La richiesta di introdurre misure protezionistiche nel decreto sulla competitività ha diviso la coalizione di Governo.
Per dare una risposta ai problemi delle imprese italiane sempre più in difficoltà di fronte alla concorrenza internazionale i dazi non servono. Il tessile-abbigliamento è stato protetto per quaranta anni, senza che ciò abbia consentito a buona parte del settore di diventare competitivo a livello internazionale. Servono invece misure di struttura che accrescano la flessibilità dei mercati del lavoro e del capitale e consentano alle risorse produttive di spostarsi dai settori in declino ai settori di vantaggio comparato. Il decreto per la competitività punisce le imprese che delocalizzano: una misura sbagliata e controproducente. Ancora sul Patto di stabilità e crescita: dall’ambiguità dell’accordo vantaggi per i paesi maggiori.

Aggiornamenti: anticipiamo ai nostri lettori i principali contenuti del documento Ocse sulle politiche sociali che verrà presentato questo fine settimana a Parigi ai ministri del welfare.

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