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Tremontix

Venerdì sera è andata in onda la prima puntata della trasmissione di approfondimento su temi di politica economica (Economix) cui collabora lavoce.info. In quella occasione il Ministro Tremonti ha messo ripetutamente in discussione la qualità delle nostre analisi. Purtroppo non ci è stata data la possibilità di replicare alle affermazioni del Ministro. Lo facciamo qui.

Venerdì sera è andata in onda la prima puntata della trasmissione di approfondimento su temi di politica economica (Economix) cui collabora la redazione de lavoce.info. In quella occasione il Ministro Tremonti ha messo ripetutamente in discussione la qualità delle nostre analisi. Purtroppo non ci è stata data la possibilità di replicare alle affermazioni del Ministro. Lo facciamo qui sotto.

Ottimismo condiviso?

Secondo il Ministro l’Europa ha sempre approvato le previsioni (rivelatesi poi eccessivamente ottimistiche) sull’economia italiana presentate dal nostro Governo. Riportiamo qui sotto i giudizi espressi dalla Commissione Europea sulle previsioni di crescita del nostro esecutivo, giudizi formulati nel commento ai programmi di stabilità presentati dal nostro Governo.

2002-3: “Nel medio periodo, lo scenario macroeconomico disegnato nel programma non sembra improntato alla cautela che dovrebbe essere alla base di una strategia di bilancio prudente. Prevalgono i rischi di risultati peggiori del previsto. Il ritmo della ripresa previsto per il 2003 è abbastanza superiore a quanto comunemente pronosticato al momento attuale, ma più critico è il fatto che si presuma che dopo il 2003 la crescita salirà al 3% circa su base annua, il che presuppone ipotesi particolarmente ottimistiche sui fattori di crescita sottostanti e in particolare sull’andamento del mercato del lavoro. “

2003-4: “Lo scenario macroeconomico del programma si presenta ottimistico, prevedendo un andamento della crescita potenziale basato su ipotesi particolarmente favorevoli soprattutto per quanto riguarda il contributo di capitale….La Commissione preferisce invece una valutazione più prudente, prevedendo per i prossimi anni, una crescita potenziale della produzione pressoché invariata, all’1,5%.”

La riforma delle pensioni


A parere del Ministro, lavoce.info avrebbe criticato la sua riforma delle pensioni sostenendo che avrebbe comportato un incremento della spesa pensionistica. Lasciamo ai lettori giudicare, rileggendo gli scenari formulati su questo sito. Prevedevamo che fino al 2008 la riforma non avrebbe avuto effetti e che dopo, invece, avrebbe ridotto la spesa ma modificando radicalmente l’impianto della riforma che ha introdotto nel 1996 il metodo contributivo, una riforma che è stata imitata da diversi paesi europei. Le nostre previsioni sono state sin qui confermate dall’andamento della spesa pensionistica, esattamente in linea con il tendenziale. Staremo a vedere cosa accadrà in futuro.

Cosa ne pensano i lettori

Fabio Consolini
12-11-2005
Solidarietà

Commento:
Egregio professore, non sono un profondo conoscitore di economia, ne conosco Lei ne di fama ne di persona.
Concordo con Lei nel suo modo di analizzare le scelte politico-economiche del governo attuale e soprattutto del ministro Tremonti, ministro dell’economia di questa nuova (vecchia) legislatura. Le scrivo per manifestarLe la mai solidarietà ed il mio personale sdegno provato nella “visione” della trasmissione su RAI3 ieri notte. Penso che se Tremonti l’ha offesa ieri sera significa che ha colpito nel segno. Si consoli, se già non lo avesse fatto, da un “trombato-resuscitato” come quel signore se si viene insultati credo debba esserne fiero. Se non altro da una trasmissione come quella di ieri ho tratto un insegnamento …seguire quando posso il sito gestito da Lei e dai suoi collaboratori.
Questo è ciò che penso.
Cordialmente Fabio dalla pr. Ferrara.



Mithenks
12-11-2005
Salotto Tremonti

Commento:
Anch’io ho seguito la trasmissione di ieri sera su RAI TRE, e quello che ho potuto constatare ancora una volta è che il Ministro Tremonti, da buon politico quale è, utilizza il suo tempo più per attaccare che per spiegare, nel tentativo di screditare la sua controparte invece di rispondere alle domande poste. E’ singolare il suo uso sistematico delle espressioni come “chiacchiere da salotto” o “illazioni faziose” nei confronti delle critiche a lui fatte: non credo che ieri sera il Ministro abbia risposto ad una sola delle domande a lui rivolte. Come sempre d’altronde.

