistenza limitirebbe più di ogni altro strumento il ricorso al cappio al collo. Auguri prof. Boeri, auguri rmg
  14. Olimont Rispondi
    Egregio Prof. Boeri, condivido senza riserve l'idea esposta nel Suo articolo, ma Le segnalo l'eterno e anomalo problema italiano, quando si tratta di attribuire benefici (o esenzioni) economiche legate al reddito: l'evasione e elusione fiscale, concentrata nelle ben note categorie, che porta come conseguenza non solo un minor gettito fiscale, ma anche una sperequazione nell'attribuzione dei benefici che facilmente possono essere attribuite in modo distorto (vedasi chi sono gli aventi diritto ai posti gratuiti negli asili). E' quindi un cane che si morde la coda: chi evade "sembra" più povero e riceve benefici. Chi è "inchiodato" dal lavoro dipendente, guadagna di meno, paga più tasse e corre il rischio di "finanziare" strumenti di sostegno economico che vanno a.... chi evade le tasse e appare povero o nullatenente. Quindi gli strumenti di sostegno economico basati sulla rilevazione del reddito non possono correttamente operare senza una contemporanea, sostanziale (e improbabile) riduzione dell'evasione fiscale.
  15. Alberto Lusiani Rispondi
    Ritengo che le disuguaglianze relative di reddito siano artificialmente gonfiate dalla natura duale dell'economia italiana, dove redditi e costi della vita variano di un fattore circa due tra Nord e Sud. In questo modo molti redditi meridionali gonfiano artificialmente in numero dei poveri, calcolato in rapporto al reddito medio nazionale, pur assicurando un tenore di vita medio se confrontato col reddito medio della regione di residenza. Sarebbe meno fuorviante calcolare le disuguaglianze relative di reddito in aree piu' omogenee, e quindi separando nord e sud d'Italia. Differenze geografiche di reddito e costo della vita esistono anche in altri paesi europei, ma in Italia sono ampiamente maggiori per entita' e come percentuale di popolazione coinvolta. Riguardo al reddito minimo garantito, si tratta di una buona intenzione destinata pero' ad avere conseguenze perverse in Italia, dove verrebbe fissato da politici e sindacalisti ad un livello uguale per tutti, come gli stipendi degli insegnanti statali, con la conseguenza che - a sud incentiverebbe ancora piu' di oggi il ricorso al lavoro nero, con conseguente evasione fiscale e contributiva - a nord sarebbe insufficiente Il reddito minimo garantito risponderebbe ai bisogni reali dei cittadini solo se fossero soddisfatte diverse condizioni: - dovrebbe essere ridotta la diffusione dell'illegalita', del lavoro nero, e dell'evasione fiscale e contributiva, che impedisce di distinguere i poveri veri dalla massa dei ricchi evasori - il livello del reddito minimo dovrebbe essere commisurato al costo della vita locale e non dovrebbe disincentivare la ricerca di un'occupazione - la gestione dovrebbe essere regionale (o provinciale) e finanziata localmente, per contrastare la tentazione di usare finanziamenti statali, pagati da altre regioni, per sovvenzionare propri falsi poveri locali (che sono veri elettori).
  16. Antonio Piccolo Rispondi
    Gent.mo Professore, la sua proposta valida moralmente, presenta molti problemi e rischi. Intanto mi sembra diseducativa nei confronti dei giovani. Per quale motivo un giovane del sud dovrebbe cercare un lavoro al nord a 800 euro al mese quando potrebbe starsene a casa senza far nulla mantenuto dai genitori magari a loro volta in pensione? Mi è stato riferito che nei paesi mitteleuropei che Lei cita vaste masse di giovani maghrebini poco inseriti vivono senza far nulla a spese dello stato creando i ben noti disordini che abbiamo visto recentemente in Francia. E possiamo immaginare cosa succederebbe nel nostro meridione patria delle pensione false e di tanta ben nota illegalità. Invece io penso che sia necessario sostenere massicciamente con forti detrazioni fiscali le famiglie, soprattutto quelle numerose, che pagano le tasse regolarmente magari tenendo conto di fattori importanti come la casa in proprietà vero spartiacque tra benestanti e poveri.
    • La redazione Rispondi
      Grazie per il suo commento. Il livello basso del sussidio (serve a innalzare il reddito di un individuo a 400 euro, quindi può essere anche di pochi Euro) e le politiche di attivazione servono proprio a impedire che il sussidio possa scoraggiare la ricerca di lavoro. Non vedo peraltro masse di giovani meridionali che vanno oggi al Nord in cerca di lavoro. Semmai rimangono a casa coi genitori, l'unico ammortizzatore sociale di cui oggi dispongono.
