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  1. Anna Leo Rispondi
    La conferenza di Honk Kong è sicuramente un punto cruciale nella storia dell’OMC, non tanto per i risultati che ne potranno derivare su di un piano sostanziale, quanto, proprio per sancire o meno il declino del “multilateralismo “. Un settore, in particolare, merita di essere considerato: la liberalizzazione dei servizi bancari. Se è vero che vi sono servizi, cosiddetti essenziali, che non possono per loro natura uscire al di fuori dell’alveo statale, nell’ambito dei servizi bancari, i traffici internazionali rendono l’approccio multilaterale necessario. La parola d’ordine oggi è internazionalizzazione delle imprese. Un’azienda, che si appresta ad effettuare un Investimento Diretto Estero in un paese emergente, ha bisogno di trovare qui un sistema finanziario stabile, in grado di rispondere alle sue particolari esigenze con adeguati servizi finanziari. A fronte di cio’, non possiamo negare che i sistemi bancari di molti paesi “obiettivo” per le nostre aziende, sono ad uno stadio primitivo: fortemente ancorati al settore pubblico, con conseguente distorsione nell’allocazione delle risorse, alti problemi di liquidita’, alto costo degli investimenti per le SMEs e, da ultimi, scarso Know How e assenza di personale manageriale competente. In questi casi specifici, un approccio multilaterale che ponga le basi per una liberalizzazione effettiva del sistema bancario, e solleciti la presenza diretta e indiretta di banche straniere, quali portatori di know how, non potrebbe’ che portare a benefici diffusi per tutti... (la stessa storia del nostro paese ci insegna cio'!) Un sistema bancario evoluto è, infatti, il presupposto per la crescita imprenditoriale di un paese. Questo è tanto piu’ vero, dal momento che lo sviluppo economico di un paese e il “suo stato di salute” si misurano oggi, soprattutto, dalla percentuale di IDE che lo stesso riesce ad attrarre. Ai posteri l’ardua sentenza.