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  1. Claudio Resentini Rispondi
    La riflessione sulla instabilità delle politiche sociali italiane richiama inevitabilmente un'altra instabilità: quella del lavoro. Lavoro, assistenza e proprietà: dai tempi della Rivoluzione Francese sono le tre modalità attraverso le quali viene assicurata la protezione sociale degli individui negli stati moderni. Se il lavoro si precarizza, le misure assistenziali dovrebbero essere stabili, o viceversa, altrimenti è un guaio serio per la maggior parte delle persone. A meno di ipotizzare una "repubblica di proprietari", ma credo che neppure nei mitici USA, dove pure è stato parte del vecchio sogno americano e del mito della frontiera, esista ancora qualcuno che creda a certe favole... Cordiali saluti.
  2. Alberto Lusiani Rispondi
    Le politiche per la famiglia dello Stato italiano sono ridicole, e il governo Berlusconi ha fatto solo poco meglio di quelli dell'Ulivo. In ogni caso, finche' i contributi statali in termini di deduzioni fiscali e sussidi non diventano almeno confrontabili con i livelli tedeschi e francesi, che se non erro sono intorno a 3000 euro per anno per figlio, non vale nemmeno la pena di discutere: lo Stato italiano e' contumace. I provvedimenti presi negli ultimi 40 anni sono solo ridicoli espedienti elettorali, come del resto gran parte della restante spesa pubblica.
  3. alessia vescovi Rispondi
    Ho letto con molto interesse il vostro articolo sui bonus bebè e mi sono arrabbiata ancora di più nei confronti dei nostri "governanti"! Mi chiedo: ma dove vivono questi signori? Li conoscono i costi di una retta all'asilo nido o scuola materna?I costi dei pannolini? E di tutto quello che serve ad un bimbo piccolo? Elargire questi bonus è una pura follia. Non servono a nessuno e tanto meno a chi ne ha veramente bisogno. Non ci si deve poi stupire se in Italia non si fanno figli (al massimo 1) e se la partecipazione femminile al lavoro è ai minimi livelli. Molti cordiali saluti Alessia Vescovi