Nella legge elettorale italiana c’è una grave anomalia tecnica nel meccanismo di assegnazione dei seggi per la parte proporzionale. Per alcuni esiti delle votazioni, la procedura può dare un risultato contraddittorio. Può infatti attribuire a una lista più (o meno) seggi di quelli che la lista ottiene per effetto di altre disposizioni della stessa legge. La riforma proposta dalla maggioranza non risolve il problema. Anzi, le probabilità di errore aumentano. E le “correzioni” ipotizzate, ammesso che siano efficaci, non bastano a garantire il requisito di proporzionalità.

È un difetto tecnico non trascurabile il fatto che una legge elettorale, per alcuni esiti delle votazioni, non sia in grado di ripartire i seggi. Abbiamo cercato di illustrare le gravi conseguenze del “baco” presente nella vecchia e nella “nuova” legge elettorale italiana tramite un esempio semplice nel nostro articolo su lavoce.info (“Legge elettorale con paradosso“). Alcuni l’hanno interpretato come un’arguzia matematica. Invece si possono costruire numerosi esempi su scala reale, con le ventisei circoscrizioni italiane e a partire da distribuzioni di voti simili a quella espressa per la parte proporzionale nelle elezioni per la Camera del 2001. E le contraddizioni possibili non si limitano a quella già descritta.
D’altronde, i legislatori stessi si sono accorti del “baco”, visto che nella proposta di riforma elettorale approvata alla Camera è stata introdotta una procedura di “correzione” tramite trasferimenti di seggi tra partiti in eccesso e in difetto. Peccato che la procedura non sempre funzioni perché opera un riequilibrio dei seggi che si basa esclusivamente sulle parti decimali.

Esempi realistici

Nel Quaderno del Dipartimento di Statistica n. 21/2005 – A (scaricabile dal sito del dipartimento http://w3.uniroma1.it/dspsa/) vengono presentati alcuni esempi “realistici” di come, applicando la procedura indicata nella proposta di riforma, si cada in varie forme di contraddizione. Ad esempio:

· la somma dei seggi assegnati a una lista (o coalizione di liste) nelle circoscrizioni è superiore al numero di seggi assegnati alla stessa lista nel computo a livello nazionale e la procedura di “correzione” non è sufficiente per risolvere questo problema;

Leggi anche:  Con il coronavirus sale lo share dei Tg

· la somma dei seggi assegnati a una lista (o coalizione di liste) nelle circoscrizioni è inferiore al numero di seggi assegnati alla stessa lista nel computo a livello nazionale, e alla lista (o colazione di liste) in questione è già stato attribuito un seggio in base alla parte decimale del quoziente in ogni circoscrizione in cui si presenta.

Se poi il legislatore pensa che, aggiungendo o omettendo alcune parti nel meccanismo di “correzione” proposto, si possa giungere a una procedura “funzionante”, ossia in grado di sistemare eventuali conti che non tornano, è da sottolineare che questo comunque non basta a garantire il requisito di proporzionalità, secondo il quale la ripartizione dei seggi deve ricalcare il più possibile la distribuzione dei voti. In altre parole, se l’obiettivo è una rappresentanza proporzionale, si può sicuramente fare di meglio.
Ci è stato chiesto di caratterizzare tutti quei casi in cui si verificano le anomalie in questione, o almeno di valutarne la probabilità di occorrenza. Si tratta di questioni molto interessanti dal punto di vista matematico ed entrambe di non facile soluzione. In linea generale, nel verificarsi dell’anomalia, conta una particolare concentrazione dei voti di una lista in alcune circoscrizioni e una differenza significativa del rapporto voti su seggi nelle diverse circoscrizioni. Questo tipo di situazioni può essere determinato per effetto di liste con forte valenza regionale, per una disomogenea concentrazione geografica dell’assenteismo e del voto di protesta, per effetto di soglie di sbarramento che tagliano fuori dal computo dei seggi liste locali.
In ogni caso tra una procedura corretta, che riesce sempre a ripartire i seggi, qualunque sia la distribuzione dei voti espressi dai cittadini, e una procedura che, a fronte di alcune distribuzioni di voti, si accontenta di rattoppi non sempre efficaci, voi quale preferireste?

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Leggi anche:  Dati sul Covid: possiamo fidarci dei paesi autoritari?