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  1. antonio gasperi Rispondi
    l'analisi del prof. Bordignon - mirabile per lucidità - getta una luce positiva sulla vituperata riforma del titolo V fatta negli ultimi scampoli della passata legislatura. essa infatti mostra come tale riforma preveda precisi meccanismi sia giuridici che economici per attivare un equilibrato federalismo nel nostro sfortunato paese. ora, l'attuazione della riforma del 2001 in campo scolastico - settore di cui mi occupo professionalmente - è stata affidata principalmente alla l. 53/03 ed ai suoi decreti attuativi. senza entrare nel merito dell'idea di istruzione a cui è ispierata tale legge, è un fatto innegabile che essa sia stata disegnata nel rispetto della cornice giuridica prevista dalla l. cost. 3/01 (si veda a titolo d'esempio il mantenimento presso lo Stato della definizione di norme generali e livelli essenziali di prestazione dell'istruzione ed istruzione e formazione professionale, ma qui il discorso sarebbe lungo). a questo punto sorge spontanea una domanda: quale forza politica desidera realmente la realizzazione di questo federalismo equilibrato? non il centro-destra in generale che priva di risorse finanziarie gli enti locali (v. anche il ddl finanziaria), non il centro-sinistra che sembra rifiutare aprioristicamente anche gli aspetti positivi della cd. riforma Moratti (secondo il vecchio adagio di buttar via anche il bambino con l'acqua sporca) non infine la Lega la quale ha fatto della cosiddetta devoluzione la sua stessa ragione di esistere. quali chances può avere allora nel nostro paese il federalismo, seppur in "salsa catalana"? distinti saluti
    • La redazione Rispondi
      Lei solleva il problema dell'effettivo sostegno politico al processo di decentramento. Condivido le sue preoccupazioni. C'è stato un momento in Italia, fino diciamo all'approvazione della riforma costituzionale via referendum, in cui varie forze politiche, gruppi di interessi e l'opinione pubblica hanno sostenuto attivamente l'idea di un decentramento ordinato dei poteri; questo consenso si è ora appanato per diversi motivi, non ultimo per la pessima gestione che della riforma costituzionale è stata fatta finora. Non sono in grado di dirle se le cose cambieranno in futuro. Resta però la preoccupante e perdurante schizofrenia tra la costituzione attualmente in vigore e la pratica effettiva di governo. Questa schizofrenia non è a lungo sostenibile; prima o poi una soluzione stabile andrà trovata.