Ben presentata, ma molto lontana dai 24 miliardi richiesti. La Finanziaria arrivata in questi giorni alla Camera non offre il segnale di inversione di rotta che era richiesto per modificare il comportamento dei contribuenti (spinti sin qui a pagare le tasse solo con i condoni) e per rassicurare i mercati. Incombe sulla manovra la riforma fiscale che potrebbe causare una perdita di gettito comparabile alle entrate aggiuntive legate agli studi di settore e all’inasprimento dei controlli sulla tassazione dei fabbricati. Solo affrontando contestualmente in Parlamento Finanziaria e riforma fiscale si può decidere chi ci guadagna e chi ci perde. E si può cercare di ovviare agli effetti iniqui del tetto imposto sulla spesa dei Comuni, soprattutto per quello che riguarda la spesa in conto capitale.


Si litiga sul bonus figli. Ma il fatto stesso che sia una norma incerta offre una certezza: non potrà avere alcun effetto sulla natalità.


Aggiornamenti sull’attualità:

Parmalat, il fronte delle parti civili di Lorenzo Stanghellini, 7-10-2004

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