I piani di privatizzazione della Rai prevedono la cessione del 20-25% della capogruppo. Agli investitori vengono così offerte quote di una azienda gravata da obblighi di servizio pubblico, con un finanziamento misto di canone e pubblicità che non corrisponde nè ai costi del servizio pubblico nè a quelli della televisione commerciale. Meglio invece concentrare il servizio pubblico in una rete finanziata dal canone e cedere quote delle reti commerciali rimanenti. Realizzando un’offerta più attraente per gli investitori, più remunerativa per il Tesoro e capace di promuovere una maggiore concorrenza nel mercato televisivo.

Escono i dati 2004 sui conti pubblici, ma non quelli sull’andamento dell’economia. Apprendiamo al contempo di avere i) vissuto tre anni sull’orlo del precipizio, ii) conti pubblici sempre meno trasparenti e iii) un istituto di statistica che non riesce a fornire un bene pubblico essenziale, quale una tempestiva informazione sull’andamento dell’economia. Preoccupante.    

Il Sen. Luigi Grillo commenta l’intervento di Tito Boeri e Roberto Perotti sui costi della mancata concorrenza nel sistema bancario; la controreplica degli autori e il commento di Federico Ghezzi sulla relazione fra Banca d’Italia e Antitrust.

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