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  1. Edoardo Foletti Rispondi
    Il calcolo dell'aliquota marginale nel passaggio da 33.000 a 33.500 euro di imponibile è andato soggetto ad una svista. Infatti, sull'imponibile di 33.000 euro la deduzione è effettivamente di 144 euro e l'imposta complessiva dovuta è di 8.242,48 euro; con 33.500 euro di imponibile, invece, non si ha diritto a deduzione e l'imposta è di 8.455,00 euro. Pertanto l'incremento di imposta sugli ultimi 500 euro è di euro 212,52, di cui euro 195,00 corrispondenti al 39% di 500 ed euro 17,52 corrispondenti al 39% di 144 (la minor deduzione). Questo perché la minor deduzione non si traduce in un aggravio di imposta di pari importo, ma in un aumento della base imponibile, che farà incrementare l'imposta di un importo pari al prodotto del maggiore imponibile per l'aliquota applicabile. Inoltre, i 144 euro di minor deduzione saranno tassati all'aliquota del 33% e non all'aliquota del 39%, perché sono compresi nella fascia di reddito che va da 32.856 a 33.000; i 500 euro di maggior guadagno saranno anch'essi tassati al 33% perché portano il reddito da 33.000 a 33.500 euro. Perciò la maggiore imposta complessiva sarà: euro 500 x 33% = euro 165,00 euro 144 x 33% = euro 47,52 totale euro 212,52 come già anticipato. L'aliquota marginale, quindi, è - in questo caso specifico - del 42,54% (euro 212,52 / 500) e non del 67,8%. E, come giustamente osserva il professore, la stessa è destinata a tornare al 39% superati i 33.500 euro.
  2. Riccardo Bellocchio Rispondi
    Ho letto con particolare interesse l'intervento del professore e facendo alcuni calcoli reali ho verificato che i risultati non collimavano con le tesi esposte. Infatti se ipotizziamo il solo cambiamento delle aliquote sull'attuale sistema fiscale fatto di detrazioni e deduzioni vediamo che a fronte di un reddito di 7500 euro non ho nessun versamento fiscale mentre con un reddito di 20500 euro il versamento fiscale è pari a 3.852,50 pari ad una aliquota media effettiva del 18,79 % e un'aliquota marginale del 29,63 %. Tale effetto è sempre esistito anche nel sistema fiscale precedente lintroduzione del primo modulo fiscale. Infatti nel 2002 un contribuente con un reddito di 7.500 euro pagava 368,73 euro pari ad una aliquota media del 4,9%. Con un reddito di 20.500 euro l'esborso fiscale era pari a 4.210,13 con un'aliquota media del 20,53% e una marginale del 29,54%. L'aliquota marginale aumenta ma l'esborso fiscale diminuisce. (dal 20,53 al 18,79) . Anche nel secondo caso prospettato i conti non tornano. Ipotizzando di essere già nella nuova riforma, mantenendo in essere le attuali deduzioni e detrazioni con un reddito di 33.000 euro l'esborso fiscale netto sarebbe di 8.007,48 pari ad una aliquota media del 24,26% e un'aliquota marginale del 33%. Con l'incremento di reddito a 33.500,00 l'esborso fiscale sarebbe di 8.250 euro per effetto della presenza di una detrazione dall'imposta di 235,00 euro con un'aliquota media del 24,62 ed un'aliquota marginale solo del 48,50 e non del 67,80 in quanto le deduzioni rappresentano un abbattimento dell'imponibile e non un minor reddito. Anche qui se proiettiamo la stessa situazione a prima della riforma del 2003 la situazione sarebbe stata la seguente: di fronte ad un reddito di 33.000 euro l'esborso fiscale era pari a 8.557,59 pari ad una aliquota media del 25,93 e un'aliquota marginale del 39%. All'incremento del reddito a 33.500 l'esborso fiscale sarebbe stato dei 8.752,59 pari ad una aliquota media del 26,12 sempre con un'aliquota marginale del 39%. Anche qui mantenendo ferme l'aliquota marginale l'esborso fiscale aumenta. Vorrei quindi chiedere un chiariemnto se questa considerazione è fondata. Grazie.
    • La redazione Rispondi
      Il sig. Bellocchio nota giustamente che per i redditi bassi e medi le aliquote medie dell'irpef si sono ridotte; questo è l'effetto della estensione della no tax area da 6200 circa a 7500 euro (per un lavoratore dipendente). Il punto è però che non vi è stata riduzione delle aliquote marginali, come richiesto dalla supply side economics, che punta il dito sugli effetti di sostituzione dovuti appunto alle aliquote marginali. E' vero che la decrescenza a scalini delle detrazioni fiscali determinavano aliquote marginali elevate anche in precedenza, e da questo punto di vista il passaggio alla deduzione continuamente decrescente è un miglioramento che evita i salti bruschi nel passaggio da una classe di reddito ad un'altra; ma proprio in questo modo risultano più evidenti le vere aliquote marginali implicite. Nel caso del passaggio da 33.000 a 33.500 euro il sig. Bellocchio ha ragione: ho sommato all'imposta di 165 euro la deduzione di 144 (errore grave per un professore di scienza delle finanze; mai fidarsi dei fogli elettronici!); ma come lui correttamente indica l'aliquota marginale è "solo" del 48,50. Cioè un'aliquota più alta di quella massima (vecchia) del 45, o di quella massima che dovremo avere fra breve, non si sa bene se al 39 o 43. Ma si tratta comunque di una situazione puntuale che potrebbe essere corretta. Il punto generale è che se si cerca di ottenere la progressività con deduzioni decrescenti (anche per ragioni di gettito) non si può ottenere una riduzione delle aliquote marginali; se, come sembra, le deduzioni decrescenti verranno estese agli oneri familiari, tre breve potremo verificare quali aliquote marginali effettive salteranno fuori. Cordiali saluti, Ruggero Paladini