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  1. Fabrizio Francescone Rispondi
    Gentile Zanardi, condivido quanto da lei scritto. L'agenzia delle Entrate, però, nonostante i proclami dei Governo, è ben lungi dall'essere rafforzata. 1.500 assunzioni, sì, ma altrettante e forse di più sono le perdite per i pensionamenti. Verificatori veri e propri, poi, non vengono assunti, ma siamo tutti funzionari dei quali alcuni (in questo periodo molti ad onor del vero) sono impiegati in verifica. L'Agenzia ed il suo personale fa quel che può; L'Agenzia con la formazione ed il personale con la buona volontà. Pensi che uscire per svolgere verifiche significa usare la propria auto. Inoltre l'ultima legge finanziaria ha eliminato il il pagamento della già esigua indennità prevista. Si ottiene meno del rimborso spese. Difficile fare la lotta all'evasione così.
  2. raffaello lupi Rispondi
    L'attuale autodeterminazione delle imposte segue la matrice "analitico contabile" dei "grandi sostituti di imposta", 15 o 20 mila grandi organizzazioni che "intercettano" i redditi dei loro fornitori (dipendenti, professionisti, piccole imprese, risparmiatori) o dei loro clienti (consumatori: non a caso l'evasione del commercio si sta riducendo grazie alla sostituzione della grande distribuzione al piccolo commercio tradizionale. Nel complesso il sistema funziona proprio perchè la parte di ricchezza canalizzata attraverso questi grandi sostituti di imposta è relativamente maggioritaria. E' curioso che questi soggetti, in realtà veri e propri partners del fisco, siano soggetti a controlli costanti, solitamente basati su capziose rettifiche giuridico interpretative, che fanno solo arricchire i consulenti. Nei settori in cui i grandi sostituti d'imposta mancano, come il piccolo commercio, artigianato, servizi alla persona, locazioni da privato a privato, il fisco ha perso il controllo del territorio. Per riacquistarlo, non ha senso trasformare in sentinella del fisco chi non la le phisique du role, come studenti che vanno a mangiare la pizza o pensionate che si fanno i capelli.Il contrasto di interessi puo' funzionare solo su operazioni di una certa rilevanza come i lavori di ristrutturazione edilizia. Per il resto bisogna accettare con rassegnazione che un parrucchiere, a parità di reddito effettivo, paghi meno imposte di un bancario..salvi i limiti della decenza minima delle somme dichiarate rispetto alle caratteristiche esteriori dell'attività svolta. Per questo non occorrono controlli contabili: basta con gli ammortamenti del gelataio e le rimanenze finali del parrucchiere. Al massimo è sufficiente lo scontrino. Dopodichè mandiamo i finanzieri a "fare shopping" a vedere le vetrine con in mano la dichiarazione dei redditi. In un pomeriggio se ne vedono alcune decine, prendere i casi piu' clamorosi e concordare importi piu' ragionevoli.
  3. michele del monaco Rispondi
    Pongo un quesito all'autore dell'interessante articolo: secondo lui non è con una maggiore trasparenza si otterrebbe una minore evasione? Se i dati dei redditi fossero disponibili a tutti, forse certi imprenditori che dichiarano meno dei loro operai o dirigenti ci penserebbero maggiormente. Chi ostenta macchine, barche e ville, avrà qualche remora in più a dichiarare un 740 da 20.000 € o no? Lo svantaggio qualè? un pò meno privacy...consideriamo però quanto stiamo pagando questa privacy. Di fatto oggi nel paese una quota consistente della popolazione si sta arricchendo alle spalle degli altri grazie a questa carenza informativa. Pensare che le norme ci sarebbero e che anche il Garante ha sostenuto che i dati dei redditi sono pubblici e disponibili a tutti. Poi, come molte cose in Italia, tutto si insabbia...
  4. Francesco Parini Rispondi
    Il dentista mi ha chiesto per una serie d'interventi 10.000 euro con la fattura; faccio due conti....posso detrarre 1900 euro che con un'aliquota del 30% sono 570 euro quindi circa il 5% di sconto..Morale, se il dentista mi fa uno sconto del 30%, lui evade,io evado e tutti guadagnano tranne lo stato, cioè tutti i ciittadini. Se potessi detrarre il 100%, la situazione cambierebbe.Questo vale per le spese mediche e potrebbe essere applicato ad altre prestazioni. Il risultato di questa politica di detrazioni e deduzioni sarebbe una maggiore base imponibile e,indirettamente,la possibilità di ridurre le tasse e difendere il potere d'acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati. Questo approcio è così devastante per non essere considerato? Ricordo che nel 1992 il prof. Franco Pirro scrisse un editoriale nel quale si affermava che questa strada doveva essere valutata per un fisco più equo...
  5. francesco Rispondi
    L'evasione è nel settore del lavoro autonomo e nella grande e media proprietà immobiliare. Quanti affitti ci sono in nero(case,garagè,box etc),quanti piccoli e medi imprenditori e artigiani fatturano. Bisognerebbe introdurre una patrimoniale che colpisca certe ricchezze (pluralità di immobili)o certi beni di lusso o super lusso(macchine di alta cilindrata,barche etc...). Inoltre dovrebbero essere portate in detrazione tutte le spese inerenti la casa (tinteggiatura,riparazioni etc...)
  6. Francesco Parini Rispondi
    La domanda classica formulata dai lavoratori autonomi: con o senza fattura. Un amico ha imbiancato l'ufficio;nulla di strano, l'artigiano, impegnatissimo per il lavoro, ha staccato nel mese di agosto la.....prima fattura. Manca la volontà politica di affrontare i problemi; basterebbe innalzare le rendite catastali, introdurre le detrazioni e le deduzioni, rapportabili per alcune spese al reddito, e poi abbassare le tasse. Gli studi di settore sono un patrimoniale/vessazione imposta... se guadagni di più, evadi legalmente,se guadagni di meno paghi per non essere vessato.