  17. Simone Sereni Rispondi
    Gent.mo prof. Boeri, Rmg o meno, la riforma del sistema di welfare verso una riduzione dello sbilanciamento a favore degli over 60 mi sembra drammaticamente urgente. Forse perché ho 33 anni… Per mera esperienza personale, legata alla mancata iscrizione di mio figlio ai nidi comunali, ho però un dubbio sui vantaggi da concedere ai cosiddetti nuclei monoparentali in genere. Mi perdoni se sconfino un po’. Si tratta di una condizione altrettanto difficile (mi dicono alcuni esponenti delle istituzioni) da rilevare di quella relativa alle case di proprietà (ad avercela!) che esponeva più sopra. È vero che generalmente si tratta di famiglie in situazione di disagio, nel caso di ragazze-madri o ragazzi-padri in specie che meritano cura e tutele, ma spesso si tratta di coppie di fatto che, almeno reddito alla mano, non avrebbero affatto bisogno di essere sostenute e potrebbero arrangiarsi diversamente (vale per gli asili ma credo anche per il Rmg). Che però dichiarano di essere “soli” ed avere, per es., figli carico. E quindi usufruiscono di servizi (o sussidi) pubblici che potrebbero invece essere determinanti per altri cittadini o famiglie in condizioni di disagio che ne restano escluse. Che ne pensa? Come aggirare questa lacuna tecnica (e culturale)? Grazie
    • La redazione Rispondi
      La concessione del rmg e subordinata a prova dei mezzi che terrà conto delle effettive disponibilità delle famiglie monoparentali. Il livello basso del trasferimento esclude, credo, la possibilità che questo possa incentivare in modo significativo la struttura dei nuclei famigliari. Cordiali saluti
  18. Ugo Celauro Rispondi
    Egregio prof. Boeri, ci spiega perché chi ha solo un reddito deve pagare imposte con percentuali a 2 cifre, mentre chi ha un patrimonio di pari valore deve pagare un'Ici al 7 per mille? Non sarebbe meglio equiparare il reddito al patrimonio, sommarli entrambi e sottoporre il totale ad un'unica aliquota? Per equiparare il reddito di qualsiasi origine al patrimonio, basterebbe depurarlo delle spese di produzione ed ottenere un netto da considerare incremento patrimoniale e, quindi, omogeneo al patrimonio preesistente. Quanto deve durare ancora questo disordine nella gestione delle imposte? Sarebbe un grande passo in avanti risolvere prima di tutto il problema del prelievo fiscale, escludendo considerazioni che sono da prendere in esame solo dopo avere risolto in maniera equa la questione di base, cioé dove prendere i soldi.
    • La redazione Rispondi
      Si trova sempre una scusa per non intervenire a favore dei poveri. Ricordo che si poteva finanziare l’rmg rinunciando al secondo modulo della riforma fiscale. Bene comunque aumentare la tassazione delle rendite finanziare e rivedere gli estimi catastali.
  19. Ugo Celauro Rispondi
    Egregio prof. Boeri, ci spiega perché chi ha solo un reddito deve pagare imposte con percentuali a 2 zeri, mentre chi ha un patrimonio di pari valore deve pagare un'Ici al 7 per mille? Non sarebbe meglio equiparare il reddito al patrimonio, sommarli entrambi e sottoporre il totale ad un'unica aliquota? Per equiparare il reddito di qualsiasi origine al patrimonio, basterebbe depurarlo delle spese di produzione ed ottenere un netto da considerare incremento patrimoniale e, quindi, omogeneo al patrimonio preesistente. Quanto deve durare ancora questo disordine nella gestione delle imposte?
    • La redazione Rispondi
      Ma quante volte dovremmo tassare il patrimonio? Tutti gli anni? Non capisco. In ogni caso non c'è bisogno di introdurre nuove tasse per finanziare il RMG.
  20. Giorgio Andretta Rispondi
    Sono nauseato a forza di ripetere la proposta del Reddito di Cittadinanza che si trova all'interno del progetto "Antropocrazia". Compulsabile sul sito www.bellia.com fino dal lontano 1992, adesso T. Boeri ha scoperto l'acqua calda, Vi ringrazio per avermi risposto solertemente a tutte le mie indicazioni, ma forse non merito la stessa attenzione di Boeri!
    • La redazione Rispondi
      Quello proposto non è il reddito di cittadinanza. Costerebbe troppo!