In Europa si lavora meno che negli Stati Uniti.  Sempre meno.  Dobbiamo interpretare gli accordi alla Daimler-Chrysler e alla Bosch (si veda la rassegna della stampa estera) e la proposta del Ministro delle Finanze francese di abolire le 35 ore come il segnale di una inversione di tendenza?  In realtà il gap in ore lavorate fra Europa e Stati Uniti è dovuto soprattutto al fatto che molte persone non lavorano del tutto, piuttosto che a un basso numero di ore mediamente lavorate per addetto. Non è colpa della presunta pigrizia degli europei, nè di accordi sindacali che hanno negoziato condizioni molto vantaggiose in quanto a orari e ferie per i dipendenti, ma di politiche che hanno al tempo stesso tassato il lavoro e pagato chi se ne stava alla larga dal mondo del lavoro.  Insomma, possiamo partire per le vacanze senza sensi di colpa, ma riflettendo sul fatto che le politiche che tengono molte persone in età lavorativa lontane dal lavoro non sono più alla nostra portata.

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