Con l’approdo al Senato della nuova legge elettorale, è assai probabile che andremo a votare alle prossime politiche con un sistema di tipo proporzionale. Chiunque vinca, ne andrà di mezzo la governabilità del Paese, con coalizioni ancor più frammentate e rissose e rischi di superamento del bipolarismo. Ma c’è di più: non ci sarà selezione della classe politica da parte degli elettori. Le liste bloccate stimolano campagne elettorali svincolate dal territorio e polarizzate sul sistema televisivo, un male in sé vista la forte componente ideologica e priva di contenuti concreti della comunicazione televisiva. E la nuova legge elettorale è internamente contraddittoria, non consentendo in certe condizioni un’assegnazione univoca dei seggi ai partiti.
L’altra grande novità del sistema politico italiano è rappresentata dalle primarie, per quanto concerne la scelta dei candidati. Quelle del centro-sinistra sono state presentate come un successo. Ma l’analisi dei dati svela alcuni risultati inattesi.

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