 

Due lettori da Chicago
13-11-2005
Solidarieta’ al professor Boeri

Commento:
Caro Boeri,
Vorremmo esprimerle la nostra solidarieta’ per il trattamento che le ha riservato Tremonti. In un paese moderno i politici, specie i ministri, dovrebbero essere abituati e preparati ad avere a che fare con interlocutori intelligenti e documentati. E’ triste constatare che in Italia, almeno nel caso di Tremonti, non e’cosi’, ed e’ frustrante vedere un ministro che sbraita e insulta anziche’ spiegare e chiarire.

 

Florindo De Vincenti
13-11-2005
Trasmissione televisiva Economix

Commento:
Nella notte fra venerdì e sabato ho assistito su rai tre alla trasmissione Economix condotta da Myrta Merlino che ha suscitato in me, e credo in chiunque abbia seguito il programma, una così vasta gamma di sentimenti come non era mai successo prima.
I sentimenti sono stati inizialmente di sorpresa, poi di crescente stupore che si è trasformato in incredulità per sfociare nel disgusto ed infine in incontenibile rabbia.
La cosiddetta, eufemisticamente, trasmissione televisiva di approfondimento è stata un lungo comizio o spot pubblicitario del ministro (sic!) Tremonti, presente in studio, a cui si contrapponeva, presumo in veste di interlocutore, il Prof. Tito Boeri in collegamento televisivo.
Non ho assistito a quello che si preannunciava un interessante dibattito ma alla più irreale, onirica, assurda, angosciosa e penosa prova di arroganza, tracotanza , prevaricazione, crassa aggressione verbale che io ricordi, da parte del ministro (sic!) Tremonti nei confronti del Prof. Boeri.
Tutto è accaduto nella più totale indifferenza della conduttrice (sarebbe auspicabile che i conduttori o le conduttrici siano all’altezza degli ospiti invitati) e nella incomprensibile assenza di una pur minima reazione da parte del Prof. Boeri.
Non parliamo poi dei timidi ed imbarazzati interventi di alcuni studenti in studio, visibilmente intimoriti dalla ingombrante e sovrastante presenza del severo ministro(sic!).
Sono un assiduo frequentatore delle trasmissioni rai ed in particolare di rai tre (oltre che di radio tre) e verso puntualmente il canone televisivo in virtù del quale rivendico il diritto a non dover assistere a nauseanti trasmissioni il cui livello è simile a quello delle peggiori trasmissioni delle reti private.
Non ho mai scritto ad organi istituzionali od associazioni per esprimere la mia rabbia e la mia indignazione, ma questa volta ho assistito a qualcosa molto simile ad un incubo che ha prodotto in me un tale turbamento che solo la certezza di un intervento della commissione di vigilanza rai potrebbe lenire.
Confido anche in una risposta da parte della redazione della trasmissione in oggetto e in una presa di posizione da parte di lavoce.info sito che pratico ed apprezzo molto.
Ringrazio per la cortese attenzione.

Leggi anche:  No, la Rai non è la Bbc*

 

