Come in Europa, in Italia aumentano le unioni di fatto e le famiglie con un solo genitore. Ma diversamente che nel resto d’Europa, i figli lasciano sempre più tardi la casa dei genitori e spesso vi ritornano dopo esperienze matrimoniali. Questo ritarda la formazione di nuove famiglie, e non sviluppa l’autonomia per rapporti di coppia impostati su basi di parità. Gli uomini continuano a non aiutare le donne in casa, nonostante che i carichi domestici siano cresciuti, sia per l’aumento del lavoro femminile fuori casa, sia per la mancanza di servizi di sostegno alle famiglie. Le istituzioni non aiutano: si accentua la distanza dell’Italia dagli standard europei. Anche la riforma universitaria del 3+2 sembra avere allungato i tempi di studio, e l’assenza di leggi sul riconoscimento delle unioni di fatto rende più incerta la scelta di avere figli.  Le proposte di ritorno ad un sistema di tassazione di tipo famigliare vanno in controtendenza e rischiano di ridurre la già limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro.


Alessandro Rosina e Gianpiero Dalla Zuanna commentano gli interventi sul rapporto tra giovani e famiglia di Chiara Saraceno e Francesco Billari; le controrepliche degli autori.

Aggiornamenti:
Lo spread Btp-Bund in tempo di euro, di Carlo Favero, 09-06-2005
Decentramento contrattuale? No, grazie di Innocenzo Cipolletta, 09-06-2005

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