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  1. Michele Rispondi
    Il problema principale del quale non si parla mai non è tanto l'entità delle pene o il fatto che alcuni reati non siano perseguibili d'ufficio, ma il fatto che la maggior parte vanno in prescrizione perchè con la nuova legge sono stati ridotti i tempi per la prescrizione e, visti i tempi ridotti, i tribunali non fanno quasi mai in tempo ad emettere una sentenza.
  2. Marco Solferini Rispondi
    Premesso che sono compeltamente d'accordo con quanto l'Autore del testo ha riportato, centrando in piena sintesi un nodo cruciale dell'evoluzione della finanza capitalistica Italiana, ma l'interrogativo più concreto sarebbe, a mio profano avviso: "come mai se un pool di economisti e giuristi è in grado, attraverso un project work, di identificare le linee portanti delle fratture del sistema e di proporre valide alternative di riforma, codeste non sopraggiungono, dall'apparato legislativo, inteso non come maggioranza di Governo a scopo politico elettorale, ma come Istituzione, a ritroso nel tempo finanché a un prevedibile prossimo futuro?" Ciò che è veramente scandaloso non alberga unicamente nei grandi nomi della finanza post crack finanziari, ma anche nel più piccolo dove (vedasi Nuovo Mercato) non sono mancate situazioni agli antipodi con il concetto di legalità. Spesso si svolgevano e continuano a svolgersi alla luce del giorno, quasi come un dogma di predestinazione. Il nostro Paese applica rigorosamente la logica del social network (innumerevoli periodici economici europei hanno pubblicato si questo aspetto) nell'allocazione delle poltrone nei cda, questa logica che di per sè, quantunque da molti criticata, anche con autorevolezza, per certi versi, non è a mio avviso condannabile in toto "senza ma e senza se" nell'ottica di salvaguardare la stabilità di un certo mercato, ma ha inevitabilmente delegittimato una parte del potere legislativo arrivando a influenzarlo. Il Parlamento Europeo, nella Direttiva sul Market Abuse, ha delegato importanti funzioni a due comitati di tecnici, esterni all'apparato legiferante, la mia domanda è: non è possibile, proponibile, auspicabile e meritorio fare altrettanto in Italia?
  3. Federico Parmeggiani Rispondi
    Effettivamente c'è di che scandalizzarsi nel constatare quanto poco sia stato fatto per accrescere la stabilità del mercato e la deterrenza del diritto penale societario all'indomani del più grande scandalo finanziario degli ultimi anni. Desta ancor più sorpresa se si confrontano le pene previste dalla legislazione italiana con quelle del sarbanes-oxley act emanato all'indomani del caso enron. Del resto non c'è molto da stupirsi di ciò se per un istante si medita sul costante e patologico ritardo proprio del nostro diritto dei mercati finanziari rispetto a quello degli altri paesi a capitalismo avanzato, soprattutto in una prospettiva di enforcement e di repressione degli illeciti. Prima della riforma sul market abuse chi integrava una condotta di insider trading (magari guadagnandoci milioni di euro) poteva agevolmente monetizzare la propria pena detentiva, facendo scadere la sanzione pecuniaria conseguente a mera voce di rischio. Siamo il paese che fino all'anno trascorso non conosceva condotte illecite complesse quali lo "scalping" ed ancora oggi fa molta fatica ad inquadrarle compiutamente nel suo corpus legislativo. Tale quadro è reso ancor meno esaltante se si considera la tendenziale difficoltà che incontra lo sstrumento della sanzione penale e la procedura ad esso connessa a dispiegare una deterrenza incisiva e soprattutto immediata. Tant'è che molti altri ordinamenti le attribuiscono un raggio d'azione limitato ai soli casi più gravi ed eclatanti. In questa poco edificante cornice, dal momento che l'aggiornamento di una legislazione penale in Italia conosce tempi generalmente biblici (e quando non li conosce spesso è peggio), l'unica speranza residua consiste nel potenziamento delle autorità di vigilanza, del loro apparato di enforcement ed in particolare della loro facoltà (allo stato ancora embrionale) di potere irrogare direttamente sanzioni di carattere amministrativo per gli illeciti inerenti ai mercati finanziari. Speranza tenue ma realizzabile.