Alessandro Sciamarelli
13-11-2005
L’insostenibile maleducazione di Tremonti

Commento:
Vorrei semplicemente dichiarare il mio sconcerto e la mia indignazione per quanto è accaduto durante la prima puntata di “Economix”, il nuovo settimanale di rai3 dedicato ai temi economici, andato in onda venerdì scorso 11 novembre.
Malgrado l’ora tarda, il programma mi incuriosiva parecchio, anche perché era stata annunciata la presenza del ministro Giulio Tremonti. (…)
In ogni democrazia trasparente e civile, un ministro dell’economia dovrebbe essere tenuto a rispondere con correttezza, sia nei toni sia nei contenuti, a chiunque, in un dibattito pubblico, gli chieda di rendere conto del suo operato. Ma lui, evidentemente, ritiene di porsi al di sopra di questa regola non scritta e di non dover spiegare nulla ad alcuno.
Così, anche venerdì sera, invece di confrontarsi civilmente con un interlocutore, ha ritenuto opportuno propinarci i suoi monologhi sullo stato dell’economia italiana infarciti di numeri e di diagnosi piuttosto discutibili, per usare un eufemismo (potrei citare numeri e fatti per pagine intere su questo, ma voi de lavoce.info ne siete in grado meglio di me). Ad ogni sua apparizione in video, egli puntualmente ci illumina ricordandoci che, sostanzialmente, in questi ultimi 5 anni (in cui, lo ricordo, i tassi di crescita di PIL, produzione industriale e produttività del lavoro sono stati i più bassi dell’intera Unione europea a 25) il governo dell’economia italiana è stato nelle mani di tutti fuorché del governo italiano: prima l’11 settembre, poi l’euro, poi i cinesi cattivi, poi chissà cos’altro, eccetera.
Sin qui niente di nuovo, per carità: tutto questo repertorio (di cui il ministro ci omaggia anche nella sua ultima fatica letteraria) ormai lo conosciamo a memoria, benché ogni volta che lo si ascolta occorra una robusta dose di pazienza. Però, e qui sta il “salto di qualità” (!) cui ho assistito venerdì sera, ad un simile livello di maleducazione e di incultura non si era mai giunti. (…)
Non credo che esibizioni e atteggiamenti del genere siano francamente ammissibili altrove nel mondo “civile”: mi viene difficile immaginare un Gordon Brown o un John Snow (ma vale per chiunque ricopra un ruolo istituzionale di pari responsabilità) comportarsi nello stesso modo su una Tv pubblica, permettendosi di insultare gratuitamente per mezz’ora un docente universitario (per giunta non presente in studio), nonché la decenza e l’intelligenza degli spettatori.
Desidero infine esprimere la mia totale solidarietà al Prof. Boeri, il quale comunque già gode del ben più vasto “conforto” che gli deriva dalla verità contenuta nei fatti e nei numeri, e dunque dalla conoscenza delle cose. Mi complimento con lui per la signorilità e la serietà di cui ha dato prova di fronte al comportamento del ministro On. Prof. Giulio Tremonti.

 

Giacomo Dorigo
14-11-2005
Qualità del dibattito e regole ‘logiche’ di base

Commento:
Penso che questo caso di cui si parla nell’articolo sia un esempio di una tendenza generale riscontrabile nei dibattiti pubblici: la totale (o quasi) assenza di uno standard minimo di metodo ‘logico’. Mi spiego. Quando in un dibattito razionale (e un dibattito sull’economia non può che essere tale) uno dei due interlocutori è messo ‘all’angolo’ dalle argomentazioni dell’altro, o semplicemente da domande cui non può o non vuole rispondere, in genere ricorre allo stratagemma di attaccare l’interlocutore o le sue argomentazioni liquidando il tutto con toni denigratori (in gergo si parla di ‘argumentum ad hominem’).
Ora l’utilizzo di tali artifizi retorici dovrebbe squalificare immediatamente chi li usa, non necessariamente mediante l’intervento di un arbitro, ma semplicemente perchè il pubblico dovrebbe essere sufficientemente maturo da accorgersi del tentativo di raggiro. Se il pubblico non ha tale capacità allora significa che nessuno ha fornito all’interno della scuola pubblica gli strumenti necessari a tal fine.

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Per capire cosa io intenda per ‘standard logico minimo’ si può vedere la pagina: http://www.datanation.com/fallacies/index.htm del professor Stephen Downes della University of Alberta, la cui guida potrebbe essere tranquillamente appresa alla scuola media inferiore. Se tutti i cittadini ricevessero una formazione anche minima in materia, a mio parere l’ “avvelenamento” dei dibattiti si ridurrebbe notevolmente. Tutti sappiamo che 2 più 2 fa 4 e chi dice 5 lo reputiamo quantomeno strampalato, se tutti sapessimo che un ‘ad hominem’ è una manipolazione, chi lo utilizza verrebbe percepito per ciò che è: un manipolatore.

 

Dario Dorigo
15-11-2005
Tremonti si rende conto dei suoi fallimenti?

Commento:
Caro Boeri,
malgrado l’orario infame, ho seguito la trasmissione Economix. Grazie al suo aplomb veramente impressionante, e’ riuscito a far emergere l’inconsistenza delle argomentazioni di Tremonti. Complimenti anche alla redazione per aver saputo tenere la barra nonostante l’arroganza del ministro. Alla fine e’ solo riuscito a dimostrare solo la sua incompetenza nel prevedere i risultati economici, e la sua incapacita’ nell’argomentare (a parte le argomentazioni “ad hominem” che sono suonate proprio ridicole).

