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  1. Alberto Bordignon Rispondi
    Mentre ero in vacanza un dipendente straniero dell'albergo con permesso stagionale ha scoperto che era riuscito ad ottenere l'appuntamento per il rinnovo del titolo di soggiorno a settembre 2005. Peccato che il suo permesso scadeva a settembre 2004 senza possibilità di proroga. Ovviamente i colleghi lo hanno imitato "allungandosi" il soggiorno "regolare" di 12 mesi. Ne ho ricavato l'ulteriore conferma che nel nostro Paese il soggiorno agli stranieri non è concesso per svolgere un lavoro regolare, ma per dar modo di svolgere adeguati adempimenti burocratici.
  2. Riccardo Mariani Rispondi
    Pur non essendo disposto a rinunciare al legame tra permesso di soggiorno e lavoro è difficile rimanere insensibili alle obiezioni proposte nell’articolo. Anche per seguire l’ invito a non mettere bandierine si potrebbe rafforzare un’ idea già presente nella Turco-Napolitano ovvero quella di resonsabilizzare l’ ospite invitante (datore di lavoro) per l’ ospite invitato (lavoratore immigrato). Già oggi le imprese devono comunicare mensilmente una messe di dati all’ amministrazione pubblica (da notare che questo scambio di informazioni è oggi quasi completamente di natura telematica) non penso che i costi aggiuntivi siano particolarmente gravosi. A questo punto non rimarrebbe che un controllo sul territorio che dipende più dalla volontà dei soggetti preposti che da altro. Cordiali saluti