Riformare la giustizia anche per dare ossigeno all’economia. I processi civili in Italia sono sempre più lunghi: solo il Guatemala fa peggio di noi. E i tassi di recupero dei crediti in caso di fallimento sono i più bassi d’Europa. Si intende affidare la gestione della giustizia civile in outsourcing ai privati (avvocati nel caso della gestione della prima fase del processo civile e forme di conciliazione stragiudiziale nel caso delle controversie in materia societaria). Ma ci vuole ben altro. Mentre la riforma del diritto fallimentare è al palo anche perché i curatori fallimentari non vogliono perdere lauti guadagni. E la crisi di Volare obbliga il governo a modificare la legge per consentirne il salvataggio. Non si può andare avanti così: è opportuno che venga adottata una legge organica e moderna in materia di crisi d’impresa. Ma l’attenzione pubblica e del Parlamento si concentra su di un progetto di separazione delle carriere di giudice e pubblico ministero. E’ un progetto che divide e che non risolve il problema.


Continuiamo a seguire il contorto iter di questa Finanziaria e dei provvedimenti collegati. Una cronaca di un collasso annunciato della legge di bilancio, un commento alle ventilate (poi ritirate) misure di sgravio dell’Irap e di sostegno all’innovazione e, infine, alcune considerazioni sul bonus figli e bonus nonni. La politica può fare le sue scelte, ma i numeri non possono e non devono essere manipolati: l’indipendenza e l’integrità della Ragioneria Generale dello Stato vanno salvaguardate soprattutto di fronte ai ripetuti attacchi di queste settimane.

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