 

Anonimo
15-11-2005
Tremonti è un economista?

Commento:
Avendo assistito anch’io alla puntata di venerdì sera di Economix mi sono chiesto se Tremonti fosse o meno un vero economista. La risposta a quanto già sospettavo è la seguente: Giulio Tremonti, nato a Sondrio il 18 agosto 1947, si laurea in Giurisprudenza con lode, Università di Pavia.
Curriculum accademico Professore ordinario di Diritto tributario nella Facoltà di Giurisprudenza.
Quindi, tecnicamente parlando non è affatto un economista, ma al massimo un giurista. Ma siamo in Italia e si sa, in fatto di competenze, regna sempre una certa confusione. Vorrei tuttavia ricordare che la differenza (vera) tra un economista e un giurista sta nella matematica, che è totalmente assente nel curriculum di un giurista ma molto, molto presente in quella di un economista (quelli veri, con laurea in Economia).
Del resto questo spiega anche (c’è sempre una spiegazione razionale) il motivo per cui il Bilancio dello Stato italiano è più ballerino di quello di un hedge-Fund.

 

Maria Nocera
16-11-2005
Se pensa che…

Commento:
Gentile prof. Boeri,
pensi solo (un po’ per sorridere, ma forse, anche malinconicamente, per piangere), che il nostro Premier ha deciso di scegliere volta per volta gli interlocutori del Governo che presenzieranno alle trasmissioni serie (per andare da Vespa la Gardini basta e avanza) e Tremonti è tra i preferiti inviati del Cavaliere. Per fare poi le figuracce che ha fatto alla trasmissione a cui Lei ha partecipato con puntualizzazioni efficaci da economista.
Complimenti e non si preoccupi per le invettive. Fatte da alcuni figuri sono uno spasso.
Maria

 

Andrea Fanaroli
16-11-2005
Metterete “economix” online?

Commento:
Vivo all’estero e non ho rai international. Ho visto che LaVoce ha uno spazio “multimedia”. Sara’ possibile vedere on-line la trasmissione Economix?
Inoltre, vorrei dire grazie alla LaVoce e al Professor Boeri per il loro impegno a elevare il dibattito sui temi di politica economica in Italia. Per favore continuate a fare domande scomode e a esporre le contraddizioni dei politici. Grazie alla LaVoce ho anche scoperto che Tremonti non e’ affatto un economista come tante volte ha voluto far credere, ma un tributarista cioe’ un esperto di diritto tributario. Adesso sono chiare tante cose: le previsioni economiche strampalate, l’incapacita’ di tenere sotto controllo i conti pubblici, etc etc.

 

Domenico Ferraro
18-11-2005
Economix

Commento:
Sono uno studente appassionato di economia e anch’io voglio esprimere tutta la mia solidarietà al prof. Tito Boeri. Ancora una volta il “ministro dell’economia” Giulio Tremonti ha dimostrato tutta la sua saccenteria nel parlare di economia, materia a lui completamente sconosciuta. Un tributarista non può parlare di crescita e di finanza pubblica.
Purtroppo, la realtà politica italiana è ancora piena di presunti tecnici.

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E il bonus bebè diventa mini

  1. arnaldo pascoli

    Dopo aver assistito alla trasmissione Economix mi sono rasserenato solo ripensando alla calma anglosassone con cui il prof. Boeri ha replicato alle intemperanze maleducate del ministro in evidente imbarazzo per i temi e i dati proposti.
    l’unica argomentazione a favore di tremonti è la difficoltà del compito di ministro dell’economia, fine.
    Daltronde le proposte “geniali” e gli strumenti d’intervento innovativi che con voce chioccia egli promuove sono sul tappeto da tempo: la banca per il sud per prendere per i fondelli noi meridionali, condoni, farneticazioni sui distretti industriali che dovrebbero operare come un entità unica verso la burocrazia o le banche se non verrano spazzati via prima, colbertismi di ritorno, la riforma pensionistica di cui avete ampiamente detto, prebende di breve periodo alle famiglie piuttosto che coraggiose riforme strutturali.
    Il tutto proposto con la tecnica furba e disonesta dello “spararla grossa” per riuscire ad ottenere un minimo contrattando.
    Peccato che tanta preparazione e cultura autorizzi ad un’odiosa arroganza invece che a integrità e coraggio politico.
    ….

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