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  1. Alessandro Abati Rispondi
    In merito alle misurazioni cui ci si appoggia per supportare e dimensionare correttamente natura e misura dei recenti periodici salvataggi di Alitalia c’è il parametro del numero dei dipendenti, in relazione ad altre compagnie di bandiera. La Quantità. Ci si concentra troppo sul costo unitario del dipendente Alitalia e meno sul fattore Qualità, che andrebbe considerato come un “peso specifico” medio positivo capace di alleggerire il rilancio (meglio “decollo”) di un nuovo piano industriale. Un parametro che dovrebbe attenere direttamente alla capacità professionale, produttività e motivazione media del personale che rimarrà in azienda e non tanto della % di personale che verrà tagliato. In una società di servizi, dovrebbe essere la qualità della spesa (personale=risorsa) a poter trasformare la spesa stessa in un asset/investimento. Per assurdo, se fossero tutti altamente produttivi e motivati la medesima quantità di personale potrebbe risultare un fattore competitivo.
  2. Italo Balzano Rispondi
    Ho letto il suo articolo sull'Alitalia e lo trovo parziale nell'analisi. La questione è eccessivamente lunga da analizzare in questa sede ma la invito a riflettere sull'etica di far pagare pochi spiccioli, ad una compagnia aerea straniera, di tasse aeroportuali mentre si tartassa la mammella Alitalia. E' questa la concorrenza che lei auspica?. La invito ad informarsi sui trattamenti che gli aereoporti fanno alle compagnie Low Cost straniere e confrontarli con quelle fatte ai nostri campioni nazionali. Con stima. Italo Balzano
    • La redazione Rispondi
      Gentile sig.Balzano, la questione mi sembra questa: il motivo per cui molti aeroporti minori sussidiano le compagnie low cost è semplice. Fanno contratti per avere assicurati in cambio rilevantissimi flussi di traffico per X anni, che queste compagnie gli possono garantire proprio grazie alle basse tariffe. Traffico significa sviluppo economico, e gli enti locali buttano montagne di denaro (spesso) per progetti di sviluppo con risultati molto più incerti. Ma traffico significa soprattutto ricavi "lato terra": parcheggi, ristoranti ecc. Quindi non hanno nessun motivo di discriminare: fornirebbero quei sussidi a chiunque gli offrisse le stesse garanzie di traffico, e il mercato non viene affatto alterato. Perchè non ci prova anche l'Alitalia (che anzi certamente sarebbe favorita, dato le migliori connessioni di cui dispone....). Quindi l'azione contro i "sussidi" aeroportuali non è che un'ennesima iniziativa delle inefficienti compagnie di bandiera contro la concorrenza (anche per Charleroi è stato così....). Truly MP