Più ricerca e più brevetti per far tornare l’Italia a innovare e a crescere: ecco uno dei luoghi comuni del dibattito pubblico di questi anni. Ma, per incoraggiare ricerca e innovazione privata, lo Stato non deve buttare soldi in nuovi incentivi a pioggia mai sottoposti a valutazione. Meglio dare la possibilità a chi ha buone idee e pochi soldi di sperimentarle. Tenendo presente che ci vogliono lavoratori e imprese con caratteristiche diverse da quelle di oggi. Di sicuro, questi problemi strutturali non sono stati nemmeno scalfiti dalle politiche di incentivazione (come i sussidi all’acquisto dei PC) degli ultimi anni. Finanziare la ricerca accademica per produrre “campioni”, non per compiacere criteri burocratici, politici o geografici: questa è la semplice regola da seguire per il neonato Consiglio Europeo della Ricerca.

Mario Draghi è stato nominato dal Governo alla guida di Banca d’Italia. Ha un compito molto difficile davanti nel far recuperare credibilità e affidabilità al nostro sistema bancario. A lui vanno gli auguri della redazione de lavoce.info.

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